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	<title>G A M M M &#187; op. cit.</title>
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	<description>literature / criticism / installation(s) / research</description>
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		<title>cina / bob perelman. 1981</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 07:31:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[installazione]]></category>
		<category><![CDATA[op. cit.]]></category>
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		<description><![CDATA[Viviamo nel terzo mondo a partire dal sole. Numero tre. Nessuno ci dice cosa fare. La gente che ci ha insegnato a contare è stata molto gentile. È sempre tempo di partire. Se piove, o hai l’ombrello o non ce l’hai. Il vento ti porta via il cappello. Inoltre sorge il sole. Preferirei che le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://gammm.org/wp-content/uploads/2012/06/li-wei-freedegree-over-25th-story-2004-10-chancery-lane-gallery.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2753" title="li wei freedegree over 25th story 2004    10 chancery lane gallery" src="http://gammm.org/wp-content/uploads/2012/06/li-wei-freedegree-over-25th-story-2004-10-chancery-lane-gallery.jpg" alt="" width="250" height="253" /></a></p>
<p>Viviamo nel terzo mondo a partire dal sole. Numero tre. Nessuno ci dice cosa fare.<br />
La gente che ci ha insegnato a contare è stata molto gentile.<br />
È sempre tempo di partire.<br />
Se piove, o hai l’ombrello o non ce l’hai.<br />
Il vento ti porta via il cappello.<br />
Inoltre sorge il sole.<br />
Preferirei che le stelle non ci descrivessero l’un l’altro; preferirei che lo facessimo noi stessi.<br />
Corri davanti alla tua ombra.<br />
Una sorella che indica il cielo almeno una volta ogni dieci anni è una buona sorella.<br />
Il paesaggio è motorizzato.<br />
Il treno ti porta dove va.<br />
Ponti tra le acque.<br />
Gente dispersa su vaste distese di cemento, dirigendosi verso l’aeroplano.<br />
Non dimenticare cosa sembreranno il tuo cappello e le scarpe quando sarai introvabile.<br />
Anche le parole che fluttuano nell’aria fanno ombre blu.<br />
Se ha un buon sapore lo mangiamo.<br />
Cadono le foglie. Indica le cose.<br />
Cogli le cose giuste.<br />
<em>Ehi, sai che cosa?</em> Cosa? <em>Ho imparato a parlare.</em> Stupendo.<br />
La persona dalla testa incompleta scoppiò in lacrime.<br />
Mentre cadeva, che poteva fare la bambola? Niente.<br />
Va’ a dormire.<br />
Stai benissimo in pantaloncini. E anche la bandiera sta benissimo.<br />
Le esplosioni sono piaciute a tutti.<br />
Ora di alzarsi.<br />
Ma meglio abituarsi ai sogni.</p>
<p>[Bob Perelman, da <em>Primer</em>, Berkeley, This Press, 1981. Traduzione italiana di Massimiliano Manganelli, da: Fredric Jameson, <em>Postmodernismo</em>, Fazi, 2007. Immagine, Li Wei, <em>Freedegree over 25th Story</em>, 2004, 10 Chancery Lane Gallery, Hong Kong.]</p>
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		<title>indice de &#8220;la ratta&#8221; / günter grass.1986</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Apr 2012 06:30:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[op. cit.]]></category>
		<category><![CDATA[testo]]></category>

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		<description><![CDATA[Il primo capitolo in cui viene esaudito un desiderio, sull’Arca di Noè non c’è spazio per i ratti, dell’uomo non avanza che spazzatura, una nave cambia nome ripetutamente, i sauri si estinguono, entra in scena una vecchia conoscenza, una cartolina invita a partire per la Polonia, c’è chi si allena alla stazione eretta e possenti ticchettano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><br />
Il primo capitolo</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em>in cui viene esaudito un desiderio, sull’Arca di Noè non c’è spazio per i ratti, dell’uomo non avanza che spazzatura, una nave cambia nome ripetutamente, i sauri si estinguono, entra in scena una vecchia conoscenza, una cartolina invita a partire per la Polonia, c’è chi si allena alla stazione eretta e possenti ticchettano ferri da calza.<br />
<em><br />
Il secondo capitolo</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em>in cui si dà un nome ai maestri falsari e i ratti diventano di moda, la fine viene contestata, Hänsel e Gretel scappano via, il Terzo Programma trasmette notizie su Hamelin, qualcuno non sa se deve mettersi in viaggio, la nave getta l’ancora nel luogo della disgrazia, dopo ci sono le polpette, blocchi umani bruciano e popolazioni rattesche ingorgano il traffico per ogni dove.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il terzo capitolo</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em>in cui si compiono miracoli, Hänsel e Gretel vogliono urbanizzarsi, il nostro signor Matzerath dubita della Ragione, cinque amache sono occupate, il Terzo programma deve tacere, a Stege ci sono i saldi e in Polonia la penuria, un’attrice del cinema viene canonizzata e i tacchini fanno storia.</p>
<p><em>Il quarto capitolo</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em>in cui si dice addio, un contratto è maturo per la firma, Hänsel e Gretel arrivano, si rinvengono cacche di ratto, regna un’atmosfera domenicale, è l’Epilogo, alcune monete d’oro sono in soprannumero, Malskat deve andar soldato, riesce difficile staccarsi dalle donne e la nave getta l’ancora davanti a rocce cretacee.</p>
<p><em>Il quinto capitolo</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em>in cui una capsula spaziale è in orbita, il nostro signor Matzerath vede nero, la Ratta denuncia una mancanza di paura, la città di Gdańsk rimane esteriormente intatta, le donne litigano per le meduse, Hänsel e Gretel chiamano all’azione, l’educazione del genere umano continua e viene pronunciata una laudatio.</p>
<p><em>Il sesto capitolo</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em>in cui l’uomo-ratto diventa pensabile e viene sognato montando la guardia, la Ratta si dimostra pratica dei luoghi, l’erba casciubica lussureggia, le donne viaggiano sotto falso nome, subito dopo lo sgombero incomincia la storia postumana, la sorgente d’errore viene ravvisata in me, il Grande soldo ha il potere e Wilhelm Grimm un’idea.<span id="more-2547"></span></p>
<p><em>Il settimo capitolo</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em>in cui viene tenuto un discorso davanti al Bundestag, i Sette Nani sono degli individui, cinque donne sbarcano e vogliono fare un’esperienza, a voce alta e sommessa cantano le meduse, il nostro signor Matzerath arriva a destinazione, Malskat fa ginnastica gotica nel coro superiore, solitaria la Ratta si lagna, la Bella Addormentata si punge col fuso e la nave getta l’ancora sopra Vineta.</p>
<p><em>L’ottavo capitolo</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em>in cui trascorrono cinque minuti di silenzio, il compleanno segue il suo corso, la Ratta parla di eresie, il cucù canta nel film e nella realtà, le donne si fanno belle, Oskar striscia sotto le gonne, quasi tutto trova la propria fine e sulla Montagna del Vescovo si erigono croci.</p>
<p><em>Il nono capitolo</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em>in cui le donne rivivono, il paese è senza governo, regna una fame divorante, due mummie con accessori vengono traslate e dopo di ciò comincia l’agricoltura, ratto uccello e girasole sono una sola immagine, gli uomini esistono solo per finta, qualcosa sboccia, butta e si avviticchia per ogni dove, Oskar si intromette di bel nuovo e dopo la prima rotazione consonantica viene celebrata la festa di ringraziamento per il raccolto.</p>
