Cinque poesie sulla poesia / Five Poems about Poetry

1

IL GESTO

La domanda è: come tieni una mela
Se ti piacciono le mele

E come si maneggia
Lo sporco? La domanda è

Come si tiene a mente
Qualcosa che si vuole

Afferrare e come fa il venditore
A reggere un gingillo che vuole

Vendere? La domanda è
Quando non ci saranno più cento

Poeti a scambiare quel gesto
Per stile.

* * *

THE GESTURE

The question is: how does one hold an apple
Who likes apples

And how does one handle
Filth? Th e question is

How does one hold something
In the mind which he intends

To grasp and how does the salesman
Hold a bauble he intends

To sell? The question is
When will there not be a hundred

Poets who mistake that gesture
For a style.

2

IL PICCOLO FORO

Il piccolo foro nell’occhio,
Lo chiamava Williams, il piccolo foro (1)

Ci ha mostrati nudi
Al mondo

E non si chiuderà.
Inespressivo il mondo

Ci guarda
E noi componiamo

Colori
Ed il senso

Di casa
E dentro ci sono quelli

Così violenti
E così soli

Da non poter riposare.

* * *

THE LITTLE HOLE

The little hole in the eye
Williams called it, the little hole

Has exposed us naked
To the world

And will not close.
Blankly the world

Looks in
And we compose

Colors
And the sense

Of home
And there are those

In it so violent
And so alone

They cannot rest.

3

QUELLA TERRA

Canta come un uccello nel cielo
Aperto, ma nessun
È un uomo —

Come la presa
Della mano dell’antica Roma
Sulla sua spalla, le certezze

Dello spazio
E del tempo

Lo trattennero, credo
Col dolore e con l’orrore casuale
Del ferro e potrebbero non aver lasciato
Nessuna speranza del dubbio

Mentre noi il dubbio l’abbiamo conquistato
Dal ferro stesso

E la speranza nella morte. Così che
Se un uomo vivesse per sempre sopravviverebbe
Alla speranza. Immagino un cielo aperto

Sopra Getsemani,
Sicuramente era questo cielo.

* * *

THAT LAND

Sing like a bird at the open
Sky, but no bird
Is a man—

Like the grip
Of the roman hand
On his shoulder, the certainties

Of place
And of time

Held him, I think
With the pain and the casual horror
Of the iron and may have left
No hope of doubt

Whereas we have won doubt
From the iron itself

And hope in death. So that
If a man lived forever he would outlive
Hope. I imagine open sky

Over Gesthsemane,
Surely it was this sky.

4

PAROUSIA

Impossibile dubitare del mondo: può esser visto
Ad essendo irrevocabile

Non può esser capito, e penso che il fatto sia letale

E l’uomo potrebbe trovare la sua catastrofe,
Il suo Millennio d’ossessione.

aria che si muove,

una pietra su una pietra,
qualcosa in equilibrio per un istante, nel tempo il leone potrebbe

Sdraiarsi nella foresta, meno feroce
E solitario

Del mondo, i muri
Del cui futuro potrebbero resistere in eterno.

* * *

PAROUSIA

Impossible to doubt the world: it can be seen
And because it is irrevocable

It cannot be understood, and I believe that fact is lethal

And man may find his catastrophe,
His Millennium of obsession.

air moving,

a stone on a stone,
something balanced momentarily, in time might the lion

Lie down in the forest, less fierce
And solitary

Than the world, the walls
Of whose future may stand forever.

5

DA VIRGILIO

Io, dice l’avvoltoio,
Io —

La mente

Si è evoluta
Troppo a lungo

Se ‘vita è ricerca
Di vantaggi’.

All’ordine di chi

È rivolta la mente?’ (2) Neanche l’arte
È buona

Per noi
A meno che come il matt o

Che persevera
Nella sua follia

Ci potrebbe salvare
Come solo il vero

Ci potrebbe salvare, raccolto
Nei più piccoli angoli

Dell’umano trionfo. Parve puer… ‘Comincia,

O piccolo bimbo,
A nascere;

Chi non ebbe il sorriso dei genitori,

Né un dio lo degna della sua mensa,
Né una dea del suo talamo.’ (3)

* * *

FROM VIRGIL

I, says the buzzard,
I—

Mind

Has evolved
Too long

If ‘life is a search
For advantage.’

At whose behest

Does the mind think?’ Art
Also is not good

For us
Unless like the fool

Persisting
In his folly

It may rescue us
As only the true

Might rescue us, gathered
In the smallest corners

Of man’s triumph. Parve puer . . . ‘Begin,

O small boy,
To be born;

On whom his parents have not smiled

No god thinks worthy of his table,
No goddess of her bed’

__________________________
(1) Da Williams Carlos Williams “The Litt le Hole in the Eye” in Journey to Love,
(2) Kena Upanishad 1:1.
(3) Da Virgilio, Bucoliche, Ecloga IV, 63-64.

___________________________
George Oppen, Naufragio del singolare
The Materials – I materiali
This in Which – Questo in cui
a cura di Brunella Antomarini, Paul Vangelisti
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Disegni © 2017, Alex Katz.
Traduzione in Italiano © 2017, Pietro Traversa.
Edizioni Galleria Mazzoli, Modena 2017

 











































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