Caro Marco, rispondendo alla tua sollecitazione mi sono preso un paio d’ore per stilare una mia lista di CD imperdibili. Prendendo da un po’ tutti i generi e gli autori che mi hanno interessato tra il 2000 e il 2005, e facendo una scelta molto personale. Sono andato un po’ a memoria, senza riascoltare: alcune descrizioni (più un darti un’idea, in realtà) sono venute decisamente meglio, altre sono solo per abbozzi. Per ricognizioni più approfondite e più esatte degli autori segnalati, puoi consultare il sito di ForcedExposure, o a volte anche Amazon (.com, .fr o .de), dove è anche possibile fare degli ascolti (quando i CD non sono d’importazione o di difficile reperimento), e i siti delle diverse etichette. Un suggerimento: molti compositori e artisti interessanti li ho proprio scoperti su ForcedExposure facendo ricerche per etichetta (e in alcuni casi comprando amche un po’ al buio). Per la sound-art, puoi anche fare riferimento alla galleria e-static di Torino.
Scusa la scrittura rapidissima [ho sicuramente dimenticato qualcuno: per esempio – solo ora me ne accorgo – tra i compositori-artisti devo ricordare almeno Gianluca Codeghini] e le descrizioni a volte per brevi slogan, ma come promesso ci tenevo a farti avere il tutto entro questo week-end. Non riesco a rileggermi. Ora devo scappare.
Un abbraccio _ Alessandro.

 

John Cage:

The Barton Workshop plays John CageEtcetera (3 CD) – c’è anche un’esecuzione del fondamentale concerto per pianoforte e orchestra (in cui Cage ha usato decine – ora non ricordo il numero esatto – di differenti metodi compositivi, trovi facilmente lo spartito nei conservatori).
The 25th Year Retrospective Concert of the Music of John Cage – anche qui un’esecuzione del concerto per pianoforte e orchestra (quella storica con i fischi del pubblico, del 1958) (3 CD)
Music of changes, pianista David Tudor – (www.hathut.com)
The Orchestral works 2: Etcetera – Mode

Altri della scuola di New York:

Morton FeldmanRothko Chapel
Morton Feldman
Piano and String Quartet – (www.hathut.com)
The New York School vol 1-2-3 [Cage, Brown, Feldman, Wolff] – (www.hathut.com)
Christian WolfExercises – (www.hathut.com)
Christian WolfBurdocks – Tzadik (più facile da trovare, ma molto inferiore a Exercises)
Earle Brown – Cri, American Masters www.composersrecordings.com
un po’ a latere, Alvin Lucier – Crossings – Lovely Music Ltd. Lavori con le onde dell’oscilloscopio, e per oscilloscopio e orchestra. Lui è in effetti il “padre” dei lavori con le onde sonore “pure”.

John Zorn:

Archery (3 CD) – il game piece (modalità di improvvisazione guidata tramite cartelli inerenti i “comportamenti” degli strumentisti) secondo me migliore di Zorn, con i maggiori improvvisatori della scena avanguardia jazz informale e no wave newyorchese di fine anni’70-primi anni ’80. Forse più radicale del concerto per pianoforte e orchestra di Cage.
Kristallnacht – suo primo disco di klezmer (ma non è solo jazz-klezmer creativo come poi con il celebre gruppo Masada) ma direi klezmer-avanguardia, klezmer-crossover, insomma un piccolo capolavoro. Indescrivibile.
Music for children – il disco più “vario” di Zorn, quasi come la serie (però decisamente molto, molto inferiore) dei Film Works. Ogni pezzo è in un diverso genere musicale. Molte le chicche. Ideale come primo CD di Zorn, per approcciarsi.
Duras/ Duchamp – jazz rarefattissimo (Duras) e concrete music (Duchamp, uno dei pezzi più estremi di Zorn, suoni studiatissimi fatti da violini, martelli, seghe per il legno, acqua di lavandini e tantissimi suoni da strumenti readymade).
Godard/ Spillane – forse il capolavoro di Zorn, pezzi di 20 minuti che cambiano completamente di genere decine e decine di volte, dove cioè si usa la tecnica di improvvisazione creativa da Zorn battezzata file cards. Vi suonano i grandi della scena dell’avanguardia newyorkese Lower East Side da metà anni’80 in poi.
Madness, Love and Mysticism – il capolavoro di Zorn nella musica classica contemporanea (violino, violoncello e pianoforte; al piano niente meno che Stephen Drury) (sapore ligetiano, + postminimalismo e cartoon music insieme).
coi Naked City – Torture Garden – il disco più cattivo della storia del genere trash/hardcore, suonato da Zorn con alcuni dei maggiori musicisti di avantjazz, un disco incredibile. Forse il disco più cattivo della storia della musica.
The Gift – un disco parodia della surf music (un po’ come i dischi parodia del pop di Stephen Prina o di Rodney Graham), un disco paradossale: il vuoto melodico fine a se stesso suonato alla perfezione.

