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può consistere, esiste, è nascosto come una specie di congegno dall’altra parte del quadrante che non c’è, non visto, non esposto, un agglomerato di leggi che si muove come un immobile sistema unico di misura, una città che non c’è e ciò che dico esiste come città, che non è nascosto e che non può consistere all’inizio ha una collocazione che non è l’inizio

una serie consecutiva istantanea di un successivo spazio me istantaneo, in un sistema di misura me, per intenderci, che si verifica, può succedere, tutto questo si ripete a memoria a caso avanti e indietro, nella successione indicata dai successivi valori di un me quattro, ad esempio: io – il tempo, che non si verifica non ci sta non è collocato: ma si conclude col valore ad esempio meno me quattro, per così dire, rovescio speculare non consenziente che dico che esiste come città

non sono: non consisto in un sistema di misura me o meno me, che non si intende non è possibile o è possibile verificare falsificare in una serie successiva in tutte le affermazioni negazioni per valori simultanei fa cadere spinge giù da una origine fino a questo punto che sta immobile è contratto è l’origine o non fa niente, dove niente con pazienza di accumula: non cade da nessuna parte che non è l’inizio, che cosa posso avere? concepire? essere concepito? aprire? essere aperto? socchiudere? essere chiuso? dentro sabbia, acqua? meno ancora dentro labbra appena scostate una dall’altra tutte e due a tentoni appese per la lingua per un frenulo coi morsi che si muovono, per partenogenesi o per amore filtrare? essere filtrato dentro due mani in sospensione, cadere giù stare con garbo fra due deposizioni, deporre? essere deposto? dentro un immobile contatto, una funzione che non fa niente nella sua parte centrale dentro qualcosa di soppiatto in fondo prestabilito nei tessuti, cedere? cadere? rimosso dal cristallo più vicino lontano dalle scorie saline nelle somiglianze della pelle

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basta considerare che se tutti i punti, il sistema me e meno me, dovessero indicare essere indicati, costituire essere costituiti stabilire essere stabiliti così come io sono più o meno me dentro lo stesso avvenimento che non c’è e si spinge attorno sta seduto apre la stanza occupata dal mio letto nuziale e questo punto del sistema fosse contemporaneo a ogni punto ma prima o dopo di:

me tre) con la fronte abbassata che cerca di districare asole bottoni cerca, contro la porta abbassata di là dal buco della serratura, per bagnare meglio le dita, senza mani senza dita che cerca di farsi strada insiste si masturba con gli occhi verso il tumulto della stanza nuziale con insistenza cerca:

me due) dall’altra parte con la fronte abbassata che cerca di districare le asole i bottoni cerca contro la porta abbassata di là dal buco della serratura per bagnare meglio le dita senza mani e senza dita che cerca di farsi strada si fa strada con gli occhi dalla stanza nuziale verso il tumulto dei miei occhi, si ripete da una diversa ripetizione, progredisce verso le successive successioni di:

me uno) disposto con precisione che sta seduto è fuori collocato sull’orlo della vasca, afferra colle mani i ginocchi solleva a volte cerchi con col volume del dito sulla superficie dell’acqua, fissa di fronte a sè la porta aperta dell’Università, è compreso comprende è concepito concepisce è costruito costruisce al termine dei calcoli statistici, in relazione al suo valore presente stabilito discusso a livello di tesi sperimentale, determinato fino a questo momento che non gli accade, che non c’è, che non apre la porta dalla stanza nuziale.

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non (basta considerare che se tutti i punti, il sistema me e meno me, del sistema dico non me e meno non me non dovessero indicare essere indicati non dovessero costruire essere costruiti non dovessero stabilire essere stabiliti così come io non sono più o meno me dentro lo stesso avvenimento che c’è al momento che non apro la porta della stanza nuziale e questo punto del sistema fosse cronologicamente non separato con un diverso o non non-coincidente con ogni punto meno ma prima o dopo di:

meno me tre) che cerca di disfarsi fuori di sè è disfatto davanti con la parte di dietro senza forza, che apre non apre gli occhi / non viene visto, non può gridare / non viene udite, non può tentare con il membro tagliato / il suo membro è staccato non c’è più è fuori di sè che non va via senza aprire nessuna uscita che non è chiusa verso:

meno me due) ancora meno, senza estensione / assiste, senza fissità / assiste, senza estensione va da una estensibilità all’altra con silenzio gridando, non può non si potrebbe non coincidere non concepire:

meno me uno) collocato a caso fuori sull’orlo della vasca appena sotto il ciglio della vasca, che si dispone in forma circolare, attorno a una forma graduale che ritorna in cerchio, che ritorna a capo, che ritorna a livello dell’acqua, delle foglie che sono cadute stanotte appena dietro, nel cortile, le stanze illuminate dell’Università, ragazzo

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[ Da: Corrado Costa, L’equivalente, Scheiwiller, (Denarratori), 1969. Immagine: Brunswick Centre, Londra ]











































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