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	<title>G A M M M &#187; op. cit.</title>
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	<description>literature / criticism / installation(s) / research</description>
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		<title>fusione di terza fase / giulio marzaioli. 2011</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Dec 2011 08:31:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[art]]></category>
		<category><![CDATA[installazione]]></category>
		<category><![CDATA[op. cit.]]></category>

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		<description><![CDATA[FUSIONE DI TERZA FASE from Giulio Marzaioli on Vimeo. Il progetto in fasi di Giulio Marzaioli nasce con Moduli di prima fase (La Camera Verde, collana ‘felix’), prosegue con Voci di seconda fase (Arcipelago, collana ‘ChapBook’) e, in terza fase, con una fusione di moduli e voci. Sui testi di prima e seconda fase, grazie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><br class=spacer></p>
<p align=center>
<iframe src="http://player.vimeo.com/video/29091772?title=0&amp;byline=0&amp;portrait=0" width="400" height="300" frameborder="0" webkitAllowFullScreen mozallowfullscreen allowFullScreen></iframe></p>
<p>
<p align=center><a href="http://vimeo.com/29091772">FUSIONE DI TERZA FASE</a> from <a href="http://vimeo.com/user7539483">Giulio Marzaioli</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
<p><br class=spacer></p>
<div><span style="color: #808080;">Il progetto in fasi di Giulio Marzaioli nasce con <em>Moduli di prima fase</em> (La Camera Verde, collana ‘felix’), prosegue con <em>Voci di seconda fase</em> (Arcipelago, collana ‘ChapBook’) e, in terza fase, con una fusione di moduli e voci. Sui testi di prima e seconda fase, grazie all’intervento di Gaia Rinaldelli, sono state compiute analisi di linguistica computazionale. Attraverso l’elaborazione dei dati ottenuti si è ricavata una partitura verbale che viene sottratta alla lettura per andare a costituire il tessuto sonoro del terzo atto. All’ascolto e alla visione è quindi offerta questa ulteriore tappa del percorso che l’autore, con la collaborazione di Michele Zaffarano, affida al film <em>Fusione di terza fase</em>.</span></div>
<p><br class=spacer><br class=spacer></p>
<p style="text-align: justify;"><font size=1>[ <font color=grey>Questa la partitura verbale:</font><br />
<br class=spacer><span id="more-2141"></span><br />
fondo strada campagna/fondo somigliare staccare/fondo trovare uscire/fondo solito programma/fondo sentire suono/fondo palloncino staccare/fondo mare martedì/fondo grado grado/fondo foro trovare/fondo fondo palloncino/fondo fondo grado/fondo fondo filo/fondo filo mare/fondo acquario staccare/staccare fondo fondo/guardare fondo somigliare/sentire fondo mare/pesce fondo mare/mano fondo strada/guardare fondo fermentare/fumo fondo acquario/fondo fondo palloncino/fondo fondo grado/fondo fondo filo/acquario fondo solito/acquario fondo foro/staccare fondo fondo/grado guardare fondo/uscire vetro fondo/suono sentire fondo/strada campagna fondo/staccare mano fondo/sentire staccare fondo/ritorni acqua fondo/largo acquario fondo/guardare staccare fondo/campagna staccare fondo/bruciare staccare fondo//almeno qualche volta poter cambiare idea//fondo affiorare linea/fondo scomparire linea/fondo soffiare linea/fondo iniziare linea/fondo mare linea/fondo uscire linea/fondo trovare linea/fondo restare linea/fondo distanza linea/fondo strada linea/fondo strada martedì/fondo campagna martedì/fondo guardare martedì/fondo staccare martedì/fondo palloncino martedì/fondo incrinare martedì/fondo vetro martedì/fondo acquario martedì/fondo mano martedì/fondo fermentare martedì/fondo palloncino suono/fondo acqua suono/fondo mano suono/fondo strada suono/fondo campagna suono/fondo familiare suono/fondo guardare suono/fondo mare suono/fondo marmo suono/fondo dividere suono//lavorare tutti e lavorare meno. oppure una fuga periodica//suono scavare costante/suono cerchi suono/suono dimenticare versi/suono diverso potenziale/suono familiare affiorare/suono familiare versi/suono ombra luce/suono accendere filo/suono produrre fumo/suono vita mente/suono scavare fossile/suono scavare lavare/suono scavare spillo/suono sentire fondo/suono solito programma/suono suono accendere/suono vecchio canzone/suono ombra vetro/martedì suono scavare/staccare suono familiare/cerchi suono sentire/crescere suono familiare/fossile suono scavare/fumo suono suono/luce suono ombra/alcol suono vecchio/orizzonte suono cerchi/uscire suono ombra/passato suono produrre/planck suono dimenticare/sentire suono vita/suono suono accendere/uscire suono diverso/ombra suono solito/futuro martedì suono/cambiare uscire suono/costante Planck suono/costante uscire suono/dimenticare luce suono/fatto ombra suono/fermentare staccare suono/bruciare passato suono/fumo suono suono/suono cerchi suono/palloncino martedì suono/produrre alcol suono/produrre fumo suono/somigliare crescere suono/somigliare staccare suono/staccare orizzonte suono/fondo sentire suono//godersi quei momenti. se non fosse per il vuoto, anche paracaduti­smo//suono fiato foro/suono cambiare foro/suono spillo foro/suono guardare foro/suono busto foro/suono fondo foro/suono filo foro/suono ritorni foro/suono giorno foro/suono banda foro/suono affiorare linea/suono restare linea/suono palloncino liena/suono mano linea/suono scomparie linea/suono millenio linea/suono trovare linea/suono distanza linea/suono ricordo linea/suono acqua linea/suono staccare vetro/suono fondo vetro/suono restare vetro/suono grado vetro/suono scomparire vetro/suono uscire vetro/suono produrre vetro/suono filo vetro/suono ombra vetro/suono fermentare vetro//prima riuscire a dormire, dormire seriamente. accettare di essere al mondo//martedì grado vetro/martedì acqua vetro/martedì affiorare vetro/martedì somigliare vetro/martedì soffiare vetro/martedì parlare vetro/martedì incrinare vetro/martedì sentire vetro/martedì perdere vetro/martedì dimenticare vetro/martedì affiorare linea/martedì scomparire linea/martedì soffiare linea/martedì’ incrinare linea/martedì palloncino linea/martedì mano linea/martedì fermentare linea/martedì scompiagliare linea/martedì giusto linea/martedì fatto linea/martedì restare suono/martedì solito suono/martedì ombra suono/martedì staccare suono/martedì costante suono/martedì affiorare suono/martedì vecchio suono/martedì somigliare suono/martedì canzone suono/martedì acquario suono/martedì suono scavare/martedì strada campagna/martedì spillo tasca/martedì spillo forare/martedì sguardo ritorni/martedì perdere uscire/martedì osservare mano/martedì mare restare/martedì mare accendere/martedì giorno banda/martedì fossile