Musica classica contemporanea minimalista:

Terry Riley – In C (60 minuti di sfumature di do-fa do-fa do-fa per orchestra; sublime, un disco che ha cambiato il modo di ascoltare la musica).
Erik Satie – Vexation (antesignano del minimalismo, elementare melodia per piano suonata da Cage&Co se ricordo bene per 18 ore di fila).
Philip Glass – Einstein on the beach – il minimalismo nell’”opera lirica”. Disco che non ho, ma è talmente famoso che non posso non citarlo.

Musica classica contemporanea post-minimalista (europea):

Louis Andriessen – De materie (2 CD) – altro che Berio!!

Musica classica contemporanea, un discorso a parte:

Giacinto Scelsi – un CD a scelta

CD etichetta tzadik (la più celebre di musica d’avanguardia, fondata e diretta da Zorn) (da un po’ non la seguo perchè mi sembra che ha tirato un po’ i remi in barca, ma le cose qui sotto sono dei must. Vedere anche www.tzadik.com):

Derek Bailey – Guitar dram’n bass – il gigante della chitarra jazz inglese costretto qui a improvvisare su una base drum’m bass elettronica ad altissimo numero di bpm, che non gli concede niente.
Marianne Amacher – Sound Characters – lavoro interessante sul third ear, con molti pezzi che lavorano su speciali frequenze che costringono il timpano umano a costruire suoni terzi non esistenti nel mondo fisico.
Norman Yamada – Being and Time – un disco rarefattissimo, direi una concettualizzazione del rock, il rock portato all’informale attraverso la classica contemporanea. Molto cupo, e lento.
Richard Teitelbaum – Golem – opera klezmer+jazz+classica contemporanea. Riconosciuto capolavoro del genere.
David Shea – Classical Works I (il vol. II è inferiore) – un CD raffinatissimo di musica classica contemporanea, che lavora sul live e sul sampler contemporaneamente, generando suoni, diegesi e atmosfere particolarissime. Lui è uno dei grandi eclettici della scena newyorchese, un po’ come Zorn, ma più in ombra.
Zeena Parkins – PanAcousticon – un bel disco di crossover d’avanguadia (tra Berio e i Chemical Brothers per capirci), tutto composto e non improvvisato (lei è un’arpista che nel “commerciale” ha lavorato anche con Bjork).
Jamie Saft – Breadcrumb sins – la musica klezmer del XXI secolo! Klezmer (suonato come fusion!) fusa con la musica araba, l’elettronica, il jazz e il reggae. Un disco tiratissimo, bellissimo. Lui è un ottimo tastierista, quasi sempre presente negli ultimi CD di Zorn.
John Oswald – Plexure – disco esemplare del padre della musica plunderphonic (cioè: ogni traccia è un montaggio di tantissimi micropezzettini (quasi sempre irriconoscibili) di canzoni più o meno note della storia del pop, del rock, del rap ecc.).
Eyving Kang – 7 Nades – uno dei miei CD di musica d’avanguardia preferiti, un vero ricettacolo di idee musicali e sonore. L’ironia e la parodia dei generi è qui cristallina, sorprendente.
Ground Zero – Null & Void – il più dissacrante CD noise della scena giapponese anni ’90, un piccolo capolavoro, qualcosa che mi riesce ancora “diverso”. Questo non è puro noise, ma noise fatto con grande intelligenza, geniale, con uno spettro di influssi citazioni e ricontestualizzazioni (registrazioni rubate alla musica classica occidentale e orientale, ad esempio) incredibili, e una strumentazione (abbondanza di sax, bassi, “batterie”, elettronica e chitarre) a dir poco eccentrica. Vi suonava Otomo Yoshihide, che citerò anche più avanti.
Annie Gosfield – Flying sparks and heavy machinery – musica d’avanguardia suonata in (e con alcuni macchinari di) industrie tedesche. Industrial in senso letterale. Industrial d’avanguardia.
Altri incisi da Tzadik famosi: almeno, Bill Laswell, Ikue Mori e Mark Ribot (che però non mi convincono del tutto).

