cina / bob perelman. 1981
0 Comments Published by alessandro May 17th, 2012 in installazione, op. cit., testoViviamo nel terzo mondo a partire dal sole. Numero tre. Nessuno ci dice cosa fare.
La gente che ci ha insegnato a contare è stata molto gentile.
È sempre tempo di partire.
Se piove, o hai l’ombrello o non ce l’hai.
Il vento ti porta via il cappello.
Inoltre sorge il sole.
Preferirei che le stelle non ci descrivessero l’un l’altro; preferirei che lo facessimo noi stessi.
Corri davanti alla tua ombra.
Una sorella che indica il cielo almeno una volta ogni dieci anni è una buona sorella.
Il paesaggio è motorizzato.
Il treno ti porta dove va.
Ponti tra le acque.
Gente dispersa su vaste distese di cemento, dirigendosi verso l’aeroplano.
Non dimenticare cosa sembreranno il tuo cappello e le scarpe quando sarai introvabile.
Anche le parole che fluttuano nell’aria fanno ombre blu.
Se ha un buon sapore lo mangiamo.
Cadono le foglie. Indica le cose.
Cogli le cose giuste.
Ehi, sai che cosa? Cosa? Ho imparato a parlare. Stupendo.
La persona dalla testa incompleta scoppiò in lacrime.
Mentre cadeva, che poteva fare la bambola? Niente.
Va’ a dormire.
Stai benissimo in pantaloncini. E anche la bandiera sta benissimo.
Le esplosioni sono piaciute a tutti.
Ora di alzarsi.
Ma meglio abituarsi ai sogni.
[Bob Perelman, da Primer, Berkeley, This Press, 1981. Traduzione italiana di Massimiliano Manganelli, da: Fredric Jameson, Postmodernismo, Fazi, 2007. Immagine, Li Wei, Freedegree over 25th Story, 2004, 10 Chancery Lane Gallery, Hong Kong.]
invaders in tokyo / akihiro nagashima. 2011
0 Comments Published by bgmole May 10th, 2012 in testo, video & audioclasificación / juan alemán hernandez. 2011
0 Comments Published by marco May 3rd, 2012 in art, installazione, video & audio
indice de “la ratta” / günter grass.1986
0 Comments Published by fabio April 26th, 2012 in op. cit., testo
Il primo capitolo
in cui viene esaudito un desiderio, sull’Arca di Noè non c’è spazio per i ratti, dell’uomo non avanza che spazzatura, una nave cambia nome ripetutamente, i sauri si estinguono, entra in scena una vecchia conoscenza, una cartolina invita a partire per la Polonia, c’è chi si allena alla stazione eretta e possenti ticchettano ferri da calza.
Il secondo capitolo
in cui si dà un nome ai maestri falsari e i ratti diventano di moda, la fine viene contestata, Hänsel e Gretel scappano via, il Terzo Programma trasmette notizie su Hamelin, qualcuno non sa se deve mettersi in viaggio, la nave getta l’ancora nel luogo della disgrazia, dopo ci sono le polpette, blocchi umani bruciano e popolazioni rattesche ingorgano il traffico per ogni dove.
Il terzo capitolo
in cui si compiono miracoli, Hänsel e Gretel vogliono urbanizzarsi, il nostro signor Matzerath dubita della Ragione, cinque amache sono occupate, il Terzo programma deve tacere, a Stege ci sono i saldi e in Polonia la penuria, un’attrice del cinema viene canonizzata e i tacchini fanno storia.
Il quarto capitolo
in cui si dice addio, un contratto è maturo per la firma, Hänsel e Gretel arrivano, si rinvengono cacche di ratto, regna un’atmosfera domenicale, è l’Epilogo, alcune monete d’oro sono in soprannumero, Malskat deve andar soldato, riesce difficile staccarsi dalle donne e la nave getta l’ancora davanti a rocce cretacee.