scomparire/martedì filo staccare/martedì accadere luce/martedì accadere linea/foro martedì spillo/uscire martedì sguardo/uascire martedì perdere/uscire martedì osservare/uscire martedì accadere/trovare martedì accadere/palloncino martedì suono/mare martedì fossile/giorno martedì giorno/futuro martedì suono/concentrare martedì filo/alcol martedì strada/acqua martedì mare/concentrare foro martedì/tasca futuro martedì/restare palloncino martedì/restare acqua martedì/produrre alcol martedì/palloncino trovare martedì/fondo mare martedì/fatto giorno martedì/acquario conecentrare martedì//ideale sarebbe un deserto con finestra vista mare//martedì grado vetro/martedì acqua vetro/martedì affiorare vetro/martedì somigliare vetro/martedì soffiare vetro/martedì parlare vetro/martedì incrinare vetro/martedì sentire vetro/martedì perdere vetro/martedì dimenticare vetro/martedì affiorare linea/martedì scomparire linea/martedì soffiare linea/martedì’ incrinare linea/martedì palloncino linea/martedì mano linea/martedì fermentare linea/martedì scompiagliare linea/martedì giusto linea/martedì fatto linea/martedì restare suono/martedì solito suono/martedì ombra suono/martedì staccare suono/martedì costante suono/martedì affiorare suono/martedì vecchio suono/martedì somigliare suono/martedì canzone suono/martedì acquario suono//sbrigarsi a lasciare qualcosa. una cosa che abbia senso//foro martedì spillo/foro trovare grado/foro passare verso/foro passare passare/foro banda fiato/guardare foro passare/concentrare foro passare/concentrare foro martedì/fondo foro trovare/uscire concentrare foro/guardare guardare foro/fiato guardare foro/dimenticare concentare foro/acqua fondo foro//andare in una discarica. vedere cose rotte//foro cambiare fondo/foro verso fondo/foro spillo fondo/foro soffiare fondo/foro ritorni fondo/foro rimanere fondo/foro giorno fondo/foro banda fondo/foro filo fondo/foro acqua fondo/foro fiato martedì/foro cambiare martedì/foro torace martedì/foro soffiare martedì/foro pungere martedì/foro passare martedì/foro guardare martedì/foro forare martedì/foro codice martedì/foro rimanere martedì/foro fiato linea/foro torcere linea/foro ritorni linea/foro giorno linea/foro banda linea/foro uscire linea/foro guardare linea/foro trovare linea/foro martedì linea//aiutare maggiormente. soprattutto praticare un qualsiasi sport di squadra//linea scomparire dire/linea strada campagna/linea spilli uscire/linea spilli filo/linea scomparire vedere/linea scomparire soffiare/linea scomparire produrre/linea scomparire giorno/linea incrinare segnare/linea incrinare bere/affiorare linea scomparire/affiorare linea incrinare/strada linea spilli/guardare linea strada/accadere linea spilli/terra affiorare linea/sutura affiorare linea/separare affiorare linea/ricordo affiorare linea/palloncino affiorare linea/niente affiorare linea/martedì accadere linea/marmo affiorare linea/iniziare guardare linea/distanza strada linea/vetro scomparire linea/vetro palloncino linea/vetro fermentare linea/vetro affiorare linea/vetro acqua linea/vetro staccare linea/vetro millennio linea/vetro produrre linea/vetro mano linea/vetro fondo linea//correre tutti di meno. fare jogging tutti i giorni//vetro vetro filo/vetro uscire acqua/vetro trovare fermentare/vetro toccare ricordo/vetro incrinare acquario/vetro grado uscire/vetro fondo osservare/vetro filo produrre/vetro curvare sguardo/vetro acqua luce/vetro vetro filo/uva vetro trovare/uscire vetro uscire/uscire vetro fondo/uscire vetro curvare/staccare vetro vetro/pesce vetro filo/pesce vetro acqua/ombra vetro incrinare/luce vetro toccare/luce vetro grado/acqua luce vetro/trovare uscire vetro/suono ombra vetro/staccare vetro vetro/perdere uscire vetro/grado uscire vetro/fisso staccare vetro/cogliere uva vetro/campagna uscire vetro/accendere pesce vetro//tra reale e immaginario. passare più volte il confine//vetro acqua fondo/vetro staccare fondo/vetro uscire fondo/vetro strada fondo/vetro palloncino fondo/vetro campagna fondo/vetro fermentare fondo/vetro grado fondo/vetro affiorare fondo/vetro scomparire fondo//vetro cambiare foro/vetro uscire foro/vetro fiato foro/vetro torcere foro/vetro rimanere foro/vetro guardare foro/vetro busto foro/vetro grado foro/vetro soffiare foro/vetro acqua foro//bisogna dedicarsi ad un lavoro manuale]<br />
</font></p>
<p><br class=spacer></p>
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		<title>da &#8221;c&#8217;è bufera dentro la madre&#8221; / stefano guglielmin. 2010</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 05:00:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[op. cit.]]></category>
		<category><![CDATA[testo]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; 7. quando serve, dà alla fabbrica sfogo: di notte cola sifoni e fa mestruo nei fondi. di giorno, spurga lavoro. toglie pane e scarpe, se chiude, svena. oppure il profitto che è grano, matura, e allora cieca la gatta lecca nel gruppo, prepara per tutti il natale. 8. cura col maglio il rischio d’impresa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>7.</p>
<p>quando serve, dà alla fabbrica sfogo: di notte<br />
cola sifoni e fa mestruo nei fondi. di giorno, spurga lavoro.<br />
toglie pane e scarpe, se chiude, svena. oppure il profitto<br />
che è grano, matura, e allora cieca<br />
la gatta lecca nel gruppo, prepara per tutti il natale.</p>
<p>8.</p>
<p>cura col maglio il rischio d’impresa e con metafore vive:<br />
sangue che gira dove non sa, e cresce. annusa il <em>tractatus<br />
</em>ci pesca un dedalo nuovo dove posare la pietra. dove pensare.<br />
il meglio lo intaglia dal verbo, il peggio, dalla scatola<br />
in cui semina vento. e nazione, se lievita male.</p>
<p>13.</p>
<p>unto dal bendidìo, si chiede in quale bolgia o canale<br />
finirà di traverso, invecchiando. sin da bamboccio, comunque,<br />
versa l’acqua sul capo, la domenica, va lindo incontro<br />
al suo uovo. poi di sera lo sveste, ne tasta la buccia<br />
col dito. di giorno l’insetto scompare.</p>
<p><span id="more-2121"></span></p>
<p>16.</p>
<p>magri dal fondo della buca, gli altri chiedono denari<br />
e una briciola di polka, per la sera. nemmeno alle ceneri<br />
lui invece smette d’ingrassare. appena può, siede sull’orlo<br />
della crepa, con in capo l’elmo a credito e la spocchia<br />
di chi ha i numeri migliori.</p>
<p>27.</p>
<p>vivono grattando becchime, pensa, stando ritti sul palo<br />
a stormi, di turno in turno, e minacciosi. poi però, in segreto,<br />
li invidia alla mensa, mentre fumano insieme o in famiglia<br />
la sera. non sa che il crepo è totale, che smangia i bordi<br />
anche al nido.</p>
<p>31.</p>
<p>aspetta il precipizio sull’orlo. studia inglese, intanto, compra.<br />