<p><em>Il decimo capitolo</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em>in cui durante la cerimonia viene giù un temporale, il nostro signor Matzerath si fa valere, la Ratta suggerisce che il relitto alla deriva sia carico di segreti, il Principe se la squaglia, da Hamelin ci sono novità, i ratti in spessa folla si aspettano grandi cose, nessuna posta reca notizie da Travemünde, ma all’inizio della nuova era suonano le campane.</p>
<p><em>L’undicesimo capitolo</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em>in cui i Venuti diventano sedentari, il sonno incantato finisce orrendamente, a Hamelin un parto trigemino suscita meraviglia, nel processo di Lubecca ai falsari viene pronunciata la sentenza, l’Isola dei Granai è troppo angusta, ancora una volta il nostro signor Matzerath ha previsto tutto, i Watsoncrick mettono ordine e – siccome la posta porta buone notizie – la musica consola.</p>
<p><em>Il dodicesimo capitolo</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em>in cui una carrozza viaggia nel passato, due vecchi signori parlano di quei tempi, c’è un’altra Damroka dai riccioli belli, si collezionano pezzi da museo e s’ingrassano ratti, una triste notizia turba la festa di compleanno, Solidarność vince, ma niente rimane dell’uomo e l’ultima speranza si dilegua.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">[ da: Günter Grass, <em>La ratta</em>, traduzione di Bruna R. Bianchi / © Einaudi 1987 e 1997 ]</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 6px;"><br />
</span><a name="more"></a></p>
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		<title>nine photographs from &#8220;canary&#8221; / lieko shiga. 2007</title>
		<link>http://gammm.org/index.php/2012/03/23/nine-photographs-from-canary-lieko-shiga-2007/</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Mar 2012 07:31:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
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		<category><![CDATA[gif & slide]]></category>
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		<category><![CDATA[op. cit.]]></category>

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		<description><![CDATA[1 2 3 4 5 6 7 8 9 All pics from www.liekoshiga.com.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="1.jpg" href="http://gammm.org/wp-content/uploads/2011/10/lieko-shiga-restaurant-surtaj1.jpg">1 </a><a title="2.jpg" href="http://gammm.org/wp-content/uploads/2011/10/lieko-shiga-kaleidoscope-of-psychosis.jpg">2 </a><a title="3.jpg" href="http://gammm.org/wp-content/uploads/2011/10/lieko-shiga-bouquet1.jpg">3 </a><a title="4.jpg" href="http://gammm.org/wp-content/uploads/2011/10/lieko-shiga-bon-bon-hall.jpg">4 </a><a title="5.jpg" href="http://gammm.org/wp-content/uploads/2011/10/lieko-shiga-white-mountains.jpg">5 </a><a title="6.jpg" href="http://gammm.org/wp-content/uploads/2011/10/lieko-shiga-purple-mountain-housing.jpg">6 </a><a title="7.jpg" href="http://gammm.org/wp-content/uploads/2011/10/lieko-shiga-blue-grave.jpg">7 </a><a title="8.jpg" href="http://gammm.org/wp-content/uploads/2011/10/lieko-shiga-gift.jpg">8 </a><a title="9.jpg" href="http://gammm.org/wp-content/uploads/2011/10/lieko-shiga-seventeen-pulses.jpg">9 </a></p>
<p><em>All pics from <a href="http://www.liekoshiga.com">www.liekoshiga.com</a>.</em></p>
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		<title>appunti per il «vespro» e la «notte» / giuseppe parini</title>
		<link>http://gammm.org/index.php/2012/03/18/appunti-per-il-vespro-e-la-notte-giuseppe-parini-3/</link>
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		<pubDate>Sun, 18 Mar 2012 09:34:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[installazione]]></category>
		<category><![CDATA[op. cit.]]></category>
		<category><![CDATA[testo]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; 1. Cavagnola, fichetti, cartelle, tuttissimo. Matrone, Sibille, polla caduta, scompiglio, ordini per terra, mormorazione, amori. 2. Il marito una volta assisteva la moglie. Dipoi il servente la dama, ora non più. 3. Forastieri. Le milanesi gli rispondono con lingua e pronuncia milanese. Le dotte in francese facendo pompa ecc. 4. Al teatro gli altri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>1. Cavagnola, fichetti, cartelle, tuttissimo.<br />
Matrone, Sibille, polla caduta, scompiglio, ordini per terra, mormorazione, amori.<br />
2. Il marito una volta assisteva la moglie.<br />
Dipoi il servente la dama, ora non più.<br />
3. Forastieri. Le milanesi gli rispondono con lingua e pronuncia milanese. Le dotte in francese facendo pompa ecc.<br />
4. Al teatro gli altri vanno per sollevarsi delle fatiche.<br />
Tu solo vi vai per coronar coll’estrema le fatiche del giorno.<br />
5. Agli attori plaudi non quando il meritano, ma quando te ne vien capriccio. Il vulgo adoperi la ragione e quel senso che perciò è detto comune; ma le voglie repentine sieno sole la tua norma.<br />
6. Celibi.<br />
7. Marito colla sua bella.<br />
8. Bandò o nastro da notte ricamato a caratteri amorosi dalla bella.<br />
9. Collare o anello tessuto de’ capelli della bella.<br />
10. Nella platea discendi talora, accomunati co’ musici buffoni mutoli ecc.<br />
11. Degna talora gli uomini di talento; ma come lione ecc.<br />
12. Carte rapidamente mescolate. Così lesta scorrea Penelope colla spola ecc.<br />
13. Picciole dame usano etichetta fra loro, ma son dimenticate dalle grandi.<br />
14. Tabacchiera con figure oscene. Le dame o ne ridono o non arrossiscono.<br />
15. Seder pesante. Così piuma leggera che accrebbe leggerezza e mobilità ai capi delle dame, piomba come sasso nel vuoto.<br />
16. Araldici nuovi.<br />
17. Maraviglia de’ posteri pensando che tu abbi fatto ogni giorno tante cose per tanti anni.<span id="more-2679"></span><br />
18. Morte dell’eroe, funerale, apoteosi.<br />
19. Inferno, mostri varj, ombre pallide, tutte eguali, Giudici sedendo distribuiscon le pene. Tolgono agli uni il frutto de’ lor peccati, danno ad altri un premio che tornerà in loro danno.<br />
20. Donne di teatro. Amor guarda le dame e sorride ecc.<br />
21. Cavalier savio, dama savia.<br />
22. Caratteri di donne da visitare in teatro.<br />
23. In palco non ceder la mano, tornando ripigliarla.<br />
24. Nel partir dal palco cerchi dello staffiere per la mantiglia, la metta alla dama, ne acconci le code nel cappuccio.<br />
25. Porti il sacco, lo levi, lo adatti, segga in faccia alla dama, pulisca il cannocchiale, esibisca diavolotti ecc. porti ambasciate ecc.<br />
26. Il vulgo attenda al grande ed utile commercio, ma il cavaliere tagli.<br />
27. Giovinetti usciti di Collegio parlano d’Architet. d’Elettricità ecc.<br />
28. Novellista, Lettor di romanzi, Filosofo ciarliero, Pratico d’etichette, Frequentator di funzioni, Anectodista, Decidente di Musica, Metodico, Libertino, Suppletor di serventi, Direttor di forastieri.<br />
29. Imbecille che dà dei pranzi fa de’ piccoli viaggi, è alla moda. Felice finché ciò farà, altrimenti sarà dimenticato.<br />
30. Imbecille che ripete ciò che dicono i rispettati.<br />
31. Tu sarai in collegio, uscirai, ti daranno un birbino ecc.<br />
32. Ercole uccise Lino battendogli della cetra sul capo.<br />
33. Cavalieri che mantegon donne.<br />
34. Cavalieri sbirci che fanno la corte alle donne mantenute dagli altri<br />
35. Cavalieri che danno ciarle e protezione alle donne di teatro non potendo loro dare altro.<br />
36. Dame guardano ai ballerini, cavalieri alle ballerine.<br />
37. La dama che dispone i giochi ebbe cura d’unir l’amante all’amata, d’allontanarne il marito seccante e privo di dama relegandolo nell’angolo più lontano della stanza.<br />
38. Si accorse d’altri nascenti amori d’altri, e li collocò insieme co’ più semplici e meno abili a notare ogni cosa.<br />
