da SPECCHI NERI / Arno Schmidt. 1951

Duliöh ! Mi fermai davanti al cartello e annuii strafelice : perdio, un tempo a 8 miles da qui c’era un campo di approvvigionamento inglese, e verificai nell’atlante Conti. Per me poteva voler dire un soggiorno prolungato da queste parti, nel caso vi fosse rimasto qualcosa, e diedi un’occhiata in giro con interesse rinnovellato. Meglio mangiare un boccone e poi subito in marcia, senza rimorchio. Ma a quel punto vidi l’ufficio postale e decisi di fare un breve sopralluogo.

Zac : l’accetta in alto nell’interstizio, slargare e flettere, e già saltavano le traverse a mezzanave : un piccolo atrio. Una cabina telefonica, dirimpetto; entrai dentro, impassibile, e portai in tutta fretta il ricevitore all’orecchio : «Mmsì ? ! »; aveva risposto Utys; linea “morta”, quindi riattaccare, riattaccare con cura.

Gli interni : tre sportelli, incorniciati nel legno bruno; tre scrittoi, una panca per l’utenza, maid in waiting. Con un balzo fui sulla cassa e di lì nel sancta sanctorum. Squadernai i libri. Elenchi di raccomandate, denaro corrisposto, i timbri svettavano su cuscinetti che andavano disseccandosi, inchiostro in asciutta, rosso e verde cangiante, le sfere opalescenti dei lampadari pendevano inservibili, irrisorie, obsolete come un’appendice. Era stata al contempo la centrale telefonica del luogo; i fianchi burrosi delle ragazze avevano cavalcato le imbottiture opache di polvere (che disegno orrendo ! ! Azzurro con fiorellastri gialli. E il soprano fantasma : è ancora in linea ? ! )

Dal raccoglitore estrassi con aria di sussiego una cartolina (a mostrare il mio sdegno verso la legge estinta), il bollo verde da 10 pfennig era stato già apposto : in effetti ne potrei scrivere una, e mentre che mi sedevo divaricai le dita meditabonde. (Metti il caso fosse in vita qualcuno, oltre me. E gli capitasse di passare per di qui. E vedesse la cartolina…); e già scrivevo

Al Signor Klopstock (“Gottlieb” o quel che era), Soprintendente, Schulpforta presso Naumburg – e mi feci qualche scrupolo per il codice d’avviamento : Naumburg : si trovava già dall’altra parte, nella fu Repubblica Deimocratica Tedesca; bah, mettiamo un punto interrogativo nella casella, l’ordine ci vuole.

«Con la presente Le restituisco La Messiade». E firma. (In questo caso basta e avanza.)

Quando l’imbucai mi venne fatto di pensare che sotto c’era la cassetta; vi girai subito attorno e provvidi a disserrarla con una pedata (semplice compensato, 5 mm). C’erano una cinquantina di lettere e cartoline : bianche, smorte, grigio-azzurro e verde, tutte con nomi, cifre, dati, amore credimi, e annunci della lotteria (non avevo bisogno del tagliacarte).

«Molte grazie della Sua gentile lettera. Perciò Suo marito deve sempre montare di guardia. Ma vedrà che prima o poi le cose andranno meglio…» (il “meglio” era sottolineato; qui rovesciai la testa all’indietro e sghignazzai da ogni orifizio) … «… Lux ha avuto sette piccoli..» (“Lux” : una grossa femmina di pastore tedesco color sabbia; l’avevo colto al volo, e mi misi ad assentire con la testa; ma non ripresi a leggere, perché poi i cuccioli furono – vabbè).

«Ieri sono passato per la Brüderstraße, innanzi alla casa dei tuoi genitori, e a lungo, nell’ombra della chiesa, ho scrutato la luce della lampada, sino a che le finestre non si appannarono d’invidia, untuose come gli occhi di un dirimpettaio; pallida, malata arrivava la brezza serale, fredda e dolce come un’amante longilinea, dai capelli grigi, mi sopravvenne “tenera e malinconica”, e “Nebel”, ah la nostra vita.» Increspai d’amaro la bocca, burbere le sopracciglia, m’incantai a pensare sul legno in frantumi, tirai sospiri col naso, annuii, ebbi un riso beffardo, avanti : «… domani mollo “tutto quanto” e vengo da te ! A ogni modo non durerà ancora a lungo, dovremo pur incontrarci, almeno per un’ora..»