tutto questo gli sfuoca la vista e le tasche. il tempo che resta<br />
lo sconta sul palmo, dove la linea si svita: la legge controvoglia<br />
scartando di muso. dei bisonti su pietra cerca il solido letto<br />
e il rosso corpo che scalcia.</p>
<p>34.</p>
<p>se dalla luna, lui, portasse indietro un grammo di ragione<br />
o il suo lume. se studiasse i modi finiti e infiniti di spinoza<br />
e vi scavasse dentro una pozza di vita vera. se insabbiasse<br />
il perno che lo lega alla pancia del denaro. se ogni tanto<br />
si girasse come l’angelo di klee. se inorridisse.</p>
<p style="text-align: right;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">[Da: Stefano Guglielmin, <em>C'è bufera dentro la madre</em>, prefazione di C. Annino, L'arcolaio, Forlì 2010]</p>
<p style="text-align: right;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>da &#8220;partita&#8221; / antonio porta. 1967</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Nov 2011 05:30:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[op. cit.]]></category>
		<category><![CDATA[segnali e azioni]]></category>
		<category><![CDATA[testo]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; che si trovano nel labirinto, ansimanti, che corrono in direzioni sempre sbagliate, che non sono arrivati a capire nemmeno i principi generali di una regola pur contraddetta, e dunque ridono oppure si disperano, colti da accessi di rabbia si avventano contro le siepi, cercano di svellere le radici, di sollevarle almeno in parte nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">che si trovano nel labirinto, ansimanti, che corrono in direzioni sempre sbagliate, che non sono arrivati a capire nemmeno i principi generali di una regola pur contraddetta, e dunque ridono oppure si disperano, colti da accessi di rabbia si avventano contro le siepi, cercano di svellere le radici, di sollevarle almeno in parte nel tentativo di aprirsi un varco nella trama fittissima dei rami sottili del bosso, nel tessuto delle piccole foglie dure e lucide, strappando pezzetti di rami neri e taglienti, vanamente districandoli, stretti come sono l&#8217;uno all&#8217;altro in numerosi tipi di intreccio, scuotendoli come per scalzare la loro intollerabile impenetrabilità, schiaffeggiando le pareti, i muri vegetali, come per infliggere il meritato castigo per una crescita troppo compatta a protezione del percorso, graffiandosi le dita, lacerando il palmo delle mani, trattenendo le punte dei rami brandelli di pelle degli avambracci, provocando autentiche e profonde ferite fin sulle braccia, fin sotto le ascelle, incise dalle punte dei rami già spezzati, a forma di corte lame affumicate, così da sanguinare abbondantemente dopo aver provato una sensazione di strappo, di lacerazione indolore, dopo averne sentito il suono, dopo un lieve urto, una puntura prolungata, seguiti da urla, provocando corse e movimenti in apparenza insensati, come contorcimenti e mezze giravolte, con le labbra attaccate alla ferita, nel tentativo di impedire l&#8217;infezione succhiando, lambendo, mentre le pareti vegetali si richiudono senza lasciare tracce visibili delle violenze</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Nel labirinto disegnato dagli antichi tutti entrano per fingere di perdersi, all&#8217;ombra dei bossi cresciuti per secoli, nel buio degli angoli senza uscita, strisciando a ridosso dei muri vegetali, seguendo le false curve di un falso percorso, tutti sono perduti nel momento stesso di entrare affrontando il labirinto, costruito seguendo fedelmente un disegno millenario, muniti di strumenti in ogni caso inservibili, sia costringendo al rovesciamento istantaneo delle idee tradizionali d&#8217;orientamento sia, nel caso si fossero approntati strumenti capaci di funzionare in ogni frangente all&#8217;incontrario, costringendo alla resa questi ultimi strumenti particolarmente delicati, di cui si sono sempre viste le lancette impazzire, contorcersi, bucare il vetro, sbriciolarlo, assumendo, infine, il moto uniforme e incomprensibile delle lancette dell&#8217;orologio, solo un poco più accelerato.<span id="more-2026"></span></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">mentre tutti coloro che entrano devono saper rovesciare istantaneamente l&#8217;impulso di avvicinamento, arretrare anziché avanzare, rinunciando ad un passo in avanti apparentemente risolutore per scegliere in ogni occasione l&#8217;indispensabile dietro-front e i cento passi all&#8217;indietro, dovendosi convincere subito che il punto d&#8217;arrivo, una scala a chiocciola che sale fino a una piattaforma dove è stata alzata una statua, è soltanto illusorio e che il centro del labirinto, sempre il suo punto di arrivo, non deve essere considerato come centro ma situato in un punto qualunque, determinato a caso, dunque seguendo scrupolosamente il principio di casualità, scegliendo, che si possa veramente parlare di scelta è dubbio, la soluzione che non solo deve apparire abnorme rispetto ai comuni criteri di orientamento, ma addirittura gratuita, senza che sia necessariamente l&#8217;opposto, ma in ogni caso <em>altro</em>, da che non si sa con precisione assoluta, assumendo come principio generale che si può sperare di avvicinarlo lasciandolo costantemente alle spalle, che assumendo il dietro-front come prima soluzione generalmente esatta si può credere di non perdere contatto, più i giri si allargano, più i passi sembrano sprecati, i ritorni inutili,</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">dopo una serie di tentativi contrari, una volta capito che la prima regola è quella di procedere girando in modo di spostarsi verso l&#8217;esterno, evitando sempre di svoltare verso l&#8217;interno, cioè rifiutando la direzione normale della meta, cioè che per avvicinarsi occorre allontanarsi, poiché questo è il canone fondamentale imposto da chi ha immaginato e disegnato il labirinto, in modo che al suo interno divengono possibili tutti i giuochi, i movimenti più liberi, permettendo sempre, una volta che un determinato percorso è divenuto troppo noto, e i giuochi possibili conclusi in un numero fisso, di ritornare all&#8217;imprevedibilità con opportuni spostamenti e modifiche, con la costruzione di barriere e 1&#8242;abbattimento di altre, riducendo quelle che erano le svolte risolutive ad angoli senza uscita, aprendo altri falsi corridoi, senza contare l&#8217;aumento progressivo delle difficoltà determinato dalla crescita delle siepi di bosso che, infittendosi e elevandosi, sottraendo sempre più luce, accresce il finto timore di chi dispera di arrivare alla soluzione, sedendosi per terra, esausto, aspettando il soccorso di qualcuno più fortunato o geniale, costretto, nei casi estremi, a chiamare il custode, risolvendosi a una soluzione