Il quinto capitolo
in cui una capsula spaziale è in orbita, il nostro signor Matzerath vede nero, la Ratta denuncia una mancanza di paura, la città di Gdańsk rimane esteriormente intatta, le donne litigano per le meduse, Hänsel e Gretel chiamano all’azione, l’educazione del genere umano continua e viene pronunciata una laudatio.
Il sesto capitolo
in cui l’uomo-ratto diventa pensabile e viene sognato montando la guardia, la Ratta si dimostra pratica dei luoghi, l’erba casciubica lussureggia, le donne viaggiano sotto falso nome, subito dopo lo sgombero incomincia la storia postumana, la sorgente d’errore viene ravvisata in me, il Grande soldo ha il potere e Wilhelm Grimm un’idea. Continue reading ‘indice de “la ratta” / günter grass.1986′
the music animation machine
0 Comments Published by alessandro April 19th, 2012 in in english, installazione, video & audio
Also see: www.musanim.com.
non è un problema di artigianato / gherardo bortolotti. 2010
2 Comments Published by fabio April 5th, 2012 in kritik, testo
Una cosa che mi trovo spesso a dichiarare è che la letteratura, comunque, non è un problema di artigianato, di maestria tecnica o di stile. E, per come intendo io la letteratura, questa è un’affermazione ovvia.
La metafora artigiana, tuttavia, è un modo di interpretare la letteratura ancora molto forte. Le ragioni sono varie. Da una parte, per esempio, c’è il fatto che una rappresentazione di questo tipo sottolinea l’investimento in sapere tecnico che la letteratura, per come la conosciamo, ha comportato e che ne ha giustificato, in vari termini, la specificità ed i meccanismi di selezione e di attribuzione di ruolo a cui, come sapere appunto, ha dato luogo. Da un’altra parte ancora, nella pratica quotidiana, non si può non riconoscere che lo scrivere letterario prevede tutta una serie di operazioni “manuali”, di limatura, scelta, messa in opera etc. che vengono convenientemente rispecchiate nell’immagine artigiana. La metafora artigiana, per di più, trova una forza ulteriore nella riduzione del testo a prodotto, che a sua volta implica. Una riduzione che privilegia la parte “visibile” del testo (escludendo, per esempio, la sua continua rigenerazione in seno alla lettura – per non parlare della sua eventuale natura meramente orale) e che contribuisce a collocare la letteratura nello schema più generale di produzione/consumo in cui praticamente ogni nostra esperienza, ai tempi del capitalismo, viene inquadrata.
Si noti, a margine, che questo aspetto ha un suo sapore paradossale. Attraverso l’idea della perizia tecnica, infatti, attraverso l’immagine dell’artigiano delle parole, si colloca la (a questo punto buona) letteratura in posizione antitetica rispetto alla produzione di massa, e alle sue forme di alienazione. Così le si ridà, surrettiziamente o meno, un’aura, che va incontro ad un elitarismo sempre presente nella massificazione (e non necessariamente avanguardistico) e che risulta utile anche a coprire quello svuotamento di autorità a cui la letteratura stessa, da una cinquantina d’anni a questa parte, è stata sottoposta. Nello stesso tempo, però, dato che è comunque un bene di consumo, quella stessa letteratura artigiana porta in dote un ulteriore valore al fascino feticistico proprio della merce e permette una più agevole articolazione del prodotto letterario per le strategie di marketing.
Ferme restanti le prime considerazioni, e anche lasciando da parte la debolezza e la natura ideologica di questo artigianato letterario contrapposto alla produzione di massa, come dicevo la mia idea è che la metafora artigiana non sia sufficiente per dare conto della letteratura come pratica (umana, sociale, cognitiva, etc.). Per conto mio, la letteratura non è una questione di padronanza tecnica, appunto, né di capacità di rappresentazione/espressione, come neppure di sapienza evocativa e/o affabulativa, ma, propriamente, un’operazione sui parametri secondo cui noi ci sentiamo in vita. In altre parole, è un’attività che riguarda le questioni seguenti: quale punto di vista si istituisce, quale soggetto viene formulato, di quali relazioni è passibile, come vi vengono implicati gli eventuali altri soggetti, a che comunità ci si rivolge, che strumenti vengono forniti, come si dispone la realtà, di quali regole la si dota, e così via. In questo senso, allora, lo stile è una sorta di epifenomeno di un’operazione più ampia di istituzione di senso (o di destituzione di senso). Un’operazione che ha un fondamento essenzialmente etico-politico, ancor prima che estetico, e che è sempre un’azione su e per una realtà.