39. Unì insieme i più illustri.<br />
40. Destinò colle dame decadute la nuova araldica, e co’ cavalieri decaduti il marito di lei, il quale ancora fa sonar la pronuncia de’ monti onde scese.<br />
41. Talora mise allo stesso tavolino le rivali per il piacer di vederne le smorfie.<br />
42. Là collocò due dame sessagenarie, con due cavalieri sessagenarj per sentire il coro delle loro tossi.<br />
43. Suocera che parla d’economia, la nuora ne sorride guardando in viso a’ giovani.<br />
44. Le avide brame con argentee piume volano intorno insieme a i piccioli sdegni, ed all’oblio che farà svanire dalle tavolette i segni della matita.<br />
45. Il teatro è un alveare, i palchi le celle, i giovani le api che fanno il miele.<br />
46. Alla partoriente, parlar de’ nuovi araldici.<br />
47. Cattiva aria del ridotto.<br />
48. Una volta i fanciulli si divertivano, e i padri attendevano agli studi. Ora il contrario.<br />
49. Uscirà dal collegio, e apprenderà i giochi ecc.<br />
50. al Corso<br />
Descrizione di cocchieri, cacciatori ecc.<br />
51. Cadetti ecc.<br />
52. Anecdotista galante.<br />
53. Bugiardo.<br />
54. Osceni e plebei nel discorso.<br />
55. Nel Vespro.<br />
Frattanto che io scrivo la moda si cangia. Divien lecito passar giornalmente di bella in bella. Qui si raccolgon varie dame. Pensa a cercar se qualcuna fra loro ti aggrada. Questa ecc.<br />
56. Nella conversazione.<br />
Amori che nascono<br />
Amori che finiscono<br />
Gelosie, dispetti ecc.<br />
57. Maschere. Chauvesouris, Amadj ecc.<br />
58. Marito servente amante occulto aspirante accidentale.<br />
59. Godere in un punto colla vista gli spettacoli, coll’udito la musica, coll’olfatto gli odori, col gusto gli sporgimenti, col tatto del ginocchio della dama.<br />
60. Nel vespro della partoriente.<br />
Dame e cavalieri protettori de’ birbanti.<br />
61. Primogeniti, cadetti, principj di musica, architettura ecc.<br />
62. Macte puer virtute nova: sic itur ad astra<br />
Dis genite, et geniture deos.<br />
Virg. En.<br />
63. Vos o patritius sanguis, cui vivere par est<br />
Occipite coeco, posticae occurrite sannae.<br />
Pers.<br />
64. Vespro.<br />
Necessità della nobiltà.<br />
65. Collegi, uscita da essi, birbino carrozzino ecc.<br />
66. Viene e fugge il tuttissimo, deità benefica.<br />
Fortunata la Dama che lo coglierà. Domattina chiamerà la mercantessa di mode, a cui farà baci e carezze mentre nella campagna d’inverno fa un freddo inchino alla moglie del medico o del pretore.<br />
67. Dialetto della Cavagnoli.<br />
68. Collegio.<br />
I figli in Coll.° lasciano giovani i padri ecc.<br />
Nuovi Araldici mettono i figli in Coll.° e se ne lagnano gl’illustri ecc.<br />
69. Teatro.<br />
Ma che non muta l’età? Si rivolgono i regni mentre che io canto, e si cambiano le mode galanti.<br />
70. Collegio.<br />
Parlare sulla natura e l’arte della nobiltà e della fortuna.<br />
Argomenti sofistici in contrario.<br />
71. Notte.<br />
Infinita licenza contro al nemico. Paragone co’ principi.<br />
72. Le Dame subalterne fanno la Corte alle Superiori<br />
73. Confidenza da padre a figlio.<br />
74. Cacciatori<br />
75. Cabriolè<br />
76. Donne ed uomini a cavallo<br />
77. Lista de’ visitanti<br />
78. Accademia<br />
Cavaliere che straccia dopo l’accademia il libro di Conclusioni Matematiche, inorridito di quelle cifre ecc<br />
Dama, o Cavalier invita ecc.<br />
Radunati e dato il segno del trasferirsi ecc. non si movono, dicendo che hanno tempo di seccarsi ecc.<br />
Alla recita parlano gridano ecc.<br />
Il recitante si dispetta del non essere ascoltato ecc.<br />
Stanno più attenti alla musica ecc.<br />
Cercan di fuggire ecc.<br />
Termina non rimanendovi più di cinque o sei persone.<br />
Quando recita il figlio dell’invitante i padri o gli amici tacciono, salvo a ciarlare quando recita il figlio altrui.<br />
79. Claudia<br />
Maggiordomi e paggi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">[da: Giuseppe Parini, <em>Il Giorno - Le Odi</em>, a cura di A. Calzolari; Garzanti, Milano 1975]</p>
<p style="text-align: right;">&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>da: &#8220;la sintassi e i generi&#8221; / elio pagliarani. 1959</title>
		<link>http://gammm.org/index.php/2012/03/13/da-la-sintassi-e-i-generi-elio-pagliarani-1959/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Mar 2012 06:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[op. cit.]]></category>
		<category><![CDATA[segnali e azioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Non ha senso negare l&#8217;identificazione lirica = poesia senza una reinvenzione dei generi letterari. E ciò è già stato storicamente dimostrato: il tempo e la realtà incaricatisi di rompere un diaframma, la poesia allarga i suoi contenuti, ma non può farlo se non dilatando in corrispondenza il vocabolario poetico. Ma arricchire il vocabolario non significa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><br class="spacer" /></p>
<p style="text-align: justify;">Non ha senso negare l&#8217;identificazione lirica = poesia senza una reinvenzione dei generi letterari. E ciò è già stato storicamente dimostrato: il tempo e la realtà incaricatisi di rompere un diaframma, la poesia allarga i suoi contenuti, ma non può farlo se non dilatando in corrispondenza il vocabolario poetico. Ma arricchire il vocabolario non significa necessariamente arricchire il discorso, può anche voler dire che si arreca turbamento e confusione. Nessun vocabolo ha illimitate capacità di adattamento (e quante più ne ha tanto più è semanticamente avvilito); ogni vocabolo ha i suoi precisi problemi sintattici, si muove in un&#8217;<em>area sintattica</em>. E la dilatazione lessicale postulerà una sintassi del periodo, non soltanto della mera proposizione. Le diverse soluzioni sintattiche imprimono al discorso tensione durata ritmo diversi: questa designazione di tonalità, questa specificazione di struttura appartengono per definizione ai generi letterari. La reinvenzione dei generi è quindi la necessaria conseguenza della più ampia e variata modulazione sintattica del discorso poetico conseguente all&#8217;arricchimento del lessico.</p>
<p style="text-align: justify;">[...]</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">[ in Elio Pagliarani, <em>Tutte le poesie (1946-2005)</em>, Garzanti, Milano 2006, pp. 459-460 : 459]</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>fusione di terza fase / giulio marzaioli. 2011</title>
		<link>http://gammm.org/index.php/2011/12/08/fusione-di-terza-fase-giulio-marzaioli-2011/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Dec 2011 08:31:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[art]]></category>
		<category><![CDATA[installazione]]></category>
		<category><![CDATA[op. cit.]]></category>

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		<description><![CDATA[FUSIONE DI TERZA FASE from Giulio Marzaioli on Vimeo. Il progetto in fasi di Giulio Marzaioli nasce con Moduli di prima fase (La Camera Verde, collana ‘felix’), prosegue con Voci di seconda fase (Arcipelago, collana ‘ChapBook’) e, in terza fase, con una fusione di moduli e voci. Sui testi di prima e seconda fase, grazie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><br class=spacer></p>
<p align=center>
<iframe src="http://player.vimeo.com/video/29091772?title=0&amp;byline=0&amp;portrait=0" width="400" height="300" frameborder="0" webkitAllowFullScreen mozallowfullscreen allowFullScreen></iframe></p>
<p>
<p align=center><a href="http://vimeo.com/29091772">FUSIONE DI TERZA FASE</a> from <a href="http://vimeo.com/user7539483">Giulio Marzaioli</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
<p><br class=spacer></p>
