SOLUZIONI BINARIE AL PROBLEMA DELL’ETÀ ADULTA (lettura per La Camera Verde)

101-102

101. Fedeltà al fallimento, alle opinioni scorrette circa l’immigrazione o la finanza internazionale. Partecipavamo al progresso, grazie all’acquisto di un nuovo cellulare tribanda, all’installazione di una nuova scheda video, all’espressione di un desiderio di legge e di ordine. Nelle serate della nostra ignavia, seguivamo le vicende del Medio Oriente, ripetendoci i nomi delle parti in causa.

102. In cerca di una frase conclusiva, che tiri le somme delle tante incongruenze di cui si prende nota, come se la conseguenza sintattica, o la coerenza dei termini delle proprie metafore, fossero sufficienti a ripagare la sofferenza continua, l’assenza di speranza, lo spreco successivo delle proprie occasioni. Dopo cena, le prospettive cambiavano direzione, e sentivi la fuga delle cose puntare sul tuo petto, sulle poche idee sbagliate che ti eri fatto sul mondo, la vita, i livelli di sussistenza garantiti dal tuo salario.

 

178-179

178. Tentavamo di ricapitolare i punti di minor tenuta della nostra versione delle cose; cercavamo di approntare argomentazioni plausibili per superare anche i pomeriggi più estranei, le trasmissioni televisive più corrotte. La mattina, al suono della sveglia, ritrovavamo la naturale sensazione di dolore che ci accompagnava da anni.

179. Ci affacciavamo sulla rete, dallo schermo del nostro computer, convinti che l’informazione che ci mancava fosse in qualche sito web dal traffico bassissimo. Vedevamo, nell’accumulo di contenuti, una qualche garanzia dell’ulteriore conoscibilità del mondo.

 

23-24

23. Nel corso di serate da soli, mentre l’attenzione penetrava i diversi livelli di silenzio, gesti inconsci, sospiri depositati nell’appartamento, raggiungevamo qualche sito abbandonato dei nostri ricordi, qualche scena particolarmente dolorosa e ci chiedevamo a cosa era servito essere giovani, ascoltare gli House of Love, investire il proprio futuro su modelli di comportamento di minimo spessore, commerciali, già scaduti.

24. Stagioni di sogni diversi, tristi, comunque raccolti attorno a qualche persona che manca, a qualche cosa che vorresti indietro. Andavamo in ufficio, dopo notti passate tra mobili comprati a rate, impiallacciati, prodotti in serie. La soluzione di un giro di frasi che volevamo dire, ce la portava via la sveglia.

 

134-135

134. Ai margini di uno sterminato sistema di produzione, muovendoci a livelli medio-bassi del corpo sociale, continuavamo ad accumulare desideri, senso della vita, frasi da dopocena. Grandi quantità di merci attraversavano i nostri giorni, le stanze degli appartamenti da cui partivamo al mattino, per andare in ufficio.

135. Opinioni anche molto articolate, di nessuna influenza sullo stato delle cose e prive di relazione con l’effettivo succedersi degli eventi. Guardando il telegiornale, nutrivamo la convinzione di sapere di cosa si trattasse e, per questo, cambiavamo canale in cerca di qualche frase risolutiva.

 

90-91

90. Tutto sembrava implicare che ci dovessimo limitare alla sola presa visione. Le miserie per strada, gli orrori tematizzati dal telegiornale, il vuoto che si scavava nella nostra cittadinanza erano solo regioni di particolari più o meno coerenti in un quadro più vasto, impossibile a vedersi intero, comunque estraneo.

91. Dalle regioni periferiche del benessere, in cui ci eravamo stanziati nei giorni della nostra giovinezza, dirigevamo i nostri sguardi oltre le feste, gli acquisti del sabato, le domeniche pomeriggio, e non vedevamo niente. La cavità dello stato delle cose era talmente ampia che venivano a raccogliersi, nella sua volta, cirri e cumulonembi.

 

126-127

126. Diversi livelli della nostra cittadinanza erano stati usurpati dalla finanza internazionale e dai network televisivi. Dato che la realtà era oggetto di produzione industriale, ed interi settori dell’economia erano dedicati alla formulazione di segni e di significati, preferivamo non credere a quello che vedevamo, lasciandoci il margine di una possibile svolta a destra, nell’allucinazione del giorno d’oggi, della cronaca nera e dei notisti politici. Mancava, al quadro d’insieme, un qualche particolare minimo ma decisivo, come l’esatto numero di dita per mano, la giusta successione sintattica, il corretto abbinamento di colori (sole giallo, erba verde, cielo azzurro).

127. Le opinioni di ognuno avevano origini diverse e in buona parte ignote, dato che spesso le si deduceva da letture inconsce di etichette di detersivi, o di marmellate alle more. Di fronte all’autunno, ed ai primi rigori del clima, chiedevi conto dell’investimento in progetti, desideri e speranze che l’estate e le vacanze ti avevano spinto a tentare. Le lunghe mattine in ufficio, come estese digressioni accessorie, ti aiutavano a perdere il filo del discorso.











































tutti i testi pubblicati in
(e ospitati da) GAMMM
sono sotto una Licenza
Creative Commons
= all texts (CC) by
m.giovenale, m.guatteri,
a.raos, m.zaffarano & hosts.
/ if not specified,
all photos are (CC) by m.giovenale /


gammm is a non-profit site.
to support us you can donate
anything you want: paper,
used computers, money, manors.
feel free to make us rich,
and tell us how: email us:
gammm_redazione [at] yahoo [dot] it

! thank you !




gostopGIF_R