che tutti cercano di evitare come il massimo del punteggio negativo nella sconfitta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo essersi accertati della falsità anche della regola degli opposti, la soluzione rimane legata a una serie di coincidenze che nessuno, o quasi, riesce a ripetere, ricostruendo, cioè, l&#8217;intera serie secondo un ordine contrario alla ragione, così che non si può veramente decidere nel momento in cui ci si rende conto della propria posizione, così che ogni movimento, anche quello decisivo, il finale, deve essere compiuto per caso, con il dubbio aiuto del calcolo delle probabilità, secondo impulsi e spinte istintive che il più delle volte ingannano conducendo direttamente a cozzare contro le barriere più infittite, così che nell&#8217;istante che segue il passo risolutore, quando, dopo l&#8217;ultimo dietro-front alla cieca, ci si trova di fronte, senza averlo nemmeno presentito, alla spirale di marmo della scala a chiocciola, ansimanti si trova la forza di percorrerla correndo, saltando quanti gradini si può, raggiungendo con foga forsennata il piedistallo della statua, dove ci si installa, sedendosi con violenza, battendoci sopra il sedere con uno scatto</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">[da: Antonio Porta, <em>Partita</em>, Feltrinelli, Milano 1967. Ringraziamo Rosemary Liedl per la disponibilità e la gentile concessione]</p>
]]></content:encoded>
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		<title>sette proposizioni sulla competenza letteraria / yves citton. 2011</title>
		<link>http://gammm.org/index.php/2011/10/10/sette-proposizioni-sulla-competenza-letteraria-yves-citton-2011/</link>
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		<pubDate>Sun, 09 Oct 2011 22:01:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[kritik]]></category>
		<category><![CDATA[op. cit.]]></category>

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		<description><![CDATA[Sette proposizioni su come la competenza letteraria può funzionare per scardinare un’egemonia 1 – Fin dal suo emergere, la modernità ha controbilanciato le pretese filosofiche di una propria egemonia con pratiche letterarie in grado di sventarne le trappole e di rivelarne le imposture. 2 – La postura letteraria, in epoca moderna, insiste nel mettersi nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sette proposizioni su come la competenza letteraria può funzionare per scardinare un’egemonia</strong></p>
<p>1 – Fin dal suo emergere, la modernità ha controbilanciato le pretese filosofiche di una propria egemonia con pratiche letterarie in grado di sventarne le trappole e di rivelarne le imposture.</p>
<p>2 – La postura letteraria, in epoca moderna, insiste nel mettersi nella posizione di un servitore nell’atto di eludere le vane pretese del proprio padrone di turno.</p>
<p>3 – La competenza letteraria aiuta a riconoscere che gli esseri umani agiscono innanzitutto in quanto attori e che ogni forma di dominio riposa su una logica di spettacolo.</p>
<p>4 – La competenza letteraria consiste oggi nel saper mobilitare le virtualità delle forme discorsive per potersi aprire un varco in mezzo alle violente ambivalenze che caratterizzano la nostra epoca.</p>
<p>5 – La competenza letteraria esige di poter (e aiuta a) instaurare degli scarti, degli intervalli, degli spazi interstiziali all’interno dei flussi di comunicazione.</p>
<p>6 – La performance letteraria offre la protezione di un’enunciazione indiretta, derivata, riparata dietro la parola di un altro.</p>
<p>7 – La pratica dell’analisi del testo illustra al meglio la postura letteraria nella misura in cui concentra l’esercizio della competenza su ciò che sfugge alla competenza stessa.</p>
<p>(Da: Yves Citton, <em>La competence lettéraire: apprendre à (dè)jouer la maîtrise</em>, il verri, n. 45, febbraio 2011.)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>nicolas bourriaud</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 22:01:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
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		<category><![CDATA[kritik]]></category>
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		<description><![CDATA[[...] &#8220;materialismo dell&#8217;incontro&#8221; [Louis Althusser] o materialismo aleatorio. Tale materialismo assume come punto di partenza la contingenza del mondo, che non ha origine né senso che gli preesista, né ragione che gli assegnerebbe un fine. Così, l&#8217;essenza dell&#8217;umanità è puramente transindividuale, costituita dai legami che uniscono gli individui tra loro in forme sociali che sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://gammm.org/wp-content/uploads/2011/09/JPG"><img class="size-full wp-image-1817 alignnone" title="--" src="http://gammm.org/wp-content/uploads/2011/09/JPG" alt="" width="374" height="280" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">[...] &#8220;materialismo dell&#8217;incontro&#8221; [Louis Althusser] o materialismo aleatorio. Tale materialismo  assume come punto di partenza la contingenza del mondo, che non ha origine né senso che gli preesista, né ragione che gli assegnerebbe un fine. Così, l&#8217;essenza dell&#8217;umanità è puramente transindividuale, costituita dai legami che uniscono gli individui tra loro in forme sociali che sono sempre storiche (Marx: l&#8217;essenza umana è l&#8217;insieme dei rapporti sociali). Non esistono possibili &#8220;fine della storia&#8221; né &#8220;fine dell&#8217;arte&#8221;, poiché la partita si riavvia in permanenza, in funzione del contesto, cioè in funzione dei giocatori e del sistema che essi costruiscono o criticano. Hubert Darmsch vedeva nelle teorie della &#8220;fine dell&#8217;arte&#8221; il risultato di un&#8217;infelice confusione tra &#8220;fine del gioco&#8221; (game) e &#8220;fine della partita&#8221; (play): una nuova partita si annuncia non appena il contesto sociale cambia radicalmente, senza che il senso del gioco sia rimesso in questione.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo gioco interpersonale, che costituisce il nostro oggetto (Duchamp: &#8220;L&#8217;arte è un gioco fra tutti gli uomini di tutte le epoche&#8221;), supera nondimeno il quadro di ciò che per comodità potremmo chiamare &#8220;arte&#8221;: così le &#8220;situazioni costruite&#8221; esaltate dall&#8217;Internazionale situazionista sono parte integrante di questo &#8220;gioco&#8221;, malgrado Guy Debord, in ultima istanza, negasse loro ogni carattere artistico, vedendovi al contrario il &#8220;superamento dell&#8217;arte&#8221; tramite una rivoluzione della vita quotidiana.</p>
