October

At dinner your friend took your cell phone from your bag and took a photo of me and put your cell phone in your bag. Everyone noticed and I think everyone thought about it too but no one said anything even though anyone probably felt either good or bad or serious after thinking about it.

Someone said something about using dogs to fish for sharks and I sipped your drink and I said I felt drunk.

You stared at the left side of my face. You said you were going to make me uncomfortable. Your plan was to make me feel uncomfortable and you moved your face close to mine and stared and I felt serious and melodramatic because I wanted to turn and surprise you and kiss your mouth.

The waiter brought you another drink and the waiter left and you said you didn’t want another drink.

I said that I’ll have it and I said to give to me.

‘I don’t drink,’ I said.

‘Yeah you do!’ you said. ‘You told me you wanted to get drunk and throw things in Times Square.’

‘I don’t get drunk,’ I said.

Your friend said she was an intern for Annie Proulx’s literary agent.

I left the table and tripped and fell against a wall and recovered and bumped into a silver thing that was there. The bathroom door had no handle and I couldn’t get in. I couldn’t tell which was the men’s room because I couldn’t read the writing on either door. On my way back I felt lost and walked into low benches and strange structures that were silver. You watched me and laughed and you glanced at your friend and you glanced at my friend.

I sat down. I sat there and it was the end of something and I felt calm and then I felt afraid. We ate food. You said you Googled me and read my stories and you unfocused your eyes a little and grinned.

My friend looked at me and asked me about Benjamin Kunkel.

‘His book is like chick-lit,’ I said. ‘It’s stupid.’

‘Good,’ my friend said.

I said my book was rejected by twenty people. You said my book was coming out soon. I said I was lying when I told you about the three-hundred-thousand-dollar advance.

You made my friend admit that animals feel pain.

‘See,’ you said.

I felt compassion and the compassion tricked me and I thought we were all in one family including you and dogs and sharks and would all love each other this year, the next year, on holidays and birthdays, and inside of hospitals at the ends of our lives.

For a moment it felt like that but it was just a moment and I don’t remember what it felt like.

Outside I patted your head and you kicked my legs.

My friend left and I walked behind you. I wanted to visit you new apartment.

You said I could tomorrow and you brought tea from the grocery store.

I put grocery things in your pockets. I said you would be arrested.

Your friend was serious and she walked around being serious. She walked somewhere and came back.

‘Where did you go?’ I said.

She said something about cookies and looked very serious.

I found you and I put a can of something in your front pocket and you laughed and you nose changed colors.

At the cash register I felt you looking at me.

At the entrance your friend said Annie Proulx made eighty thousand a month of royalties. I calculated in my head eighty thousand a month for twelve months. I saw some plastic shopping baskets and I went there and I stepped in them and I stepped out of them.

I felt confused and I wanted to jump over the railing and do something fun but I wasn’t sure if anything would be fun or just stupid and boring. I thought that the night was over and probably the week too or maybe the rest of the year and I felt serious. And I looked at my shoes.

***

Ottobre

A cena la tua amica ti ha preso il cellulare dalla borsa e mi ha fatto una foto e ti ha rimesso il cellulare nella borsa. Tutti ci hanno fatto caso e credo che tutti ci abbiano pure pensato ma nessuno ha detto niente anche se probabilmente tutti si sentivano o buoni o cattivi o seri dopo averci pensato.

Qualcuno ha detto qualcosa circa il fatto di usare dei cani per pescare gli squali ed io ho preso un sorso del tuo drink e ho detto che mi sentivo ubriaco.

Tu hai fissato il lato sinistro della mia faccia. Hai detto che mi avresti fatto sentire a disagio. Il tuo piano era di farmi sentire a disagio e muovevi la faccia vicino alla mia e mi fissavi e io mi sono sentito serio e melodrammatico perché volevo girarmi e sorprenderti e baciarti sulla bocca.

Il cameriere ha portato un altro drink e il cameriere se ne è andato e tu hai detto che non volevi un altro drink.