Spoken word music:

Miranda July – 10 milion hours a mile – Kill Rock Stars

Deep listening music:

Pauline Oliveros – Deep listening – New Albion Records

Radical / deep ecology:

David Dunn – Music, language & environment – Innova – elettronica (sound storico) e improvvisazione eseguita con approccio ecologico (meditazione, ecc.) nel rapporto con i grandi spazi naturali e i suoni dell’ambiente (deserto del Nevada, foresta, canto degli uccelli, eco ecc.). L’unico CD (doppio) davvero convincente/ interessante di Dunn.

Avanguardia concettuale – CD d’artista:

The poetics – Critical Inquiry in Green – un disco difficilmente catalogabile, tra la computer music, il post-punk, la sound-art, la vintage music e il post-minimalismo, vi suonano gli artisti visivi Mike Kelley e Tony Oursler, due grandissimi della scena attuale, e il sound-artist Stephen Vitiello. Oscuro, sarcastico, inatteso.
Les experiences musicales de Jean Dubuffet – Fondation Dubuffet – il CD in cui si riuniscono tutti gli esperimenti musicali del padre dell’art brut. “Music brut”?
Janet Cardiff – A large slow river – Oakville galleries. Una passeggiata nel parco, registrazione di un evento reale in soggettiva. “Reality music”?
Liam Gillick – Capital, a film by Sarah Morris, soundtrack – semishigure – è una sorta di percorso fra gli standard sonori della musica elettronica commerciale, qui ridotti all’osso, a specimen ricorsivizzati in parodie asettiche. Lavoro intelligentissimo, straniante (elettronico e in essenza anti-elettronico insieme).
Marcel Duchamp – Erratum musicale – Sub Rosa. Il celebre pezzo aleatorio di Duchamp, qui suonato in molti modi differenti.

Elettronica:

Oval – Ovalcommers (o qualsiasi altro loro CD) – è come ascoltare un intero CD di musica elettronica commerciale in fast-forward.
Autechre – Confield – forse l’unico CD di musica elettronica commerciale (?), cioè di un gruppo non strettamente di ricerca colta, che si può vedere come sperimentale. (Al contrario degli Aphex Twin ad esempio). Ossessivo e minimale.
Boredoms – Rebore. Vol. 0 – Musica elettronica non minimalista. Non ostico, molto bello. Di un gruppo classico della ricerca giapponese degli ultimi decenni.

Kim Cascone – Residualismwww.milleplateau.com – lui si autodefinisce postdigitale, in realtà negli esiti (nella suggestione timbrica – borborigmi, sfondi “atmosferici” – e nella conduzione dei processi) mi sembra un po’ troppo post-space-age. Sound design astrattivo (ambient afinalistico, in qualche modo), estremo ma qui un po’ fine a se stesso.
Richard Chartier – Series – Line (www.12k.com) gioco iterativo coltissimo con le frequenze dell’infraudibile. Tutti i CD della Line, un po’ simili, guardano in questa stessa direzione. Come, ad esempio, Hyalin di Skoltz_Kolgen, Ten types of elsewhere di Mark Fell e 2/1 di Immedia.
Ryoji Ikeda – +/- – maestro e star giapponese dell’elettronica colta (ultra!)ultraminimal, con pulsazione ritmica. Rarefatto e glaciale. Processuale ma no atmosfera. Matematica perfetta. (Molti accomunano a Ikeda i CD di Alva Noto e Ryuichi Sakamoto, che trovo molto più commerciali). (Più vicini, invece, e vicini anche a Richard Chartier, i (mi sembra) romani Nicola Catalano e Maurizio Martusciello di Z_e_l_l_e, di cui ho il CD rjctd::mw, dell’etichetta cubic fabric).
Asmus Tietchens – FT+ – Crouton Music. Simile a Ikeda ma entropico, più sporco.
Tim Hecher – presents “Radio amor” – elettronica ripetitiva un po’ noise, un po’ sporca. CD discreto.
WRK – V229 – www-v2.nl/archief – elettronica ultraminimalista, lavoro sulla trasmissione fisica del suono, circuiti elettrici ecc. Concettuale. Gruppo formato da Toshiya Tsunoda, Jio Shimizu e altri. Ultranicchia. Confini con soundart e improvvisazione tecnologica lo-fi (definizione mia, ma spero renda l’idea).
Toshiya Tsunoda – a respirar do paisagemwww.sirr.ecords.com – sulla circolazione fisica del suono. Sound art, anche.
Toshiya Tsunoda e m/s – ful – Skeletion. Suoni registrati in una stanza in un periodo di un’ora. Anche, Sound art.