<div><span style="color: #808080;">Il progetto in fasi di Giulio Marzaioli nasce con <em>Moduli di prima fase</em> (La Camera Verde, collana ‘felix’), prosegue con <em>Voci di seconda fase</em> (Arcipelago, collana ‘ChapBook’) e, in terza fase, con una fusione di moduli e voci. Sui testi di prima e seconda fase, grazie all’intervento di Gaia Rinaldelli, sono state compiute analisi di linguistica computazionale. Attraverso l’elaborazione dei dati ottenuti si è ricavata una partitura verbale che viene sottratta alla lettura per andare a costituire il tessuto sonoro del terzo atto. All’ascolto e alla visione è quindi offerta questa ulteriore tappa del percorso che l’autore, con la collaborazione di Michele Zaffarano, affida al film <em>Fusione di terza fase</em>.</span></div>
<p><br class=spacer><br class=spacer></p>
<p style="text-align: justify;"><font size=1>[ <font color=grey>Questa la partitura verbale:</font><br />
<br class=spacer><span id="more-2141"></span><br />
fondo strada campagna/fondo somigliare staccare/fondo trovare uscire/fondo solito programma/fondo sentire suono/fondo palloncino staccare/fondo mare martedì/fondo grado grado/fondo foro trovare/fondo fondo palloncino/fondo fondo grado/fondo fondo filo/fondo filo mare/fondo acquario staccare/staccare fondo fondo/guardare fondo somigliare/sentire fondo mare/pesce fondo mare/mano fondo strada/guardare fondo fermentare/fumo fondo acquario/fondo fondo palloncino/fondo fondo grado/fondo fondo filo/acquario fondo solito/acquario fondo foro/staccare fondo fondo/grado guardare fondo/uscire vetro fondo/suono sentire fondo/strada campagna fondo/staccare mano fondo/sentire staccare fondo/ritorni acqua fondo/largo acquario fondo/guardare staccare fondo/campagna staccare fondo/bruciare staccare fondo//almeno qualche volta poter cambiare idea//fondo affiorare linea/fondo scomparire linea/fondo soffiare linea/fondo iniziare linea/fondo mare linea/fondo uscire linea/fondo trovare linea/fondo restare linea/fondo distanza linea/fondo strada linea/fondo strada martedì/fondo campagna martedì/fondo guardare martedì/fondo staccare martedì/fondo palloncino martedì/fondo incrinare martedì/fondo vetro martedì/fondo acquario martedì/fondo mano martedì/fondo fermentare martedì/fondo palloncino suono/fondo acqua suono/fondo mano suono/fondo strada suono/fondo campagna suono/fondo familiare suono/fondo guardare suono/fondo mare suono/fondo marmo suono/fondo dividere suono//lavorare tutti e lavorare meno. oppure una fuga periodica//suono scavare costante/suono cerchi suono/suono dimenticare versi/suono diverso potenziale/suono familiare affiorare/suono familiare versi/suono ombra luce/suono accendere filo/suono produrre fumo/suono vita mente/suono scavare fossile/suono scavare lavare/suono scavare spillo/suono sentire fondo/suono solito programma/suono suono accendere/suono vecchio canzone/suono ombra vetro/martedì suono scavare/staccare suono familiare/cerchi suono sentire/crescere suono familiare/fossile suono scavare/fumo suono suono/luce suono ombra/alcol suono vecchio/orizzonte suono cerchi/uscire suono ombra/passato suono produrre/planck suono dimenticare/sentire suono vita/suono suono accendere/uscire suono diverso/ombra suono solito/futuro martedì suono/cambiare uscire suono/costante Planck suono/costante uscire suono/dimenticare luce suono/fatto ombra suono/fermentare staccare suono/bruciare passato suono/fumo suono suono/suono cerchi suono/palloncino martedì suono/produrre alcol suono/produrre fumo suono/somigliare crescere suono/somigliare staccare suono/staccare orizzonte suono/fondo sentire suono//godersi quei momenti. se non fosse per il vuoto, anche paracaduti­smo//suono fiato foro/suono cambiare foro/suono spillo foro/suono guardare foro/suono busto foro/suono fondo foro/suono filo foro/suono ritorni foro/suono giorno foro/suono banda foro/suono affiorare linea/suono restare linea/suono palloncino liena/suono mano linea/suono scomparie linea/suono millenio linea/suono trovare linea/suono distanza linea/suono ricordo linea/suono acqua linea/suono staccare vetro/suono fondo vetro/suono restare vetro/suono grado vetro/suono scomparire vetro/suono uscire vetro/suono produrre vetro/suono filo vetro/suono ombra vetro/suono fermentare vetro//prima riuscire a dormire, dormire seriamente. accettare di essere al mondo//martedì grado vetro/martedì acqua vetro/martedì affiorare vetro/martedì somigliare vetro/martedì soffiare vetro/martedì parlare vetro/martedì incrinare vetro/martedì sentire vetro/martedì perdere vetro/martedì dimenticare vetro/martedì affiorare linea/martedì scomparire linea/martedì soffiare linea/martedì’ incrinare linea/martedì palloncino linea/martedì mano linea/martedì fermentare linea/martedì scompiagliare linea/martedì giusto linea/martedì fatto linea/martedì restare suono/martedì solito suono/martedì ombra suono/martedì staccare suono/martedì costante suono/martedì affiorare suono/martedì vecchio suono/martedì somigliare suono/martedì canzone suono/martedì acquario suono/martedì suono scavare/martedì strada campagna/martedì spillo tasca/martedì spillo forare/martedì sguardo ritorni/martedì perdere uscire/martedì osservare mano/martedì mare restare/martedì mare accendere/martedì giorno banda/martedì fossile scomparire/martedì filo staccare/martedì accadere luce/martedì accadere linea/foro martedì spillo/uscire martedì sguardo/uascire martedì perdere/uscire martedì osservare/uscire martedì accadere/trovare martedì accadere/palloncino martedì suono/mare martedì fossile/giorno martedì giorno/futuro martedì suono/concentrare martedì filo/alcol martedì strada/acqua martedì mare/concentrare foro martedì/tasca futuro martedì/restare palloncino martedì/restare acqua martedì/produrre alcol martedì/palloncino trovare martedì/fondo mare martedì/fatto giorno martedì/acquario conecentrare martedì//ideale sarebbe un deserto con finestra vista mare//martedì grado vetro/martedì acqua vetro/martedì affiorare vetro/martedì somigliare vetro/martedì soffiare vetro/martedì parlare vetro/martedì incrinare vetro/martedì sentire vetro/martedì perdere vetro/martedì dimenticare vetro/martedì affiorare linea/martedì scomparire linea/martedì soffiare linea/martedì’ incrinare linea/martedì palloncino linea/martedì mano linea/martedì fermentare linea/martedì scompiagliare linea/martedì giusto linea/martedì fatto linea/martedì restare suono/martedì solito suono/martedì ombra suono/martedì staccare suono/martedì costante suono/martedì affiorare suono/martedì vecchio suono/martedì somigliare suono/martedì canzone suono/martedì acquario suono//sbrigarsi a lasciare qualcosa. una cosa che abbia senso//foro martedì spillo/foro trovare grado/foro passare verso/foro passare passare/foro banda fiato/guardare foro passare/concentrare foro passare/concentrare foro martedì/fondo foro trovare/uscire concentrare foro/guardare guardare foro/fiato guardare foro/dimenticare concentare foro/acqua fondo foro//andare in una discarica. vedere cose rotte//foro cambiare fondo/foro verso fondo/foro spillo fondo/foro soffiare fondo/foro ritorni fondo/foro rimanere fondo/foro giorno fondo/foro banda fondo/foro filo fondo/foro acqua fondo/foro fiato martedì/foro cambiare martedì/foro torace martedì/foro soffiare martedì/foro pungere martedì/foro passare martedì/foro guardare martedì/foro forare martedì/foro codice martedì/foro rimanere martedì/foro fiato linea/foro torcere linea/foro ritorni linea/foro giorno linea/foro banda linea/foro uscire linea/foro guardare linea/foro trovare linea/foro martedì linea//aiutare maggiormente. soprattutto praticare un qualsiasi sport di squadra//linea scomparire dire/linea strada campagna/linea spilli uscire/linea spilli filo/linea scomparire vedere/linea scomparire soffiare/linea scomparire produrre/linea