Giancarlo Majorino
da:VIAGGIO NELLA PRESENZA DEL TEMPO. 2008




Sessantanovesimo canto


libera gazzella corri a Ovest
il mio pavimento ti è soffitto
siano calpestate le verdure
l’Essere che guizza è di denari
sanno i fuggitivi tutto ciò?
saranno malmenate le vecchiaie
i canini cresceranno ai bimbi
stavano nel botro burocratico
senza uova nuove
da serrare tra le mani
non avranno più duci dominatori
ma sottili infarti e vene fuori
continuità di guaste vivande al video




Attimi, eterni giorni, annate brevi
Dall’Apertura


Il paesaggio si complica, e perchè
la terra desolata vieppiù diviene film
o regno-tracce di terra abitata
è perchè ogni uno, pur se spesso non sa,
afferma crede ciò che non è, un individuo
ossia lo scisso sè chiodo dell’universo

mentre mom dopo mom la palla si slancia rote ando
escono molti da alcuni una entra in una altri da un tronco
esseri già pezzati si tramutan in conglomerati e così salutano
quasi fossero e da sempre unità invece essendo molteplicità

nel ronzìo delle macchine a pensare!

i cervelli accendersi ticchettando e captando luce
città e cittadine villaggi piane erbose e sabbia abisso mare
allearsi nell’ospitare noi coricati nel vetro
la nuova selva accogliente si disunisce, spesso


**


l’esserci a denti stretti
l’esserci a denti stretti ghermiti e ghermenti
l’esserci a denti stretti ghermito e tenuto stretto al petto, mi ami? non importa
se ha una donna, l’ultima?, da tormentare, stretti al petto, mi ami? viene dopo

mafia, non ti fermare, se no capiscono

la società vende specchi; cosa stia succedendo nella landa del corpo, non si sa
le immagini? nel loro viso pacioso da settimana enigmistica?
tuttavia tuttavia, un apparire
da portiere che s’aprono
da vetrine entro cui un profilato passa
da vocine al tel, può scoccare
centro di una profonda esaltazione metodica,
un presentarsi di somiglianti che
accende l’intera pelle…

l’asse delle matasse
ha più angoli, più rollii di modo.




Centoquattresimo canto


Come legge uno che non è abituato a léggere?

sagomando modelli tinta cenere
di poco pensare

(sin da queste vicende esplorative
era è recinto, sta tra i paletti
del consentito? al massimo
ondulavano ondulano reti
color paradiso).




[Da: Giancarlo Majorino, Viaggio nella presenza del tempo, Mondadori, 2008.]











































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