da “pausa caffè” / Giorgio Falco. 2004

Ho smesso per lei

Giulia amore. No che non si può. Non si può fare sempre e soltanto tutto quello che si vuole. C’è un limite a tutto. Davvero. Guarda che ti sto avvisando. Te lo sto dicendo. Giulia davvero, poi non dirmi che non te l’avevo detto. Da questo preciso istante è partito il segnale. E quando superi il limite, amore ormai lo sai. Lo sai cosa succede. Lo sai che sta per arrivare. Stai attenta. Stai molto attenta, gioia. Ho da fare adesso. Ho un sacco di cose da fare. Amore spostati un momento. Togli le gambine da lì, dài. Non puoi starmi sempre attaccata. Nooo! Guarda cos’hai fattooo! Guardaaa! Che cosa hai fattooo! Sei sempre in mezzo, sei! Hai i piedini tutti bagnati! Cosa ti avevo detto? Cosa ti aveva detto la mamma? Adesso coi piedini bagnati lasci le impronte! Tutte le impronte sul pavimento bagnato appena lavato! Giulia! Guardati i piedini! Sono tutti neri! Hai i piedini tutti neri come quelli di una zingara a furia di camminare sul balcone senza ciabattine! Giulia, sono tutti nerissimi! Se la mamma ti compra le ciabattine, te le devi mettere! Quando viene a casa papà da lavoro vedi se non glielo dico. Poi vediamo chi è buono e chi è cattivo. Giocare? Eh, giocare giocare. Tu pensi solo a giocare. Solo a quello. Ma la mamma ha da fare. Non si può solo giocare. Se non mangi non giochi. Amore esiste anche il mangiare. E oggi non è giornata. Non è proprio giornata. Non vuoi vedere i cartoni alla tele? Ma come? Non ti piacciono più i cartoni? Vuoi giocare con l’acqua? Dài che ti apro l’acqua e giochi con l’acqua. Allora Giulia, basta eh? Va bene, se vuoi facciamo i giochi istruttivi. Vuoi stare con la mamma a fare i giochi istruttivi? Giulia dài, cantiamo una canzoncina. Te la ricordi questa canzoncina che ti piaceva tanto? Te la cantavo sempre. O amore preferisci cosa amore? Cosa c’è? Cosa vuoi? Facciamo l’alfabeto? Segui me. Avanti, dài. A b c d e f g h i l m n o p q r s t u v zetaaa. Bravaaa! Di nuovo. A b. Poi cosa c’è? Giulia te l’ho appena detto, non dirmi che non ti ricordi. A b c, dài, avanti. A b c d e. Poi cosa c’è? C’è f g h i l m n. Poi? O p q. Allora Giulia. A come a al al albe albe ro albero. B come? Ba ba ba come bam bam bamb bamb. No amore, non bamba. B come bambo bambol come bambola. B come bambola. C come caaa. Come caaa come caaa? Come casa. D come didi dita. Le dita le sai? Davvero amore? Te le ricordi per davvero le dita? Dimmele. Pollice. Poi. Brava. Anulare. Ma amore sei bravissima! Le sai le dita. Pollice. Indice. Anulare. Ripeti. Hai saltato un dito. Medio. Anulare. Mignolo. Vediamo se te li ricordi ancora. I numeri Giulia. Facciamo i numeri. 1. Poi? Poi 2. Dopo il 2 cosa c’è? 3, c’è il 3 dopo il 2 amore. Poi 4 5 6 7 8 9 10. Ancora. Dopo se fai la brava, quando torna papà ti faccio gonfiare la piscinetta. Mettiamo il costumino e andiamo dentro. Però oggi devi mangiare. Mi vuoi bene? Se vuoi bene alla mamma devi mangiare. Sei aumentata niente da aprile. Oggi devi proprio mangiare. Quanto bene vuoi alla mamma da uno a dieci? Quanto? Così poco? Lascia stare la pianta o più tardi le prendi. Giulia. Hai capito? Giulia, sei una cosa tremenda. Una bambina che non ha rispetto per le cose. Non ha rispetto per la sua mamma. Giuliaaa! Giuliaaa! Guarda cosa hai combinato ancoraaa! Giuliaaa! Guardaaa! Guarda che pasticcio orribile che hai fatto! Tu fai un disastro dietro l’altro! Sei un disastro vivente! Un disastro unico! Eh, perché perché perché. Perché hai toccato la terra del gatto! La terra di Floppy! Mio Dio che cosa hai fatto ancoraaa! Tu non sei normale! Tu sei una dannazione! Ho pulito fino adesso. Proprio là sopra dovevi cadere? Santo cielo. Mamma mia, guarda. Oh Madonna. Mamma mia cosa hai fatto. Ma vuoi piangere, eh? Dimmelo. Giulia, dimmelo se vuoi piangere. Cosa devo fare con te? Ti devo ammazzare un giorno o l’altro? Avevo appena finito di sistemare. Anzi stavo ancora sistemando. Sei finita dentro di nuovo coi piedini che ti avevo appena lavato e asciugato. Anche con le manine. Ma allora dillo. Allora dillo subito che lo fai apposta. Senti che puzza che c’è. Se tocchi ancora la terra del gatto, vedi. Vedi cosa ti succede. E sistema in fretta. Veloce. Lo so io perché. Più veloce. Sei una cosa tremenda. Ma perché fai i capricci uno dietro l’altro? Non puoi andare avanti così. Non puoi. Guarda che stavolta piangi. Piangi per davvero. Vuoi vedere? Dimmi se vuoi piangere, avanti, rispondi. Rispondi. Giulia. Rispondi. Non è possibile. Amore. Non puoi farmelo.

[Pausa caffè / Giorgio Falco. – Sironi, 2004]











































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