Ripiegai pudicamente il foglio, e feci col capo e la mano un saluto al collega, viaggiatore delle ombre : su, va’ dalla tua Johanna ! Spero tu l’abbia raggiunta prima che la bomba all’idrogeno lambisse i vostri abbracci, una vita io vissi, pari agli dèi, non occorre di più (è tuttavia cosa rara, anch’essa un’opera, di Martini).

Ancora una cartolina : «Le chiedo… di voler ascoltare la mia supplica….» blablablà, blablà…. in breve : il tizio non voleva pagare la macchina da scrivere. Soldi. Soldi. Bah, la cosa mi stuccò, e presto anche. Di conseguenza mi alzai, sibilando in silenzio, e mi tolsi dalle peste.

Masticare (due barattoli erano ancora buoni ! ), e la mezza borraccia di tè basta e avanza; non ci metterò più di un’ora ad arrivare. – E se prendo il rimorchio ? Ma lo zaino sarà sufficiente; magari è tutto vuoto, o distrutto, o marcito, no ? Mi grattai la testa, furente d’indecisione; va’ là, soltanto lo zaino. Tutto il resto si vedrà sul posto; in fondo non è in capo al mondo.

Autores fideles e autores bravos (tale distinzione la fanno gli spagnoli per gli indios) : mi venne alla mente prendendo il Cooper dallo zaino : noi siamo entrambi bravos. (Al modo stesso che in Schopenhauer e Buddha i criminali si trasformano di botto in santi, la vita mi ha mutato dal pedante che ero in ambulante; benché le due cose a volte si tengano curiosamente a braccetto. – E Satanstoe è un buon libro; persino arguto, non privo di nerbo storico-culturale; magnifico ! )

Sempre seguendo i cartelli rossoblu (e guardare a vista il paesaggio, implacabilmente) : bello, le vaste foreste inestricate e i prati vuoti; a mano dritta, il verde luminoso di una galleria di faggi (aspetterò fino al ritorno; ma quant’è bello ! )

Porca zozza ! : di nuovo un palo del telegrafo in mezzo alla strada, e i cavi s’ingarbugliavano fra i denti di leone giallo. (La prossima volta mi porto dietro ascia e sega, se mai dovessi rifare questo tragitto : che menata ! – fortuna che non era un traliccio dell’alta tensione, sennò avrei dovuto levare di torno quell’affare con l’esplosivo ! )

Sei : cavalli inselvatichiti, è così ? Già ! Feci prillare velocissimo la manopola di messa a fuoco : davvero : cavalli ! Andavano tranquilli lungo il margine del bosco e pascolavano, si rifornivano con le grosse labbra : stavo soltanto a 300 metri. – È ben raro. Nei pressi di Fulda mi era capitato di vedere una piccola mandria di bovini, riuscendo, con grande fatica, ad abbattere un animale. – Perciò anche qui c’è selvaggina !

Un buco di posto : Walsrode (Due strade, insegne, avvocati minchioni, giudici minchioni, meno male che a tutto c’è una fine ! )

Fosse almeno scampato un funzionario; uno di quelli che prima di gettare i promemoria te li cancellano e li fanno in mille pezzi : ah, miserabili ! Scagliai senza indugio un vaso di fiori essiccati contro i vetri della pretura, e attesi, il rifle sulla giberna, che una faccia da segretario mostrasse il suo sdegno – – peccato ! Un piede sul cordolo bollente; l’altro sul pedale sinistro : svariate cose attraversarono la mia estività, greve di nuvole, cose che non si possono cantare in nessun lai, che non si possono dire in nessun torno di frase. Chinai il capo, la testa, una volta, davanti a August Stramm : il grande poeta ! (Pure a Albert Ehrenstein, dite quel che vi pare ! ).