Turntablism (giradischi, ma – attenzione – non nel senso di disk jockey):

Otomo Yoshihide e Christian Marclay – Moving Parts – Asphodel – riunisce due grandissimi turntablists, che si confrontano sui materiali, è un CD tutto giocato sui montaggi e le sovrapposizioni di vinili, migliaia (da Bach a Cage passando per Mingus, Bowie e lo scibile musicale rimontato), lavorati in continua post-produzione, e sui suoni prodotti dal giradischi (come macchina, come oggetto. Noise). Un capolavoro.
(Gli altri CD di Marclay sono inferiori, tranne le cose incredibili che riesce a mettere in Godard/ Spillane di Zorn – vedi sopra).
Philip Jeck – Vinyl Coda IV – discreto CD di un buon turntablist, CD più tranquillo, processuale.

Compilation (AAVV):

An anthology of noise and electronic music – Sub Rosa – ci sono ora anche i volumi due e tre se non sbaglio. Taglio storico sui due generi, propedeutico all’ascolto di quello che viene fatto oggi.
Ju-Jikan – Ten hours of sound from japan – San Francisco Museum of Modern Art – historical electronic music, computer music, anti-academic movements, after improvised music, ambient fields, noise, laptop music, anti-pop, post-noise + sound art. Una ventata di novità dal Giappone (2 CD).
Japanese Avant-Garde – Sub Rosa – vedi sopra, ma di qualità un po’ inferiore.
Because Tomorrow Comes – Kyra Stratmann – Avanguardia e Soundart non recentissima (molto meglio il volume 1 rispetto ai successivi).
Just about now – (www.v2.nl/archief) – qui siamo all’elettronica minimalista e alla sound art più aggiornata, più tosta. Un CD da avere per capire cosa significa musica di ricerca, dove si è arrivati oggi. Curato da Brandon LaBelle (vedi genere sound art).
The kingdoms of Elgaland-Vargaland – ash international (2 CD) – avanguardia, soundart, elettronica minimalista, molto “impegnato” (e anche ironico). Buona scelta di autori e di pezzi.
Lowercase sound 2002 – Bremsstrahlung Recordings – elettronica di ricerca ultraminimal (2 CD), volume bassissimo. Si confina con il silenzio. Suono e silenzio. Altri tipi di ascolto.

Meeting at Off-Site vol. I (anche vol. II e III) – musica improvvisativa minimalista suonata all’offsite, il club/ locale più “underground” della scena musicale di ricerca di Tokyo. Rarefattissimo. Strumenti elettrici tradizionali, trombone, no input mixing board, contact microphones, electronics, small objects, md players, sampler with sinewave. CD abbastanza ostico (come tutto il genere), ma che non si può non avere. Entriamo qui in un terreno musicale molto difficile da raccontare a parole. Si confina con il silenzio. Suono e silenzio. Altri tipi di ascolto (+, diegesi sonora non “occidentale”).
Off Site composed music series in 2001 – sempre all’Off Site (sempre massima rarefazione sonora) questa volta musica non improvvisata. Tra gli strumenti, chitarre acustiche, giradischi, radio, elettrodomestici, microfoni a contatto, sinewaves (non so come tradurlo, generatori di onde) (2 CD).
Improvised Music from Japan – interessante rivista con CD – segue attentamente la stessa scena “ultraminimal improvvisation”/ “after improvvisation” presente a inizio XXI secolo all’Off Site. Toshimaru Nakamura, Otomo Yohihide, Tetuzi Akiyama, Sachiko M., Taku Sugimoto, anche Guenther Mueller ecc.

Sound Art:

