da PORTFOLIO / Paul Vangelisti. 1978

Event 7: Big Apple

But tonight you have nothing to fear, he has taken it into his head to be serious. The film begins with a wonderful dolly shot across the outdoor and indoor splendors of Versailles. Obviously there isn’t a word of truth in the preceding tale – he is the best behaved little boy in Paris. Until we arrive at, in one of the great halls, a man in Sun King apparel with his back to us talking – but to whom? these windows? the pale motionless curtains? the footsteps? the stars below in the street? So let us return to pleasure, which promises to overtake you and, with two little notes of music, win you over the idea of skin, and many other ideas as well. But the pangs of the artist are lacerating, even couched in minutiae. Concerning a cigarette commercial, Henri worries intensely whether it was artistically right to have done it with gloves on. Even if there’s nothing up the sleeve but two dead men named earth and fire and uncle. During the dubbing of an animal cartoon, Pierre, who does one of the silly animal voices, complains that the line ‘idiot turtle’ doesn’t feel right. About bigger problems one kids oneself because it’s not losing count that’s bitter but flying off to sleep with a whole suburb of newspaper stuck in the throat.

Event 8: L’Enfant Terrible

And the voice continuing without hands or feet arms or legs teeth hair even a nickname. But it’s also something deeper and more moving: the fact that even those who fail at both art and life, who play badly in both domains, believe in, suffer for, and truly live only in their restless playacting. Where there is no music as a child but the sound of committing memory to names and dates and holidays. The first time he killed himself was to annoy his mistress. That virtuous creature brusquely refused to sleep with him, saying she was overcome by remorse for her faithful lover of no music as a child but the sound of knives and forks in the throat the sensation around the neck. So the problem, a profoundly human one, is volupté, for which there is, alas, no proper English equivalent. No stopping it without a nickname without music only the sound of plates on which the future is served.

Event 9:

From the sublime to the ridiculous. But then you might believe what he tells you, you might even say you like it surrounding you like a millionaire fitting his lips to a Cuban cigar. The story is partly trivial, partly unbelievable. The people are too bad, too good or too stupid to be true, and neither plot nor dialogue comes to rescue. Yes, it don’t flush right and nobody will take the time to take the top off it because it’s always full up to here with talk. As if there was a tomorrow, as if what this contrived and banal film elicits is a sense of regret. Traditionally, however, sculpture has been involved with getting it up – with moving stone, wood or metal masses off the earth onto a base (i.e. to eye level), and from the base farther upward, into the sky. Though he wakes slowly this morning his mind is very clear. He is your prisoner you are his. His doubts have materialized, his negations are made flesh. He lives what he once imagined himself living: at last he has found himself a disciple. He licks his forefinger and raises it in the air.

***

Evento 7: Big Apple

Ma stasera non hai niente da temere, s’è messo in testa di fare il serio. Il film inizia con una magnifica carrellata attraverso gli splendori all’esterno e all’interno di Versailles. Ovviamente non c’è un parola di vero nel racconto che precede – è il ragazzino più educato di tutta Parigi. Fino a che non arriviamo a, in una delle grandi sale, un uomo in un costume da Re Sole con la schiena verso di noi che parla – ma a chi? queste finestre? le pallide cortine immote? i passi? le stelle giù in strada? E così ritorniamo al piacere, che promette di sopraffarti e, con due piccole note di musica, convincerti all’idea della pelle, come anche a tante altre idee. Ma i tormenti dell’artista sono laceranti, anche se disposti nelle minuzie. A riguardo di un pubblicità di sigarette, Henri si preoccupa fortemente se fosse artisticamente giusto averla fatta con su i guanti. Anche se non c’è niente su per la manica se non due uomini chiamati terra e fuoco e zio. Durante il doppiaggio di un cartone animato con gli animali, Pierre, che fa una delle voci degli animaletti, si lamenta che la riga ‘tartaruga idiota’ non suona giusta. Circa problemi più grandi ci si tira in giro da soli perché non è perdere il conto che è amaro ma volar via per dormire con un intera periferia di giornali ficcato nella gola.

Evento 8: L’Enfant Terrible

E la voce che continua senza mani o piedi braccia o gambe denti capelli neppure un soprannome. Ma è anche qualcosa di più profondo e commovente: il fatto che anche quelli che falliscono sia nell’arte che nella vita, che giocano male in entrambi i campi, credano nel, soffrano per, e davvero vivano solo nell’atto del loro incessante recitare. Dove non c’è nessuna musica che sia come un bambino a parte il suono del rimettere la memoria ai nomi e date e vacanze. La prima volta che si uccise fu per far dispetto alla sua amante. Quella virtuosa creatura rifiutò in modo brusco di dormire con lui, dicendo che era sopraffatta dal rimorso per il suo fedele amante di nessuna musica che sia come un bambino a parte il suono dei coltelli e forchette nella gola la sensazione attorno al collo. Così il problema, uno di quelli profondamente umani, è la volupté, per cui non c’è, ahimè, nessun equivalente adeguato in italiano. Non fermandolo senza un soprannome senza musica solo il suono dei piatti su cui il futuro è servito.

Evento 9:

Dal sublime al ridicolo. Ma allora puoi credere a ciò che ti racconta, potresti anche dire che ti piace mentre ti avvolge come un milionario che aggiusta le labbra attorno a un sigaro cubano. La vicenda è in parte banale, in parte non credibile. La gente è troppo cattiva, troppo buona o troppo stupida per essere vera, e neppure la trama o i dialoghi vengono a dare una mano. Sì, non scarica bene e nessuno si prenderà il tempo di togliere via la parte in cima perché è sempre pieno fino a qui di chiacchiere. Come se ci fosse un domani, come se ciò a cui questo film macchinoso e banale dà luogo sia una sensazione di rimpianto. Tradizionalmente, comunque, la scultura è stata coinvolta con il tirarlo su – con lo spostare masse di pietra, di legno o di metallo fuori dalla terra fin a sopra una base (per es. a livello dell’occhio), e dalla base ancora più su, verso l’alto, fin dentro al cielo. Benché si risvegli lentamente questo mattina la sua mente è chiarissima. Lui è il tuo prigioniero tu sei la sua. I suoi dubbi si sono materializzati, le sue negazioni si sono fatte carne. Vive ciò che una volta immaginò se stesso vivere: alla fine si è trovato un discepolo. Si lecca l’indice e lo solleva nell’aria.

[traduzione di Gherardo Bortolotti]











































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