da KINKY / Denise Duhamel. 1997 II

 

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BARBIE ANTICRISTO

Può ruotare la testa di 360 gradi
come Linda Blair ne L’esorcista.
I suoi piedi a tacco a spillo andrebbero inchiodati
stile Gesù, ad una croce. Alcune madri hanno visto le bambole
delle figlie che levitavano sulle confezioni rosa,
e ruotavano in aria con le braccia spalancate.
Barbie è un angelo, urlano le bambine che le vogliono bene,
che venderebbero l’anima al diavolo pur di essere come lei,
che farebbero tutto ciò che chiede.

BARBIE OLOCAUSTO

Barbie è nata dopo la Seconda Guerra Mondiale
frutto delle sue conseguenze—donne scontente
in cucine statunitensi. Barbie
sa delle atrocità d’oltreoceano per sentito dire ma è certa
d’incarnare gli orrori della storia, ogni volta che
il cuore le sussulta con un déjà-vu. Ha un aspetto ariano, lo capisce
da come muove il braccio, impossibile per lei piegare il gomito
salutando. È sconvolta quando vede una pila
di bambole come lei, nude e sporche, nella fossa comune d’una cesta di giocattoli.
Barbie è stata da ipnnotizzatori e guaritori
e tutti hanno notato queste coincidenze, sebbene nessuno abbia potuto stabilire
con certezza se in una vita precedente fosse stata un’ebrea oppure una nazista.

BARBIE BEATNIK

Quando si dice un fallimento.
Barbie non è uno schianto.
Le sue dita sono tende veneziane
che rifiutano d’aprirsi. Non è alternativa,
ha un’imponente chioma e
il basco non le dona.
La sua faccia non esprime
rabbia generazionale. Se prova a
camminare scalza i piedi a tacco a spillo
le fanno male, le viene l’alluce valgo. Le piacciono le frange
le magliette colorate e i poster psichedelici.
L’amico Andy Warhol le ha perfino fatto il ritratto.
Ma non ha vene per farsi d’eroina,
non ha polmoni per fumare l’erba, non ha il ritmo per il jazz.
Preferisce il prestigio a Ginsberg,
la moda a Ferlinghetti,
la seduzione a William Burroughs.

BARBIE DIVERSAMENTE ABILE

A Chicago una Barbie
perde un braccio. È colpa del ragazzo della porta accanto
che l’ha usato come stuzzicadenti. Una ragazzina
si rifiuta di buttarla via
le annoda la manica destra
e il moncherino sembra una vela in un giorno senza vento.
A Seattle un’altra Barbie ha un incontro ravvicinato
con un pastore tedesco
che le lascia la faccia devastata.
Per una bambina sarebbe facile
fare le bizze e chiederne un’altra
ma questa ha
un’eruzione cutanea sulla fronte.
Sa bene che, dentro, Barbie è sempre la stessa.
A Baton Rouge la mano di Barbie si scioglie in un pugno,
una palla, qualcuno l’ha lasciata sulla stufa.
A Missoula nel Montana una bambina taglia a Barbie tutti i capelli
senza sapere che non ricresceranno più.
Le madri più creative si inventano stampelle, ingessature, turbanti.
Il nostro impulso è di distruggere ciò che è intero,
di amare e coccolare ciò che abbiamo ferito.

TRAGEDIA

—per Kristin Pape

A Barbie gira la testa come a Belinda Palmer,
l’attrice che interpreta la figlia e la sorella
di Faye Dunaway in Chinatown.
A Ken si rivolta lo stomaco proprio come accadde ad Edipo
quando capì che Giocasta non era solo sua moglie
ma anche sua madre.
I nostri volti ci sono sempre sembrati
familiari,
ammette Barbie, ma questo non lo dicono
tutti gli innamorati?

Abbiamo tratti fisici
simili e la stessa carnagione
, piange Ken, ma siamo sempre stati narcisisti
e questo ci eccitava
.
E quindi come hanno fatto a scoprirlo,
visto che si consideravano amanti e futuri sposi?
La Mattel catalogava lo stampo di Ken fratello di Barbie.

*

[Traduzioni di Marco Simonelli. Immagine: Vibeke Tandberg, Beautiful, 1999.]

 











































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