Terry Fox – Ataraxia. Works with sound – Edition S Press Plate Lunch. Uno dei padri della sound art qui suona corde di pianoforte tirate per la lunghezza della navata di una chiesa e altre invenzioni acustiche incredibili. Sulle risonanze.
Rolf Julius – Soba Field – small music 2001. Il maestro tedesco della sound art alle prese con i tappeti sonori generati dall’uso degli small objects. Effetti sonori bellissimi, unici. Rarefatto ma non glaciale. Zen (quasi).
Rolf Julius – small music vol. 4 – Saarlaendischen Rundfunjs. Small objects + spoken words, sound art di micropezzi ricorsivi e commenti bilingue che si succedono armonicamente. In più, direi, dalle atmosfere edeniche. Julius è davvero un genio.
Toshimaru Nakamura – Vehicle – Cubic Music. Suoni ed estetica tipicamente Off –Site (vedi compilation sopra). Strumenti: internal feedback from no input mixing board, no programming, no over dubbing. Disco fatto in casa.
Paolo Piscitelli – cores mix 1. Uno dei migliori sound artists di casa nostra. Qui in un CD di montaggi di brani dalla registrazione di una performance in cui avvolge una piccola pallina di nastro adesivo fino a farla diventare grande come una stanza. Interessante.
Micheal Prime – L-fields – Sonoris. Prime lavora con i suoni prodotti inserendo degli elettrodi in cactus e piante e traducendo in musica elettronica le frequenze interne ai vegetali.
Akio Suzuki – tubridge 99-00 – daadgalerie berlin. Registrazione di 60 minuti di auto che passano su un tubo all’interno di una galleria autostradale. Suono reale. Molto suggestivo.
Steve Roden – Resonant cities – Trente Oiseaux. Montaggio abbastanza rarefatto di “non suoni” registrati in “non luoghi” (sale d’attesa di aeroporti ecc.) nelle città del mondo. Musica processuale ma non d’atmosfera. Davvero interessante. Da segnare.
Taylor Deupree + Kenneth Kirschner – Post_piano – 12 k – Partire da un pianoforte per arrivare a un disco di sound-art un po’ noise, un po’ elettronica sporca, un po’ sampling music. Vicino anche a Richard Chartier.
Steve Roden e Brandon LaBelle – The opening of the field – digital narcis ltd. Due maestri della sound art alle prese con l’improvvisazione, live e tramite montaggi di nastri. Un CD chiave!!
Stephen Mathieu e John Hudak – Pieces of winter – Sirr Records – Il suono prodotto dalla neve che si posa, e viene sciolta dal sole, come punto di partenza per brani di musica elettronica.

Improvvisazione di ricerca:

Tim Barnes/ Toshio Kajiwara/ Marina Rosenfeld – A water’s wake – Quake Basket Locust Media. Bellissimo disco della nuova improvvisazione. Suonano giradischi, percussioni ed elettronica.
Kaffe Matthews, Andrea Naumann, Sachiko M – In case of fire take the stairs – Improvised music from japan. Dall’etichetta della rivista omonima. Strumenti: laptop, inside piano, sinewaves e contact microphones. Altro capolavoro del genere.
Marina Rosenfeld – The sheer forst orchestra, drop, hop, drone, scratch, slide & a for anything – charhizma. Altro CD esemplare della nuova improvvisazione. Computer, circuiti elettrici ecc. e chitarre modificate in un’orchestra di una dozzina di elementi tutta al femminile.
Stephen Mathieu – On tape – Häpna. Post-produzione di lavori improvvisativi con sonorità tipo quelli di Improvised Music from Japan, ma meno rarefatte, meno silenzio.
Bject (masahiko okura, tetuzi akiyama, utah kawasaki) – Object 04 – Locust Music. Sono tre giapponesi di Improvised music from Japan. Suonano tuba e sax alto, giradischi senza dischi, microfoni a contatto, telefoni cellulari, sintetizzatori analogici e chitarre elettriche.
Four focuses – Amoebic. Sempre in Giappone, più o meno stessi protagonisti di Off Site e Improvised music from Japan (Otomo Yoshihide, Yasuhiro Otani, Sachiko M, Martin Tetreault) in un CD di improvvisazione avanzatissimo, ma non ultraminimal. Strumenti: giradischi e giradischi con feedback, dischi e testine preparati (nel senso cageano di ‘pianoforte preparato’), sampler, computer & programming.
High tones for the winter fashion – Alma Fury, Otomo Yoshihide, Xavier Charles, Otani Yasuhiro – textilerecords@mixmail.com. Moog, sampler, power mac, giradischi ed elettronica, radio e superfici vibranti.
Turntables and computers – Otomo Yohihide + Nobukazu Takemurawww.faderbyheadz.com. Improvvisazione coltissima con giradischi e computer.
Altri che ho ma che devo ancora ascoltare bene di questo genere (ora sono su tipo di musica molto diverso): Bernhard Guenther, Thomas Lehn, Keith Rowe, Michael J. Schumacher, Achim Wollscheid, Taylor Deupree).

Ho visto di recente un interessante aggiornamento (è un po’ di anni che non lo guardavo) su alcuni di questi generi musicali anche sul sito di Piero Scaruffi – http://www.scaruffi.com/avant/1900.html.

 

[Da una e-mail di Alessandro Broggi a Marco Giovenale (agosto 2006). Image: Meris Angioletti, Untitled (Thémis, former Solar Power Plant/ Gamma Ray Observatory, at Targasonne, Oriental Pyrenees, France), 2006, courtesy of the artist.]











































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