La OTgallery (visitabile presso www.otgallery.org), ideata e diretta da Giulio Marzaioli, inaugura il 30 settembre 2014 offrendo al pubblico le opere ed installazioni della propria collezione permanente ed ospitando nello spazio mostre temporanee un’installazione di Massimiliano Manganelli (le mostre temporanee dovrebbero succedersi ogni 15/30 gg. – ndr).

OTgallery

 

Giulio Marzaioli, ma questa collezione permanente non cambia proprio mai?

Allestire le 11 installazioni della collezione permanente OT è frutto di mesi di ricerca. Al momento, anche nel rispetto dello sforzo profuso, gli spazi dedicati alla collezione rimarranno inalterati, salvo che, ovviamente, non intervenga l’acquisto da parte di qualche collezionista o appassionato e si liberi quindi una delle sedi attualmente occupate.

Giulio Marzaioli è l’architetto e il curatore di OTgallery, Elisa Davoglio l’ha costruita scrivendo in codice, html e php. Cosa accade alla persona che s’investe di vari ruoli, li pratica e li sposta a seconda delle necessità? Oppure, cosa accade ai ruoli?

Dirigere una galleria comporta un impegno che, al pari di altri, richiede dedizione e sacrificio. Più che di ruoli parlerei quindi di attività, di fare anziché rappresentare. In questa prospettiva la persona scompare di fronte all’opera, qualunque essa sia, e soltanto l’opera, a prescindere dall’autore, vale o non vale l’attenzione del visitatore. Più che di ruoli parlerei quindi di imputazione in capo ad un individuo di intenzione, attività ed impegno finalizzati al raggiungimento di un risultato.

Le opere ed installazioni ospitate dalla OTgallery sono realizzate da artisti?

Potremmo definirli tali, lo sarebbero, lo sarebbero stati.

OTgallery è una galleria d’arte?

Certamente, sebbene non scavata nella roccia, OT è a tutti gli effetti una galleria.

La galleria non è virtuale. Quello che c’è, c’è: un’interfaccia web che, verrebbe da dire, utilizza la metafora della planimetria di un edificio per dare quel minimo di ordine spaziale e concettuale che aggancia il visitatore, dotato per altro di un basico equipaggiamento utile all’orientamento e agli spostamenti (navigazione). C’è una particolare libertà d’azione per l’artista, anche in termini spaziali e strumentali, l’unico vincolo è che l’opera sia pensata appositamente per OTgallery?

Non ci sono particolari vincoli, se non la circostanza che – al momento – alle mostre temporanee è dedicata una sola sala, invero piuttosto ampia. Ci sforziamo comunque di fornire ai curatori delle mostre temporanee tutta la nostra disponibilità e tutto il sostegno di cui necessitano per allestire al meglio le propria installazioni ed opere. Tuttavia non escludo che in futuro potranno essere ulteriormente ampliati gli spazi esistenti.

La segnaletica della galleria è ridotta all’osso, ogni segno circolare è una porta di accesso, ma non si è informati a che cosa o a dove. Giulio Marzaioli, il visitatore di OTgallery deve essere un piccolo esploratore, una giovane marmotta che decodifica le impronte e i rametti spezzati?

Al pari di qualsiasi galleria di arte contemporanea (o almeno della maggior parte di esse) la OTgallery può essere visitata liberamente senza che sia necessario orientamento pre-determinato. Soltanto scegliendo di seguire uno degli OTinerary inevitabilmente il percorso del visitatore sarà guidato da una all’altra delle destinazioni indicate.

La struttura architettonica di OTgallery è codice alfanumerico. Sono contemplati alcuni linguaggi artificiali, necessari alla trascrizione di un linguaggio naturale che si installa nelle stanze della galleria. Nelle stanze della galleria tutto ciò che è possibile è nelle possibilità della scrittura?

Mostrare le installazioni attraverso immagini è quanto fanno tutte le gallerie di arte contemporanea. La OTgallery vuole distinguersi e affida alla scrittura, nei cui limiti tutto è possibile, lo strumento attraverso il quale accogliere al proprio interno il visitatore.

Giulio Marzaioli, quello che c’è esposto nelle stanze di OTgallery esiste davvero?

Ciò che è esposto nella OTgallery esiste all’interno della OTgallery e in quanto tale è visitabile, davvero.

Come si colloca OTgallery rispetto al mercato?

La OTgallery nasce a prescindere dal mercato con sommo sforzo del suo curatore e delle maestranze che hanno reso possibile la realizzazione della galleria, tra tutti Elisa Davoglio che ha disegnato e reso visitabile lo spazio. Premesso ciò, sia le installazioni ospitate che la collezione permanente hanno una quotazione economica più o meno variabile e la direzione della galleria valuterà attentamente le offerte che eventualmente dovessero pervenire.

Che tipi di ritorno produce OTgallery in termini di rapporto costo/beneficio?

Al momento, come dicevo nella precedente risposta, la OTgallery rappresenta un grosso investimento, che tuttavia ci auguriamo possa essere ripagato sia in termini di visite e riscontri sia, appunto, in termini di interesse da parte di eventuali collezionisti.

Quali artisti hanno esposto in OTgallery sino ad ora e quali i prossimi?

Oltre alla collezione permanente da me curata, sono state ospitate mostre temporanee di Massimiliano Manganelli, Andrea Raos, Alessandro Broggi, Alessandro De Francesco, Mariangela Guatteri. Tra i prossimi curatori: Damiano Abeni, Alessandra Greco, Andrea Inglese, Antonio Loreto, Luigi Socci, Brunella Antomarini, Marco Giovenale, Michele Zaffarano, Daniele Bellomi, Manuel Micaletto, Simona Menicocci, Fabio Teti e altri ancora con i quali sono in corso di definizione accordi.

Quali sono le prospettive di vita di OTgallery?

L’arte contemporanea sta attraversando un momento di transizione, quanto ad interesse del pubblico e strategie comunicative e organizzative. Tuttavia fin quando entreranno visitatori la OTgallery rimarrà aperta, finanze permettendo.

[intervista a cura di mariangela guatteri]











































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