<p style="text-align: justify;">[Da: Nicolas Bourriaud, <em>Estetica relazionale</em>, Postmedia books, 2010. Dello stesso autore <a href="http://gammm.org/index.php/2007/03/29/da-postproduction-nicolas-bourriaud-2004/" target="_blank">--&gt;</a>. Foto: A. Broggi.]</p>
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		<title>engravings in the &#8220;trois frères&#8221; cave / unknown artist(s). 12000-13000 b.c.</title>
		<link>http://gammm.org/index.php/2011/09/16/engravings-in-the-trois-freres-cave-unknown-artists-12000-13000-b-c/</link>
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		<pubDate>Fri, 16 Sep 2011 06:31:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[art]]></category>
		<category><![CDATA[installazione]]></category>
		<category><![CDATA[op. cit.]]></category>

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		<description><![CDATA[[ sources: A.Broglio, Introduzione al Paleolitico, Laterza, Bari 1998: 2006(6): p. 254; &#38; http://www.donsmaps.com/cavepaintings3.html ]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><br class="spacer" /><a href="http://gammm.org/wp-content/uploads/2011/08/troisfreres_.jpg"><img class="size-full wp-image-1862 alignnone" style="border: 0pt none; margin: 11px 0px;" title="troisfreres_" src="http://gammm.org/wp-content/uploads/2011/08/troisfreres_.jpg" alt="" width="621" height="839" /></a><br />
<span id="more-1860"></span><br />
<a href="http://gammm.org/wp-content/uploads/2011/08/troisfreres_2_.jpg"><img class="size-full wp-image-1863 alignnone" style="border: 0pt none; margin: 11px 0px;" title="troisfreres_2_" src="http://gammm.org/wp-content/uploads/2011/08/troisfreres_2_.jpg" alt="" width="622" height="373" /></a><br />
<br class="spacer" /><br />
<br class="spacer" /><br />
<span style="font-size: xx-small;"><span>[ sources: A.Broglio, <em>Introduzione al Paleolitico</em>, Laterza, Bari 1998: 2006(6): p. 254; &amp; http://www.donsmaps.com/cavepaintings3.html ]</span></span><br />
<br class="spacer" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>eleven conversations / richard prince. 1976</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Sep 2011 06:31:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[art]]></category>
		<category><![CDATA[in english]]></category>
		<category><![CDATA[installazione]]></category>
		<category><![CDATA[op. cit.]]></category>

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		<description><![CDATA[Like most everybody else don’t like to be broke, that means I like money. Reaching in my pocket and feeling paper gives me meaning. But if I was to gamble in London with two best friends, I’d bring along credit cards. I’d feel uncomfortable if I was to bank out of neighbourhood and was told [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://gammm.org/wp-content/uploads/2011/05/richard-prince.jpg"><img class="size-full wp-image-1652 alignnone" title="richard prince" src="http://gammm.org/wp-content/uploads/2011/05/richard-prince.jpg" alt="" width="442" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Like most everybody else don’t like to be broke, that means I like money. Reaching in my pocket and feeling paper gives me meaning. But if I was to gamble in London with two best friends, I’d bring along credit cards. I’d feel uncomfortable if I was to bank out of neighbourhood and was told then insisted that my personal cheque was of no value, but on the same hand, I’d feel short if I was to treat aesthetic realism friends to dinner only to find I had small change.</p>
<p style="text-align: justify;">Like most everybody else I like to be entertained, that means I usually watch television. Prime time variety shuts me down. But when I festival with ‘new school’ friends, I get in deep with Bergman’s black and white. I’d feel funny backgrounding Friday nite poker with message and medium, but on the other hand, I’d feel silly if I visited minimal friends and brought along my baseball cards for trade.<span id="more-1644"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Like most everybody else I like to feel healthy, that means I try to stay young. Plenty of C and aid keeps me fit. But when I body build at gym where everyone is veed and ‘chinned up’, I pump iron. (studio black background voices repeat ‘chinned up&#8217;). I’d feel funny all day at the beach under an umbrella checking coop list, but on the other hand I’d feel self-conscious if I came for a morning meal at the farm, mirrored and oiled.</p>
<p style="text-align: justify;">Like most everybody else I like to fall in love, that means I usually try to gain the friendship and respect of someone who can fulfill my needs. But when I’m horny and need a fuck or a blow job or both, I’ll meet someone, get complete control and tell them lies. It would get complicated if I had two lovers and I had to reject the one I wanted immediately for the one I wanted in the future, but on the same hand, I wouldn’t feel, if I saved my love for someone I really really liked and found out later they had given theirs away.</p>
<p style="text-align: justify;">Like most everybody else I like to travel, that means a two hour freeway to plug the trailer in time for a cockout. But when I vacation, where everybody is tourist, I package seven  cities into six days. I’d feel funny ferrying the airstream around while island hopping, but on the other hand, I’d feel left out if I had stayed home Saturday and Sunday and found out Monday stores were closed and everybody wan on a three day weekend holiday.</p>
<p style="text-align: justify;">Like most everybody else I don’t like to be lonely, that means I haven’t seen anyone I’ve known or talked to anyone I haven’t known all day sometimes for three days only constantly to myself usually while I’m thinking a camera is following shooting me. Realizing suddenly that underneath it all the woman I married is a monster, I drive down slow where I can get love and don’t have to give it back. I wouldn’t feel any good if the only conversation I had all day was teller talk to a man behind a small black curtain in small brown box in a large freezing church, but on the same hand I wouldn’t feel better if I bought a small no hair dog with a back and forth tongue squeak bark and trained to keep me company.</p>
<p style="text-align: justify;">Like most everybody else I like to get high. That means I usually drink, snort a line, or listen to a good tenor. A couple of imported beers gets me into the mood. But when I commune, where everybody is eastern, I breathe through the stomach and meditate on ‘the way’. I’d feel funny I was to lotus on the bar stool, but on the other hand, I’d feel paranoid if I was to astro-project yoga class.</p>