Ecco perché, a mio parere, è ovvio considerare insufficiente la metafora artigiana, tecnica, retorica: perché sembra mancare del tutto lo sforzo, il desiderio, l’esigenza e il piacere che danno, per primi, luogo alla letteratura. E questo tanto più ora, in un quadro in cui, come ho accennato, la funzione e le tecniche della letteratura sono sempre più “usurpate” (dall’industria dello spettacolo, dall’informazione, dalla pubblicità, dalla moda) e nonostante l’unica rappresentazione tangibile, propagandabile, falsificabile e quant’altro della letteratura stessa sia solo quella che esibisce le tecniche che ha accumulato nel corso dei secoli.
nuovo e-book su gammm: “partita”, di antonio porta
3 Comments Published by gammm March 31st, 2012 in testo
Oggi un nuovo ebook su gammm.org: si tratta di Partita, di Antonio Porta. Il file pdf [352 Kb] è scaricabile dalla pagina gammm/ebooks.
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From today, a new ebook at gammm.org: it’s Partita, by Antonio Porta. You can download the pdf file [352 Kb] @ gammm/ebooks.
1
segna, là (da parte) sul filo, s’inchina, là, che no non un andare un volo magari a far passare l’ago nato a unire. un moris Dante che appare, riappare già pesto. al buio, sul corrimano. poi, pentito, procede. 61. amando un po’ tutto, compreso il poster dell’Adami. ringrazia per l’ospitalità. (magia magia). messa su per l’occasione musica insopportabile. rimesta nervoso un po’ di ghiaietta in tasca. annaspa, mano a cucchiaio constata l’aglietto. venuto per l’apostolato, accenna, la sala l’aspetto, per quando? un non so che, giusto un po’ da parte. preso così all’improvviso notando dell’astuzia nella disposizione dei posti un po’ più avanti il formaggio, nel frantoio il prezzemolo (evvai evvai). il bagnét dell’esteta. attardandosi in cucina aspirando forte (si mangia si mangia). tema, si fa un salto a Manta, ricordi il giardinetto del castello? vedette sparse ti facevano segretamente i complimenti. questi nostri posti tramano poi su varie altezze da raggiungere. all’unisono si svicola su castiglie, i diavoletti mascherati nei vicoli. (cupidi cupidi). 5. Artigli, contentini come si deve. i debiti pagati al passaggio degli scuri. Eccome se era degna. fa vedere una borsa con della frutta spingendo sul prezzo. l’azzardo il freddo il latte che si integra col caffé. raccoglie firmamenti. e tutte e uno. si teme per il meglio. se le tira su, tutte e une. utriusque. un’unghia quindi armeggia cerca vittime ti vedremo e ti daremo un compenso. ah, quell’esame, quinto piano, si ritira per cambiarsi si colora e disanella. amanti, capito? amanti delle lettere laggiù rivisitano cieli e lampi e fortune (ti prego, non c’è nessuno). stordendo le dita per il nervoso dovresti [...] indicandole proprio lì, di più sì, di più. 24. sicuro (ci mangiano in molti). Ah! sta mini svelta io e quell’altro, gira pagina
Continue reading ‘moris dante / roberto cavallera. 2012′
nine photographs from “canary” / lieko shiga. 2007
Closed Published by alessandro March 23rd, 2012 in art, gif & slide, in english, op. cit.appunti per il «vespro» e la «notte» / giuseppe parini
Closed Published by fabio March 18th, 2012 in installazione, op. cit., testo
1. Cavagnola, fichetti, cartelle, tuttissimo.
Matrone, Sibille, polla caduta, scompiglio, ordini per terra, mormorazione, amori.