Io ho detto che l’avrei preso io e ti ho detto di darmelo.

‘Non bevo’, ho detto.

‘Sì che lo fai!’ hai detto tu. ‘Mi hai detto che volevi ubriacarti e tirare delle cose a Times Square’.

‘Non mi ubriaco’, ho detto.

La tua amica ha detto che faceva tirocinio presso l’agente letterario di Annie Proulx.

Me ne sono andato dal tavolo e ho saltellato e sono crollato contro il muro e mi sono rimesso in piedi e sono andato a sbattere contro qualcosa d’argento che c’era lì. La porta del bagno non aveva la maniglia e non sono riuscito a entrare. Non sapevo dire quale fosse il bagno degli uomini perché non riuscivo a leggere le scritte su nessuna delle porte. Al ritorno mi sono sentito perso e sono finito in mezzo a delle panchette e a strane strutture che erano d’argento. Tu mi guardavi e ridevi e sbirciavi la tua amica e sbirciavi la mia amica.

Mi sono seduto. Stavo seduto lì ed era la fine di qualcosa e io mi sono sentito calmo e poi mi sono sentito impaurito. Abbiamo mangiato del cibo. Tu hai detto che mi avevi cercato su Google e letto le mie storie e hai messo fuori fuoco gli occhi un po’ e hai sorriso appena

Il mio amico mi ha guardato e mi ha chiesto di Benjamin Kunkel.

‘Il suo libro è una specie di libro chick-lit’, ho detto. ‘È stupido’.

‘Bene’, ha detto il mio amico.

Io ho detto che il mio libro è stato rifiutato da venti persone. Tu hai detto che il mio libro sarebbe uscito presto. Ho detto che stavo mentendo quando ti dissi dell’anticipo di trecentomila dollari.

Tu hai fatto ammettere al mio amico che gli animali sentono il dolore.

‘Vedi’, hai detto.

Mi sono sentito pieno di compassione e la compassione mi ha fregato e ho pensato che fossimo tutti un’unica famiglia che includeva te e i cani e gli squali e che ci saremmo amati tutti l’un l’altro quest’anno, l’anno prossimo, alle feste ed ai compleanni, e in ospedale alla fine delle nostre vite.

Per un momento c’era questa sensazione ma è stato solo un momento e non ricordo come fosse la sensazione.

Fuori ti ho dato una pacchetta sulla testa e tu mi hai dato un calcio nelle gambe.

Il mio amico se ne è andato ed io camminavo dietro di te. Volevo visitare il tuo nuovo appartamento.

Hai detto che avrei potuto domani ed hai preso del the dal droghiere.

Dal droghiere, ti ho messo delle cose in tasca. Ti ho detto che saresti stato arrestato.

La tua amica era seria e andava in giro facendo la seria. È andata da qualche parte e poi è tornata indietro.

‘Dove sei andata?’ ho detto.

Lei ha detto qualcosa sui biscotti e sembrava molto seria.

Ti ho trovato e ti ho messo una lattina di qualcosa nella tasca davanti e tu hai riso e il tuo naso ha cambiato colore.

Alla cassa, ho sentito che mi guardavi.

All’entrata la tua amica ha detto che Annie Proulx fa ottantamila al mese di royalty. Io ho calcolato a mente ottantamila al mese per dodici mesi. Ho visto dei cestini di plastica per la spesa e sono andato lì e ci ho camminato dentro e ci ho camminato fuori.

Mi sono sentito confuso e volevo saltare sul cancellino di ferro e fare qualche cosa di divertente ma avevo paura che non ci fosse niente di divertente ma solo stupido e noioso. Ho pensato che la notte era finita e probabilmente anche la settimana o forse il resto dell’anno e mi sono sentito serio. E ho guardato le mie scarpe.

 

[You are a little happier than I am / Tao Lin. – Action, 2006] [traduzione di Gherardo Bortolotti]

 











































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