scomparire giorno/linea incrinare segnare/linea incrinare bere/affiorare linea scomparire/affiorare linea incrinare/strada linea spilli/guardare linea strada/accadere linea spilli/terra affiorare linea/sutura affiorare linea/separare affiorare linea/ricordo affiorare linea/palloncino affiorare linea/niente affiorare linea/martedì accadere linea/marmo affiorare linea/iniziare guardare linea/distanza strada linea/vetro scomparire linea/vetro palloncino linea/vetro fermentare linea/vetro affiorare linea/vetro acqua linea/vetro staccare linea/vetro millennio linea/vetro produrre linea/vetro mano linea/vetro fondo linea//correre tutti di meno. fare jogging tutti i giorni//vetro vetro filo/vetro uscire acqua/vetro trovare fermentare/vetro toccare ricordo/vetro incrinare acquario/vetro grado uscire/vetro fondo osservare/vetro filo produrre/vetro curvare sguardo/vetro acqua luce/vetro vetro filo/uva vetro trovare/uscire vetro uscire/uscire vetro fondo/uscire vetro curvare/staccare vetro vetro/pesce vetro filo/pesce vetro acqua/ombra vetro incrinare/luce vetro toccare/luce vetro grado/acqua luce vetro/trovare uscire vetro/suono ombra vetro/staccare vetro vetro/perdere uscire vetro/grado uscire vetro/fisso staccare vetro/cogliere uva vetro/campagna uscire vetro/accendere pesce vetro//tra reale e immaginario. passare più volte il confine//vetro acqua fondo/vetro staccare fondo/vetro uscire fondo/vetro strada fondo/vetro palloncino fondo/vetro campagna fondo/vetro fermentare fondo/vetro grado fondo/vetro affiorare fondo/vetro scomparire fondo//vetro cambiare foro/vetro uscire foro/vetro fiato foro/vetro torcere foro/vetro rimanere foro/vetro guardare foro/vetro busto foro/vetro grado foro/vetro soffiare foro/vetro acqua foro//bisogna dedicarsi ad un lavoro manuale]<br />
</font></p>
<p><br class=spacer></p>
]]></content:encoded>
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		<title>da &#8221;c&#8217;è bufera dentro la madre&#8221; / stefano guglielmin. 2010</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 05:00:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[op. cit.]]></category>
		<category><![CDATA[testo]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; 7. quando serve, dà alla fabbrica sfogo: di notte cola sifoni e fa mestruo nei fondi. di giorno, spurga lavoro. toglie pane e scarpe, se chiude, svena. oppure il profitto che è grano, matura, e allora cieca la gatta lecca nel gruppo, prepara per tutti il natale. 8. cura col maglio il rischio d’impresa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>7.</p>
<p>quando serve, dà alla fabbrica sfogo: di notte<br />
cola sifoni e fa mestruo nei fondi. di giorno, spurga lavoro.<br />
toglie pane e scarpe, se chiude, svena. oppure il profitto<br />
che è grano, matura, e allora cieca<br />
la gatta lecca nel gruppo, prepara per tutti il natale.</p>
<p>8.</p>
<p>cura col maglio il rischio d’impresa e con metafore vive:<br />
sangue che gira dove non sa, e cresce. annusa il <em>tractatus<br />
</em>ci pesca un dedalo nuovo dove posare la pietra. dove pensare.<br />
il meglio lo intaglia dal verbo, il peggio, dalla scatola<br />
in cui semina vento. e nazione, se lievita male.</p>
<p>13.</p>
<p>unto dal bendidìo, si chiede in quale bolgia o canale<br />
finirà di traverso, invecchiando. sin da bamboccio, comunque,<br />
versa l’acqua sul capo, la domenica, va lindo incontro<br />
al suo uovo. poi di sera lo sveste, ne tasta la buccia<br />
col dito. di giorno l’insetto scompare.</p>
<p><span id="more-2121"></span></p>
<p>16.</p>
<p>magri dal fondo della buca, gli altri chiedono denari<br />
e una briciola di polka, per la sera. nemmeno alle ceneri<br />
lui invece smette d’ingrassare. appena può, siede sull’orlo<br />
della crepa, con in capo l’elmo a credito e la spocchia<br />
di chi ha i numeri migliori.</p>
<p>27.</p>
<p>vivono grattando becchime, pensa, stando ritti sul palo<br />
a stormi, di turno in turno, e minacciosi. poi però, in segreto,<br />
li invidia alla mensa, mentre fumano insieme o in famiglia<br />
la sera. non sa che il crepo è totale, che smangia i bordi<br />
anche al nido.</p>
<p>31.</p>
<p>aspetta il precipizio sull’orlo. studia inglese, intanto, compra.<br />
tutto questo gli sfuoca la vista e le tasche. il tempo che resta<br />
lo sconta sul palmo, dove la linea si svita: la legge controvoglia<br />
scartando di muso. dei bisonti su pietra cerca il solido letto<br />
e il rosso corpo che scalcia.</p>
<p>34.</p>
<p>se dalla luna, lui, portasse indietro un grammo di ragione<br />
o il suo lume. se studiasse i modi finiti e infiniti di spinoza<br />
e vi scavasse dentro una pozza di vita vera. se insabbiasse<br />
il perno che lo lega alla pancia del denaro. se ogni tanto<br />
si girasse come l’angelo di klee. se inorridisse.</p>
<p style="text-align: right;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">[Da: Stefano Guglielmin, <em>C'è bufera dentro la madre</em>, prefazione di C. Annino, L'arcolaio, Forlì 2010]</p>
<p style="text-align: right;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>da &#8220;partita&#8221; / antonio porta. 1967</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Nov 2011 05:30:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[op. cit.]]></category>
		<category><![CDATA[segnali e azioni]]></category>
		<category><![CDATA[testo]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; che si trovano nel labirinto, ansimanti, che corrono in direzioni sempre sbagliate, che non sono arrivati a capire nemmeno i principi generali di una regola pur contraddetta, e dunque ridono oppure si disperano, colti da accessi di rabbia si avventano contro le siepi, cercano di svellere le radici, di sollevarle almeno in parte nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">che si trovano nel labirinto, ansimanti, che corrono in direzioni sempre sbagliate, che non sono arrivati a capire nemmeno i principi generali di una regola pur contraddetta, e dunque ridono oppure si disperano, colti da accessi di rabbia si avventano contro le siepi, cercano di svellere le radici, di sollevarle almeno in parte nel tentativo di aprirsi un varco nella trama fittissima dei rami sottili del bosso, nel tessuto delle piccole foglie dure e lucide, strappando pezzetti di rami neri e taglienti, vanamente districandoli, stretti come sono l&#8217;uno all&#8217;altro in numerosi tipi di intreccio, scuotendoli come per scalzare la loro intollerabile impenetrabilità, schiaffeggiando le pareti, i muri vegetali, come per infliggere il meritato castigo per una crescita troppo compatta a protezione del percorso, graffiandosi le dita, lacerando il palmo delle mani, trattenendo le punte dei rami brandelli di pelle degli avambracci, provocando autentiche e profonde ferite fin sulle braccia, fin sotto le ascelle, incise dalle punte dei rami già spezzati, a forma di corte lame affumicate, così da sanguinare abbondantemente dopo aver provato una sensazione di strappo, di lacerazione indolore, dopo averne sentito il suono, dopo un lieve urto, una puntura prolungata, seguiti da urla, provocando corse e movimenti in apparenza insensati, come contorcimenti e mezze giravolte, con le labbra attaccate alla ferita, nel tentativo di impedire l&#8217;infezione succhiando, lambendo, mentre le pareti vegetali si richiudono senza lasciare tracce visibili delle violenze</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Nel labirinto disegnato dagli antichi tutti entrano per fingere di perdersi, all&#8217;ombra dei bossi cresciuti per secoli, nel buio degli angoli senza uscita, strisciando a ridosso dei muri vegetali, seguendo le false curve di un falso percorso, tutti sono perduti nel momento stesso di entrare affrontando il labirinto, costruito seguendo fedelmente un disegno millenario, muniti di strumenti in ogni caso inservibili, sia costringendo al rovesciamento istantaneo delle idee tradizionali d&#8217;orientamento sia, nel caso si fossero approntati strumenti capaci di funzionare in ogni frangente all&#8217;incontrario, costringendo alla resa questi ultimi strumenti particolarmente delicati, di cui si sono sempre viste le lancette impazzire, contorcersi, bucare il vetro, sbriciolarlo, assumendo, infine, il moto uniforme e incomprensibile delle lancette dell&#8217;orologio, solo un poco più accelerato.