2. Il marito una volta assisteva la moglie.
Dipoi il servente la dama, ora non più.
3. Forastieri. Le milanesi gli rispondono con lingua e pronuncia milanese. Le dotte in francese facendo pompa ecc.
4. Al teatro gli altri vanno per sollevarsi delle fatiche.
Tu solo vi vai per coronar coll’estrema le fatiche del giorno.
5. Agli attori plaudi non quando il meritano, ma quando te ne vien capriccio. Il vulgo adoperi la ragione e quel senso che perciò è detto comune; ma le voglie repentine sieno sole la tua norma.
6. Celibi.
7. Marito colla sua bella.
8. Bandò o nastro da notte ricamato a caratteri amorosi dalla bella.
9. Collare o anello tessuto de’ capelli della bella.
10. Nella platea discendi talora, accomunati co’ musici buffoni mutoli ecc.
11. Degna talora gli uomini di talento; ma come lione ecc.
12. Carte rapidamente mescolate. Così lesta scorrea Penelope colla spola ecc.
13. Picciole dame usano etichetta fra loro, ma son dimenticate dalle grandi.
14. Tabacchiera con figure oscene. Le dame o ne ridono o non arrossiscono.
15. Seder pesante. Così piuma leggera che accrebbe leggerezza e mobilità ai capi delle dame, piomba come sasso nel vuoto.
16. Araldici nuovi.
17. Maraviglia de’ posteri pensando che tu abbi fatto ogni giorno tante cose per tanti anni. Continue reading ‘appunti per il «vespro» e la «notte» / giuseppe parini’
da: “la sintassi e i generi” / elio pagliarani. 1959
Closed Published by fabio March 13th, 2012 in op. cit., segnali e azioniNon ha senso negare l’identificazione lirica = poesia senza una reinvenzione dei generi letterari. E ciò è già stato storicamente dimostrato: il tempo e la realtà incaricatisi di rompere un diaframma, la poesia allarga i suoi contenuti, ma non può farlo se non dilatando in corrispondenza il vocabolario poetico. Ma arricchire il vocabolario non significa necessariamente arricchire il discorso, può anche voler dire che si arreca turbamento e confusione. Nessun vocabolo ha illimitate capacità di adattamento (e quante più ne ha tanto più è semanticamente avvilito); ogni vocabolo ha i suoi precisi problemi sintattici, si muove in un’area sintattica. E la dilatazione lessicale postulerà una sintassi del periodo, non soltanto della mera proposizione. Le diverse soluzioni sintattiche imprimono al discorso tensione durata ritmo diversi: questa designazione di tonalità, questa specificazione di struttura appartengono per definizione ai generi letterari. La reinvenzione dei generi è quindi la necessaria conseguenza della più ampia e variata modulazione sintattica del discorso poetico conseguente all’arricchimento del lessico.
[...]
[ in Elio Pagliarani, Tutte le poesie (1946-2005), Garzanti, Milano 2006, pp. 459-460 : 459]
3 recent works / massimo sannelli. 2011
1 Comment Published by gammm March 8th, 2012 in art, installazione, vispo
[ 563, 621, 678, by massimo sannelli ::: click on the images to enlarge ]
Ecco un nuovo opeb di GAMMM.
Si tratta di Venison, di Patrick Playter Hartigan.
(Prima pubblicazione: in “SERIES”, 18, 31 ott. 2011, a cura di Drew Kunz)
Il testo può essere letto qui.
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Here’s a new GAMMM opeb.
It’s Venison, by Patrick Playter Hartigan.
(First published in SERIES, 18, Oct. 31st, 2011, ed. by Drew Kunz)
Here you can download the text.