<p style="text-align: justify;">Like most everybody else I like to get a good nite sleep. That means a nap and to bed at ten thirty makes me feel rested. But when the weekend comes, and everybody shines, shaves, and shampoos, I like to get wasted. I’d feel like a was in a ‘human press’ the next day if I had been videoing auto-destructive art with narrative friends on a Wednesday week-nite, but on the other hand I’d feel embarrassed if I doubled to the drive-in on Saturday and fell asleep snoring during intermission countdown.</p>
<p style="text-align: justify;">Like most everybody else I like to feel satisfied, that means I usually enjoy sex, having an orgasm makes me feel good. But when I party, where everyone is Levi’d and flared, I try to take both hands out of my pockets. I’d feel funny if I was to park with my girl and asked her to snap the rubber bands around my legs, but on the other hand I’d feel foolish if I was to orgy with wesson-oil friends, masturbate and then fall asleep.</p>
<p style="text-align: justify;">Like most everybody else I like to feel comfortable. That means I usually war sport clothes, a long sleeve sport shirt and a pair of slacks makes me feel relaxed, but when I go some place where everyone is dressed up, I wear a suit and a tie. I’d feel funny if I lounged around, all dressed up, and on the other hand I would be comfortable if I went some place dressy and wore my sport clothes.</p>
<p style="text-align: justify;">Like most everybody else I like to go hungry. That means I usually eat everything quick and handy. A sandwich and chips makes me feel full. But when I commune where everyone is natural I enjoy homecooked eggplant and orange squash all alone, but on the other hand I’d feel full of embarrassment if I was to eat with healthful friends and brought along snacks.</p>
<p style="text-align: justify;">[From: <em>Tracks</em>, No. 2, fall, 1976, pp. 41-46. Image: Richard Prince, <em>Joke on you</em>.]</p>
]]></content:encoded>
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		<title>giuliano mesa</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Aug 2011 06:31:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gammm</dc:creator>
				<category><![CDATA[op. cit.]]></category>
		<category><![CDATA[testo]]></category>

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		<description><![CDATA[- da tiresia. 2008 - ebook: nun. 2007]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><br class="spacer" /><br class="spacer" /></p>
<h3>- da <a title="g.mesa. tiresia" href="http://gammm.org/index.php/2008/05/18/da-tiresia-giuliano-mesa/" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">tiresia</span></a>. 2008</h3>
<h3>- <a title="j.derksen. but could I make a living from it" href="http://gammm.org/index.php/ebooks/" target="_blank">ebook</a>: nun. 2007</h3>
<p><br class="spacer" /><br class="spacer" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>da &#8220;in pratica&#8221; / magdalo mussio. 1967</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Aug 2011 06:31:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[art]]></category>
		<category><![CDATA[op. cit.]]></category>

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		<description><![CDATA[[ da V.Accame, Il segno poetico, Spirali, Milano 1977 ]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><br class="spacer" /><a href="http://gammm.org/wp-content/uploads/2010/12/MagdaloMussio_-da-In-pratica-1967_.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1375" title="MagdaloMussio_ da In pratica (1967)_" src="http://gammm.org/wp-content/uploads/2010/12/MagdaloMussio_-da-In-pratica-1967_.jpg" alt="" width="487" height="783" /></a><br class="spacer" /><br class="spacer" /><br class="spacer" />
<p align=right><font size=1>[ da V.Accame, <em>Il segno poetico</em>, Spirali, Milano 1977 ]</font></p>
<p><br class="spacer" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>vita di lenin / corrado costa. 1983</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Aug 2011 06:31:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[op. cit.]]></category>
		<category><![CDATA[testo]]></category>

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		<description><![CDATA[Con assoluta fedeltà e rispettato il tempo naturale della vita di Lenin. Riprodotti con assoluta fedeltà i sogni e le insonnie di Lenin. Integrali le ore dell&#8217;infanzia, i giorni della scuola, ripetuto tutto, anche le conversazioni occasionali alla fermata del tram. Rispettati i silenzi. I lapsus. Il film dura 54 anni. Si dovrebbe almeno rivederlo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><br class= spacer></p>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td width="407" valign="top">Con assoluta fedeltà<br />
e rispettato il tempo<br />
naturale<br />
della vita di Lenin.<br />
Riprodotti con assoluta fedeltà<br />
i sogni e le insonnie<br />
di Lenin. Integrali le ore<br />
dell&#8217;infanzia, i giorni<br />
della scuola, ripetuto tutto, anche le conversazioni<br />
occasionali alla fermata del tram.<br />
Rispettati i silenzi. I lapsus.<br />
Il film dura 54 anni.<br />
Si dovrebbe almeno<br />
rivederlo due volte.</td>
<td width="407" valign="top">
<padding right=30>With absolute fidelity<br />
the real time<br />
of Lenin’s life<br />
is respected.<br />
Reproduced with absolute fidelity<br />
the dreams and insomnia<br />
of Lenin. The crucial moments<br />
of childhood, the school<br />
years, everything is repeated, even random<br />
conversations at a bus stop.<br />
The silences are respected. The lapses.<br />
The movie lasts 54 years.<br />
You should see it<br />
at least twice.</padding></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><br class= spacer></p>
<p align=right><font size=1><font color=grey>[ Corrado Costa, <em>The Complete Films</em>, Red Hill Press,<br />
Los Angeles, 1983. English translation by Paul Vangelisti ]</font></font></p>
<p><br class= spacer></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>mothlight / stan brakhage. 1963</title>
		<link>http://gammm.org/index.php/2011/08/07/mothlight-stan-brakhage-1963/</link>
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		<pubDate>Sun, 07 Aug 2011 06:31:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[art]]></category>
		<category><![CDATA[op. cit.]]></category>
		<category><![CDATA[video & audio]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><br class=spacer><iframe width="595" height="499" src="http://www.youtube.com/embed/XaGh0D2NXCA" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><br class=spacer></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>scrittura / laura marcheschi. 1967</title>
		<link>http://gammm.org/index.php/2011/07/21/scrittura-laura-marcheschi-1967/</link>