<span id="more-2026"></span></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">mentre tutti coloro che entrano devono saper rovesciare istantaneamente l&#8217;impulso di avvicinamento, arretrare anziché avanzare, rinunciando ad un passo in avanti apparentemente risolutore per scegliere in ogni occasione l&#8217;indispensabile dietro-front e i cento passi all&#8217;indietro, dovendosi convincere subito che il punto d&#8217;arrivo, una scala a chiocciola che sale fino a una piattaforma dove è stata alzata una statua, è soltanto illusorio e che il centro del labirinto, sempre il suo punto di arrivo, non deve essere considerato come centro ma situato in un punto qualunque, determinato a caso, dunque seguendo scrupolosamente il principio di casualità, scegliendo, che si possa veramente parlare di scelta è dubbio, la soluzione che non solo deve apparire abnorme rispetto ai comuni criteri di orientamento, ma addirittura gratuita, senza che sia necessariamente l&#8217;opposto, ma in ogni caso <em>altro</em>, da che non si sa con precisione assoluta, assumendo come principio generale che si può sperare di avvicinarlo lasciandolo costantemente alle spalle, che assumendo il dietro-front come prima soluzione generalmente esatta si può credere di non perdere contatto, più i giri si allargano, più i passi sembrano sprecati, i ritorni inutili,</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">dopo una serie di tentativi contrari, una volta capito che la prima regola è quella di procedere girando in modo di spostarsi verso l&#8217;esterno, evitando sempre di svoltare verso l&#8217;interno, cioè rifiutando la direzione normale della meta, cioè che per avvicinarsi occorre allontanarsi, poiché questo è il canone fondamentale imposto da chi ha immaginato e disegnato il labirinto, in modo che al suo interno divengono possibili tutti i giuochi, i movimenti più liberi, permettendo sempre, una volta che un determinato percorso è divenuto troppo noto, e i giuochi possibili conclusi in un numero fisso, di ritornare all&#8217;imprevedibilità con opportuni spostamenti e modifiche, con la costruzione di barriere e 1&#8242;abbattimento di altre, riducendo quelle che erano le svolte risolutive ad angoli senza uscita, aprendo altri falsi corridoi, senza contare l&#8217;aumento progressivo delle difficoltà determinato dalla crescita delle siepi di bosso che, infittendosi e elevandosi, sottraendo sempre più luce, accresce il finto timore di chi dispera di arrivare alla soluzione, sedendosi per terra, esausto, aspettando il soccorso di qualcuno più fortunato o geniale, costretto, nei casi estremi, a chiamare il custode, risolvendosi a una soluzione che tutti cercano di evitare come il massimo del punteggio negativo nella sconfitta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo essersi accertati della falsità anche della regola degli opposti, la soluzione rimane legata a una serie di coincidenze che nessuno, o quasi, riesce a ripetere, ricostruendo, cioè, l&#8217;intera serie secondo un ordine contrario alla ragione, così che non si può veramente decidere nel momento in cui ci si rende conto della propria posizione, così che ogni movimento, anche quello decisivo, il finale, deve essere compiuto per caso, con il dubbio aiuto del calcolo delle probabilità, secondo impulsi e spinte istintive che il più delle volte ingannano conducendo direttamente a cozzare contro le barriere più infittite, così che nell&#8217;istante che segue il passo risolutore, quando, dopo l&#8217;ultimo dietro-front alla cieca, ci si trova di fronte, senza averlo nemmeno presentito, alla spirale di marmo della scala a chiocciola, ansimanti si trova la forza di percorrerla correndo, saltando quanti gradini si può, raggiungendo con foga forsennata il piedistallo della statua, dove ci si installa, sedendosi con violenza, battendoci sopra il sedere con uno scatto</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">[da: Antonio Porta, <em>Partita</em>, Feltrinelli, Milano 1967. Ringraziamo Rosemary Liedl per la disponibilità e la gentile concessione]</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>sette proposizioni sulla competenza letteraria / yves citton. 2011</title>
		<link>http://gammm.org/index.php/2011/10/10/sette-proposizioni-sulla-competenza-letteraria-yves-citton-2011/</link>
		<comments>http://gammm.org/index.php/2011/10/10/sette-proposizioni-sulla-competenza-letteraria-yves-citton-2011/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 09 Oct 2011 22:01:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[kritik]]></category>
		<category><![CDATA[op. cit.]]></category>

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		<description><![CDATA[Sette proposizioni su come la competenza letteraria può funzionare per scardinare un’egemonia 1 – Fin dal suo emergere, la modernità ha controbilanciato le pretese filosofiche di una propria egemonia con pratiche letterarie in grado di sventarne le trappole e di rivelarne le imposture. 2 – La postura letteraria, in epoca moderna, insiste nel mettersi nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sette proposizioni su come la competenza letteraria può funzionare per scardinare un’egemonia</strong></p>
<p>1 – Fin dal suo emergere, la modernità ha controbilanciato le pretese filosofiche di una propria egemonia con pratiche letterarie in grado di sventarne le trappole e di rivelarne le imposture.</p>
<p>2 – La postura letteraria, in epoca moderna, insiste nel mettersi nella posizione di un servitore nell’atto di eludere le vane pretese del proprio padrone di turno.</p>
<p>3 – La competenza letteraria aiuta a riconoscere che gli esseri umani agiscono innanzitutto in quanto attori e che ogni forma di dominio riposa su una logica di spettacolo.</p>
<p>4 – La competenza letteraria consiste oggi nel saper mobilitare le virtualità delle forme discorsive per potersi aprire un varco in mezzo alle violente ambivalenze che caratterizzano la nostra epoca.</p>
<p>5 – La competenza letteraria esige di poter (e aiuta a) instaurare degli scarti, degli intervalli, degli spazi interstiziali all’interno dei flussi di comunicazione.</p>
<p>6 – La performance letteraria offre la protezione di un’enunciazione indiretta, derivata, riparata dietro la parola di un altro.</p>
<p>7 – La pratica dell’analisi del testo illustra al meglio la postura letteraria nella misura in cui concentra l’esercizio della competenza su ciò che sfugge alla competenza stessa.</p>
<p>(Da: Yves Citton, <em>La competence lettéraire: apprendre à (dè)jouer la maîtrise</em>, il verri, n. 45, febbraio 2011.)</p>
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		<title>nicolas bourriaud</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 22:01:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[art]]></category>
		<category><![CDATA[kritik]]></category>
		<category><![CDATA[op. cit.]]></category>
		<category><![CDATA[testo]]></category>