Poco appresso : sintomi di diarrea.

La strada era stupenda e andavo come scoccato da una corda. Stazione solitaria senza luogo : DÜSHORN, e feci un cenno d’approvazione : senza luogo ! È sempre un’ottima cosa. E laddietro :

i capannoni in lamiera ondulata : (avevo svoltato a destra; molti passaggi; sentieri ghiaiosi; la fucilata fracassò i lucchetti)

I capannoni in lamiera ondulata : fusti di biscotti : e ne squarciai subito uno : tutto ancora commestibile; e buono ! – Quanti potevano essere : cinquemila ? O diecimila ? ! – I miei passi pulsavano nelle alte arcate di metallo, smorzati fra gli scaffali; dalle gabbie d’imballaggio facevano capolino i barattoli splendenti; col temperino cavai marmellata dolce e compatta dai cilindri dorati : anche questa, non si poteva dir nulla !

Vestiario ? Be’, non è molto importante (però quel tenue giallo-verde non era male); al massimo ’na coperta.

Un ufficio con macchine da scrivere : hm.

Un piccolo edificio : acquavite e munizioni ! Qual era il tertium comparationis ? : fuoco ? Ma le cartucce erano perlopiù verdi e umide, anche se ben ingrassate. 80 colpi sembravano o.k.; li presi.

Una botte col rubinetto : e addirittura funzionante ! Guardingo : occorre assaggiare ? (Meglio di no; le tossine sono penetrate ovunque; c’è da fidarsi soltanto delle bottiglie di vetro, con le teste ricoperte di stagnola). Con un sospiro, quindi, versai la tazza sul cemento scanalato. – Fumare, non fumo più (dal ’43); perciò tutti quei pacchetti a perdita d’occhio non servivano a nulla, Craven A con il bocchino di sughero : far väl !

Vento ? (Per prudenza diedi un’occhiata fuori) : intorno alla casa garriva senza fine un vento azzurro, a grandi stendardi; anche le nuvole scompagnate si spostavano gualcite e a sbuffi e smaniose. – Ma il campo era fantastico : si potrebbe tirare avanti per anni ! – Legai un fusto di biscotti sul portapacchi e feci la strada di ritorno, pensieroso, nello zaino ogni sorta d’hors-d’oeuvre.

Unter der linden an der haide (ossia : nella galleria di faggi tra Walsrode e Ebbingen) : il Leberkäse era buono; gusto celestiale; ci stipo il rimorchio fino all’orlo : tante grazie al cazzo ! (“Canaglie : i soldi sono miei”; tutte locuzioni slesiane)

E gli incalcolabili cubetti di granito ronzavano sotto di me, verso sinistra, verso destra; dopo sette minuti mi ritrovai ansante sul nastro d’asfalto tra Ebbingen e Cordingen : i cartelli color olio di lino indicavano, da bravi burocrati, in ogni direzione della pista : oh, che raziocinatori ! Vasta e verdognola la culla del tardo pomeriggio, tempestata di boschi, albereti ovunque, e il vento era fresco e col flauto mi conduceva a casa attraverso i campi; e scivolai, ancheggiando, sui pistoni delle cosce indurite, lungo la fascia di catrame onduloso : viva la solitudine !

Incompiuto (a metà strada avevano cominciato a costruire). Mi spinsi fino alla cavità del pozzo, sporgendomi sul condotto madido e riecheggiante (la bici era ancora lì ? – Sì).

Dentro la rovina moderna : questa, probabilmente, doveva far da cucina. Questa : una stalla, forse ? Le stanze offrivano una vista sulle foreste intorno all’Ostermoor. Si andava incontro alla sera, e il sole ormeggiava alle nuvole; ma il giorno era ancora caldo e chiaro, e non declinava che lentamente; erbe e cigli di strade, la luce andava disgregandosi : e lontano, laggiù, una coppia di ghiandaie altalenanti al di sopra delle foreste.

 

 

[Specchi neri / Arno Schmidt ; traduzione dal tedesco di Domenico Pinto. – Lavieri, 2009]











































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