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		<pubDate>Thu, 21 Jul 2011 06:31:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[art]]></category>
		<category><![CDATA[op. cit.]]></category>

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		<description><![CDATA[[ da V.Accame, Il segno poetico, Spirali, Milano 1977 ]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><br class="spacer" /><a href="http://gammm.org/wp-content/uploads/2010/12/LauraMarcheschi_-Scrittura-1967_.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1366" title="LauraMarcheschi_ Scrittura (1967)_" src="http://gammm.org/wp-content/uploads/2010/12/LauraMarcheschi_-Scrittura-1967_.jpg" alt="" width="491" height="517" /></a><br class="spacer" /><br class="spacer" /><br class="spacer" /></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-size: xx-small;">[ da V.Accame, <em>Il segno poetico</em>, Spirali, Milano 1977 ]</span></p>
<p><br class="spacer" /></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>cat&#8217;s cradle / stan brakhage. 1959</title>
		<link>http://gammm.org/index.php/2011/07/10/cats-cradle-stan-brakhage-1959/</link>
		<comments>http://gammm.org/index.php/2011/07/10/cats-cradle-stan-brakhage-1959/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 10 Jul 2011 06:31:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[art]]></category>
		<category><![CDATA[op. cit.]]></category>
		<category><![CDATA[video & audio]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><br class=spacer><iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="449" src="http://www.youtube.com/embed/Cur2P5Ym3Yw" width="565"></iframe><br class=spacer></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>da bibi (incipit) / charles pennequin. 2002</title>
		<link>http://gammm.org/index.php/2011/07/07/da-bibi-incipit-charles-pennequin-2002/</link>
		<comments>http://gammm.org/index.php/2011/07/07/da-bibi-incipit-charles-pennequin-2002/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 06 Jul 2011 22:01:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[en français]]></category>
		<category><![CDATA[op. cit.]]></category>
		<category><![CDATA[testo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://gammm.org/?p=1516</guid>
		<description><![CDATA[Salut à moi. Salut à toi. Salut tout le monde. Tout le monde salue. Tout le monde passe. Un par un. Tout le monde vient pour saluer tout le monde. Tout le monde dit salut tout le monde. Un monde qui passe. Je dis bonjour. Bonjour à tous. Un par un. Tout le monde me [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://gammm.org/wp-content/uploads/2011/07/little-gardens-by-junya-ishigami-ars-gallery-in-Omotesando.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1542" title="little gardens by junya ishigami - ars gallery in Omotesando" src="http://gammm.org/wp-content/uploads/2011/07/little-gardens-by-junya-ishigami-ars-gallery-in-Omotesando-300x215.jpg" alt="" width="300" height="215" /></a></p>
<p>Salut à moi. Salut à toi. Salut tout le monde. Tout le monde salue. Tout le monde passe. Un par un. Tout le monde vient pour saluer tout le monde. Tout le monde dit salut tout le monde. Un monde qui passe. Je dis bonjour. Bonjour à tous. Un par un. Tout le monde me dit bonjour.  Comment tu vas. Comment ça se passe. Où sont les enfants. Comment vont-ils. Qu’est-ce qu’ils fabriquent. Qu’est-ce qu’ils en disent. Quoi qu’ils pensent. Qu’est-ce qui les fait qu’on pense. Quit fait penser qu’on les pense. Que les enfants vous viennent. Qu’est-ce qu’ils viennent dire. Quoi qu’ils nous veulent encore. Qu’est-ce qu’ils veulent dire. Pourquoi ils pensent ainsi. Qu’est-ce qui les fait agir. Qu’est-ce qu’ils te font à toi. Qu’est-ce qu’ils te veulent donc. Et que leur réponds-tu. Pourquoi tu répondrais. Qu’est-ce qui te ferait répondre enfin. Et pourquoi tu te tairais. Pourquoi t’as inérêt à te taire. Pourquoi tu veux plus rien répondre. A qui tu répondrais. Quelles seraient tes réponses. A qui tu les donnerais. Il te viendrait plutôt des questions. A qui tu les poserais. Pourquoi il te viendrait l’envie de parler. D’avoir des mots. Des mots bien à toi. Des pensèes tiennes. Des dictons. Tu construis tes dictons. Tu penses en boule. Tu t’agites. T’es qu’une boule d’agissement. Tu penses plus. Tu viens tu vas. T’as plus d’orgueil. C’est quoi avoir son mot à dire. J’ai mes raisons. J’ai ma propre libido. Mes secrets. C’est quoi être intimement mêlé. Etre lié. Faire la vide. Souffler. Respirer. Pousser. Qu’est-ce qui nous vient. Qu’est-ce qui nous pousse dedans. Dehors. Qu’est-ce qu’on viendrait y faire. On viendrait rien y faire. On viendrait y pousser. Pousser sa voix. Pousser son corps en voix. Dan l’être. On nait. On nait d’un coup. En un coup de gueule. On n’a que ça. On na qu’une gueule. Qu’un corps. On nait qu’un seul jour. Il n’y a qu’un temps. On est tout seul dedans. Et pourtant tout le monde est autour. Tout le monde vous veille. On veille un mort. On lui dit bonjour. On vient pour le saluer. On salue le malentendu. On accoste. On aborde la question. On s’arrache et on s’arroche. On n’adhère pas. Ou on colle trop. On sent de la bouche. On transpire. On est gluant. On parle. On tousse. On crache. On pisse. On n’a pas de lien. On n’est pas marié. On n’est pas seul. On a des enfants. On a des femmes. On est parmi elles. On a sa petite femme. Son enfant. On le couve. On l’écrabouille. On l’étrangle. On entasse tout. Tous les plats sont entassés. On avale tout. On produit. On est tous sortis pareil. On est tous au même endroit. Tout le monde se touché. Tout le monde agit de même. Tout le monde sait jouer son va-tout. Son petit moi. Son petit chez-soi. On n’a pas d’abris. On n’a plus de corps. On est des poussés. Le temps fout le camp. On est dans le fout le camp. On n’est pas lié. Pourquoi je me lierais à moi. Pourquoi je me lierai à l’être qui est en moi. Pourquoi ja fais pareil que lui. Je suis dans son ombre. Et je me bouffe. Je suoi bouffé en lui. En l’autre. L’être en mon double. Je suis doublé. J’ai une langue double. Je pense en lui ou bien c’est lui qui men pense. Je pense son penser. Je gonfle. J’ouvre la bouche et je me pends dedans.  Je voudrais m’annuler. Annuler tout ce qui fait que je suis. Tout ce qui fait qu’on me reconnaît mon être. […]</p>
<p>[Da: Charles Pennequin, <em>bibi</em>, P.O.L., 2002. Image: Junya Ishigami, <em>Little Gardens</em>.]</p>
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		<title>da &#8220;note del guanciale&#8221; / sei shônagon. 1001-1010 II</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Jun 2011 22:24:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[42 Particolari eleganti e graziosi Indossare su una veste rossa un’ampia e giovanile sopravveste candida. Le uova di anatra. Un dolce di zucchero di vite, conservato nel ghiaccio e presentato in una coppetta di metallo. Un rosario di cristallo. I fiori di glicine. I fiori di prugno quando su di essi fiocchi la neve. Un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>42</p>