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		<description><![CDATA[[...] &#8220;materialismo dell&#8217;incontro&#8221; [Louis Althusser] o materialismo aleatorio. Tale materialismo assume come punto di partenza la contingenza del mondo, che non ha origine né senso che gli preesista, né ragione che gli assegnerebbe un fine. Così, l&#8217;essenza dell&#8217;umanità è puramente transindividuale, costituita dai legami che uniscono gli individui tra loro in forme sociali che sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://gammm.org/wp-content/uploads/2011/09/JPG"><img class="size-full wp-image-1817 alignnone" title="--" src="http://gammm.org/wp-content/uploads/2011/09/JPG" alt="" width="374" height="280" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">[...] &#8220;materialismo dell&#8217;incontro&#8221; [Louis Althusser] o materialismo aleatorio. Tale materialismo  assume come punto di partenza la contingenza del mondo, che non ha origine né senso che gli preesista, né ragione che gli assegnerebbe un fine. Così, l&#8217;essenza dell&#8217;umanità è puramente transindividuale, costituita dai legami che uniscono gli individui tra loro in forme sociali che sono sempre storiche (Marx: l&#8217;essenza umana è l&#8217;insieme dei rapporti sociali). Non esistono possibili &#8220;fine della storia&#8221; né &#8220;fine dell&#8217;arte&#8221;, poiché la partita si riavvia in permanenza, in funzione del contesto, cioè in funzione dei giocatori e del sistema che essi costruiscono o criticano. Hubert Darmsch vedeva nelle teorie della &#8220;fine dell&#8217;arte&#8221; il risultato di un&#8217;infelice confusione tra &#8220;fine del gioco&#8221; (game) e &#8220;fine della partita&#8221; (play): una nuova partita si annuncia non appena il contesto sociale cambia radicalmente, senza che il senso del gioco sia rimesso in questione.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo gioco interpersonale, che costituisce il nostro oggetto (Duchamp: &#8220;L&#8217;arte è un gioco fra tutti gli uomini di tutte le epoche&#8221;), supera nondimeno il quadro di ciò che per comodità potremmo chiamare &#8220;arte&#8221;: così le &#8220;situazioni costruite&#8221; esaltate dall&#8217;Internazionale situazionista sono parte integrante di questo &#8220;gioco&#8221;, malgrado Guy Debord, in ultima istanza, negasse loro ogni carattere artistico, vedendovi al contrario il &#8220;superamento dell&#8217;arte&#8221; tramite una rivoluzione della vita quotidiana.</p>
<p style="text-align: justify;">[Da: Nicolas Bourriaud, <em>Estetica relazionale</em>, Postmedia books, 2010. Dello stesso autore <a href="http://gammm.org/index.php/2007/03/29/da-postproduction-nicolas-bourriaud-2004/" target="_blank">--&gt;</a>. Foto: A. Broggi.]</p>
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		<title>engravings in the &#8220;trois frères&#8221; cave / unknown artist(s). 12000-13000 b.c.</title>
		<link>http://gammm.org/index.php/2011/09/16/engravings-in-the-trois-freres-cave-unknown-artists-12000-13000-b-c/</link>
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		<pubDate>Fri, 16 Sep 2011 06:31:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[art]]></category>
		<category><![CDATA[installazione]]></category>
		<category><![CDATA[op. cit.]]></category>

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		<description><![CDATA[[ sources: A.Broglio, Introduzione al Paleolitico, Laterza, Bari 1998: 2006(6): p. 254; &#38; http://www.donsmaps.com/cavepaintings3.html ]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><br class="spacer" /><a href="http://gammm.org/wp-content/uploads/2011/08/troisfreres_.jpg"><img class="size-full wp-image-1862 alignnone" style="border: 0pt none; margin: 11px 0px;" title="troisfreres_" src="http://gammm.org/wp-content/uploads/2011/08/troisfreres_.jpg" alt="" width="621" height="839" /></a><br />
<span id="more-1860"></span><br />
<a href="http://gammm.org/wp-content/uploads/2011/08/troisfreres_2_.jpg"><img class="size-full wp-image-1863 alignnone" style="border: 0pt none; margin: 11px 0px;" title="troisfreres_2_" src="http://gammm.org/wp-content/uploads/2011/08/troisfreres_2_.jpg" alt="" width="622" height="373" /></a><br />
<br class="spacer" /><br />
<br class="spacer" /><br />
<span style="font-size: xx-small;"><span>[ sources: A.Broglio, <em>Introduzione al Paleolitico</em>, Laterza, Bari 1998: 2006(6): p. 254; &amp; http://www.donsmaps.com/cavepaintings3.html ]</span></span><br />
<br class="spacer" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>eleven conversations / richard prince. 1976</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Sep 2011 06:31:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[art]]></category>
		<category><![CDATA[in english]]></category>
		<category><![CDATA[installazione]]></category>
		<category><![CDATA[op. cit.]]></category>

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		<description><![CDATA[Like most everybody else don’t like to be broke, that means I like money. Reaching in my pocket and feeling paper gives me meaning. But if I was to gamble in London with two best friends, I’d bring along credit cards. I’d feel uncomfortable if I was to bank out of neighbourhood and was told [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://gammm.org/wp-content/uploads/2011/05/richard-prince.jpg"><img class="size-full wp-image-1652 alignnone" title="richard prince" src="http://gammm.org/wp-content/uploads/2011/05/richard-prince.jpg" alt="" width="442" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Like most everybody else don’t like to be broke, that means I like money. Reaching in my pocket and feeling paper gives me meaning. But if I was to gamble in London with two best friends, I’d bring along credit cards. I’d feel uncomfortable if I was to bank out of neighbourhood and was told then insisted that my personal cheque was of no value, but on the same hand, I’d feel short if I was to treat aesthetic realism friends to dinner only to find I had small change.</p>
<p style="text-align: justify;">Like most everybody else I like to be entertained, that means I usually watch television. Prime time variety shuts me down. But when I festival with ‘new school’ friends, I get in deep with Bergman’s black and white. I’d feel funny backgrounding Friday nite poker with message and medium, but on the other hand, I’d feel silly if I visited minimal friends and brought along my baseball cards for trade.<span id="more-1644"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Like most everybody else I like to feel healthy, that means I try to stay young. Plenty of C and aid keeps me fit. But when I body build at gym where everyone is veed and ‘chinned up’, I pump iron. (studio black background voices repeat ‘chinned up&#8217;). I’d feel funny all day at the beach under an umbrella checking coop list, but on the other hand I’d feel self-conscious if I came for a morning meal at the farm, mirrored and oiled.</p>
<p style="text-align: justify;">Like most everybody else I like to fall in love, that means I usually try to gain the friendship and respect of someone who can fulfill my needs. But when I’m horny and need a fuck or a blow job or both, I’ll meet someone, get complete control and tell them lies. It would get complicated if I had two lovers and I had to reject the one I wanted immediately for the one I wanted in the future, but on the same hand, I wouldn’t feel, if I saved my love for someone I really really liked and found out later they had given theirs away.</p>
<p style="text-align: justify;">Like most everybody else I like to travel, that means a two hour freeway to plug the trailer in time for a cockout. But when I vacation, where everybody is tourist, I package seven  cities into six days. I’d feel funny ferrying the airstream around while island hopping, but on the other hand, I’d feel left out if I had stayed home Saturday and Sunday and found out Monday stores were closed and everybody wan on a three day weekend holiday.</p>