<p><em>Particolari eleganti e graziosi</em></p>
<p>Indossare su una veste rossa un’ampia e giovanile sopravveste candida. Le uova di anatra. Un dolce di zucchero di vite, conservato nel ghiaccio e presentato in una coppetta di metallo. Un rosario di cristallo. I fiori di glicine. I fiori di prugno quando su di essi fiocchi la neve. Un bambino graziosissimo che mangi fragole.</p>
<p>43</p>
<p>Gli insetti più curiosi sono il grillo-campanello di primavera, la cicala, la farfalla, il grillo-pino d’autunno, la cavalletta, il saltamartino, la lumaca marina, la libellula, la lucciola. Il minomushi è davvero commovente: si dice sia nato da un diavolo cui esso, con suo grande dolore, somiglia e che il genitore, dopo avergli fatto indossare una misera veste, lo abbia abbandonato dicendogli: “Torno presto, quando soffierà il vento d’autunno; aspettami” e quello, fiducioso, lo attenda tutti gli anni e, quando nell’ottavo mese sente il vento d’autunno, pianga “chichi, chichi (papà, papà)”. Le mosche invece sono odiose e prive di ogni grazia. Non sono tanto grosse da poter essere temute come nemici da parte dell’uomo; che orrore però quando si posano sul viso, specialmente in autunno, con le loro sudice zampette! Antipatici sono anche i nomi di persona composti con l’ideogramma “mosca”. Gli insetti d’estate sono invece piacevoli e graziosi: è divertente osservarli quando, avvicinata la lampada per guardare le illustrazioni di qualche racconto, volano sul libro. Le formiche sono detestabili; però è interessante vederle camminare sull’acqua in fila indiana, grazie alla loro leggerezza.</p>
<p>45</p>
<p><em>Cose disarmoniche</em></p>
<p>[…] Il sonno pesante di un uomo anziano. Un vecchio barbuto che mastichi ghiande, o una vecchia sdentata che mangi prugne acerbe storcendo la bocca. Una serva che indossi dei pantaloni rossi. Purtroppo al giorno d’oggi tutte sono bardate così. Un ufficiale di guardia alle porte, che vada in cerca di piaceri notturni con l’arco e le frecce ancora attaccati alla cintura. Ma ancora più volgare è se indossa una veste da caccia: vedendolo sempre passeggiare davanti agli appartamenti di una dama con la vistosa sopravveste rossa delle divisa di servizio, tanto temuta, si finisce per disprezzarlo. […]<span id="more-1509"></span></p>
<p>61</p>
<p>Una delle cose più suggestive è la cascata Silenziosa. Quella di Foru, poi, è così pittoresca che anche un Re della Legge andò con il suo seguito ad ammirarla. Quanto alla cascata di Nachi, basti dire che si trova nella regione di Kumano per desiderare recarvisi. La cascata del Boato la immaginiamo di una terrificante bellezza in un immane fragore di acque.</p>
<p>64</p>
<p>I ponti che prediligo sono l’Asamatsu, il Nagara, il ponte del Millepiedi, il Hamana, il ponte Solitario, il ponte di chiatte di Sano, il ponte Sorgente Scavata, il ponte di Gazza, il ponte delle Carici Selvatiche, il ponte di chiatte di Otsu. Pensiamo al ponte Mensola con paura e apprensione, essendo costituito da lunghe assi di legno gettate tra le due rive senza alcun supporto, però il nome è felice.</p>
<p>69</p>
<p>Mi sembra che i titoli di poesia più squisiti siano: La capitale, La pueraria, L’alga palustre, Il puledro, La grandine.</p>
<p>70</p>
<p><em>Situazioni preoccupanti</em></p>
<p>Essere la madre di un bonzo che vive da eremita sul monte Hiei per dodici anni. Andare in una notte senza luna  a incontrare una persona mai prima conosciuta e, non potendo accendere un lume perché “è scortese illuminare i volti altrui”, restare seduti uno di fronte all’altro nel buio. Quando, affidata una cosa preziosa, da consegnare a un amico, a un servo assunto da poco e di cui ancora non si conosce l’indole, si debba attenderne il ritorno oltre l’ora stabilita. Quando un bambino che ancora non parla scoppia a piangere e non si lascia abbracciare.</p>
<p>80</p>
<p><em>Situazioni e cose piacevoli</em></p>
<p>Assistere all’offerta propiziatrice delle bacchette di utsue. Il capo dei danzatori delle danze sacre. Chi, durante queste danze, regge il furihata. La lunghezza dei cavalli alla cerimonia del goryoe. I loti dello stagno di un villaggio, bagnati dalla pioggia. La grandezza dei burattini.</p>
<p>85</p>
<p><em>Volti da commiserarsi</em></p>
<p>Il volto di chi parla con la goccia al naso e muovendo la bocca come se stesse masticando qualcosa. Il volto delle donne con le sopracciglia interamente depilate.</p>
<p>96</p>
<p><em>Particolari irritanti</em></p>
<p>Dover ascoltare chi, trascinato dall’estro, si mette a suonare un koto stonato, senza preoccuparsi di accordarlo. Quando, parlando con un ospite, ci si accorge che la nostra attenzione sta per essere attratta dai discorsi piuttosto liberi che si odono provenire dalle stanze interne. Un amante che, ubriaco, continui a ripetere il medesimo discorso. L’aver fatto un pettegolezzo, senza accorgersi che l’interessato stava a sentire. Questo è imbarazzante, anche se la persona di cui si parla non è importante, o persino soltanto un servo. Quando, avendo fatto sosta per la notte in casa d’altri, dobbiamo sopportare le chiacchiere odiose della servitù. Quando qualcuno cui piace un bambino a noi odioso, lo loda, lo incensa e, imitandone la voce, ci fa sentire quel che avrebbe detto di spiritoso. Gli ignoranti che, al cospetto di una persona colta, citano, con gran sussiego ma a sproposito, nomi di personaggi famosi. Recitare a una persona una nostra poesia che non ci sembra particolarmente riuscita, e sentir dire in seguito che è stata molto apprezzata.</p>
<p>98</p>
<p><em>Cose deludenti</em></p>
<p>Che piova incessantemente anziché nevicare, durante la festa di Gosechi o nel giorno dei nomi di Buddha. Le riunioni stagionali che cadono nei giorni di grande purificazione. Attendere un avvenimento, facendo laboriosi preparativi, e dover sospendere tutto perché  sorge un contrattempo. […]</p>
<p>112</p>
<p>I boschi più belli sono il bosco di Campo Fluttuante, il bosco di Ueki, il bosco Rocce di Fiume, il bosco Tachigiki.</p>
<p>113</p>
<p>Le pianure più suggestive sono la pianura del Domani, la pianura di Awazu, la pianura dei Bambù Sottili, la pianura degli Hagi, la pianura Giardino</p>
<p>115</p>
<p><em>Rumori che a volte appaiono diversi dal solito</em></p>
<p>Il rumore delle carrozze al primo dell’anno; anche il canto degli uccelli. I colpi di tosse all’alba; e, soprattutto, la musica.</p>
<p><br class=spacer><br />
[Da: Sei Shônagon,<em> Note del guanciale</em>, SE, 2002.]<br />
<br class=spacer></p>
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