<p style="text-align: justify;">Like most everybody else I don’t like to be lonely, that means I haven’t seen anyone I’ve known or talked to anyone I haven’t known all day sometimes for three days only constantly to myself usually while I’m thinking a camera is following shooting me. Realizing suddenly that underneath it all the woman I married is a monster, I drive down slow where I can get love and don’t have to give it back. I wouldn’t feel any good if the only conversation I had all day was teller talk to a man behind a small black curtain in small brown box in a large freezing church, but on the same hand I wouldn’t feel better if I bought a small no hair dog with a back and forth tongue squeak bark and trained to keep me company.</p>
<p style="text-align: justify;">Like most everybody else I like to get high. That means I usually drink, snort a line, or listen to a good tenor. A couple of imported beers gets me into the mood. But when I commune, where everybody is eastern, I breathe through the stomach and meditate on ‘the way’. I’d feel funny I was to lotus on the bar stool, but on the other hand, I’d feel paranoid if I was to astro-project yoga class.</p>
<p style="text-align: justify;">Like most everybody else I like to get a good nite sleep. That means a nap and to bed at ten thirty makes me feel rested. But when the weekend comes, and everybody shines, shaves, and shampoos, I like to get wasted. I’d feel like a was in a ‘human press’ the next day if I had been videoing auto-destructive art with narrative friends on a Wednesday week-nite, but on the other hand I’d feel embarrassed if I doubled to the drive-in on Saturday and fell asleep snoring during intermission countdown.</p>
<p style="text-align: justify;">Like most everybody else I like to feel satisfied, that means I usually enjoy sex, having an orgasm makes me feel good. But when I party, where everyone is Levi’d and flared, I try to take both hands out of my pockets. I’d feel funny if I was to park with my girl and asked her to snap the rubber bands around my legs, but on the other hand I’d feel foolish if I was to orgy with wesson-oil friends, masturbate and then fall asleep.</p>
<p style="text-align: justify;">Like most everybody else I like to feel comfortable. That means I usually war sport clothes, a long sleeve sport shirt and a pair of slacks makes me feel relaxed, but when I go some place where everyone is dressed up, I wear a suit and a tie. I’d feel funny if I lounged around, all dressed up, and on the other hand I would be comfortable if I went some place dressy and wore my sport clothes.</p>
<p style="text-align: justify;">Like most everybody else I like to go hungry. That means I usually eat everything quick and handy. A sandwich and chips makes me feel full. But when I commune where everyone is natural I enjoy homecooked eggplant and orange squash all alone, but on the other hand I’d feel full of embarrassment if I was to eat with healthful friends and brought along snacks.</p>
<p style="text-align: justify;">[From: <em>Tracks</em>, No. 2, fall, 1976, pp. 41-46. Image: Richard Prince, <em>Joke on you</em>.]</p>
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		<title>giuliano mesa</title>
		<link>http://gammm.org/index.php/2011/08/25/giuliano-mesa/</link>
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		<pubDate>Thu, 25 Aug 2011 06:31:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gammm</dc:creator>
				<category><![CDATA[op. cit.]]></category>
		<category><![CDATA[testo]]></category>

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		<description><![CDATA[- da tiresia. 2008 - ebook: nun. 2007]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><br class="spacer" /><br class="spacer" /></p>
<h3>- da <a title="g.mesa. tiresia" href="http://gammm.org/index.php/2008/05/18/da-tiresia-giuliano-mesa/" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">tiresia</span></a>. 2008</h3>
<h3>- <a title="j.derksen. but could I make a living from it" href="http://gammm.org/index.php/ebooks/" target="_blank">ebook</a>: nun. 2007</h3>
<p><br class="spacer" /><br class="spacer" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>da &#8220;in pratica&#8221; / magdalo mussio. 1967</title>
		<link>http://gammm.org/index.php/2011/08/18/da-in-pratica-magdalo-mussio-1967/</link>
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		<pubDate>Thu, 18 Aug 2011 06:31:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[art]]></category>
		<category><![CDATA[op. cit.]]></category>

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		<description><![CDATA[[ da V.Accame, Il segno poetico, Spirali, Milano 1977 ]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><br class="spacer" /><a href="http://gammm.org/wp-content/uploads/2010/12/MagdaloMussio_-da-In-pratica-1967_.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1375" title="MagdaloMussio_ da In pratica (1967)_" src="http://gammm.org/wp-content/uploads/2010/12/MagdaloMussio_-da-In-pratica-1967_.jpg" alt="" width="487" height="783" /></a><br class="spacer" /><br class="spacer" /><br class="spacer" />
<p align=right><font size=1>[ da V.Accame, <em>Il segno poetico</em>, Spirali, Milano 1977 ]</font></p>
<p><br class="spacer" /></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>vita di lenin / corrado costa. 1983</title>
		<link>http://gammm.org/index.php/2011/08/11/vita-di-lenin-corrado-costa-1983/</link>
		<comments>http://gammm.org/index.php/2011/08/11/vita-di-lenin-corrado-costa-1983/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 11 Aug 2011 06:31:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[op. cit.]]></category>
		<category><![CDATA[testo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://gammm.org/?p=1613</guid>
		<description><![CDATA[Con assoluta fedeltà e rispettato il tempo naturale della vita di Lenin. Riprodotti con assoluta fedeltà i sogni e le insonnie di Lenin. Integrali le ore dell&#8217;infanzia, i giorni della scuola, ripetuto tutto, anche le conversazioni occasionali alla fermata del tram. Rispettati i silenzi. I lapsus. Il film dura 54 anni. Si dovrebbe almeno rivederlo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><br class= spacer></p>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td width="407" valign="top">Con assoluta fedeltà<br />
e rispettato il tempo<br />
naturale<br />
della vita di Lenin.<br />
Riprodotti con assoluta fedeltà<br />
i sogni e le insonnie<br />
di Lenin. Integrali le ore<br />
dell&#8217;infanzia, i giorni<br />
della scuola, ripetuto tutto, anche le conversazioni<br />
occasionali alla fermata del tram.<br />
Rispettati i silenzi. I lapsus.<br />
Il film dura 54 anni.<br />
Si dovrebbe almeno<br />
rivederlo due volte.</td>
<td width="407" valign="top">
<padding right=30>With absolute fidelity<br />
the real time<br />
of Lenin’s life<br />
is respected.<br />
Reproduced with absolute fidelity<br />
the dreams and insomnia<br />
of Lenin. The crucial moments<br />
of childhood, the school<br />
years, everything is repeated, even random<br />
conversations at a bus stop.<br />
The silences are respected. The lapses.<br />
The movie lasts 54 years.<br />
You should see it<br />
at least twice.</padding></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><br class= spacer></p>
<p align=right><font size=1><font color=grey>[ Corrado Costa, <em>The Complete Films</em>, Red Hill Press,<br />
Los Angeles, 1983. English translation by Paul Vangelisti ]</font></font></p>
<p><br class= spacer></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
	</channel>
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