ALEPHS AGAIN / Paul Vangelisti. 1999

 

alephs againEcco un nuovo opeb di GAMMM. Questa volta è di Paul Vangelisti, autore di Los Angeles. Qui potete scaricare un brano da un suo testo dedicato ad Adriano Spatola: Alephs Again, del 1999. Per una nota bio-bibliografica potete visitare la nostra pagina Autori.

 

Here it is a new GAMMM’s opeb. This time it’s Paul Vangelisti‘s, Los Angeles author. Here you can download a passage from a text he dedicates to Adriano Spatola: Alephs Again, 1999. You can find a bio-bibliographic note on our Authors page.

 

 

da DEER HEAD NATION / K. Silem Mohammad. 2003. III

PEACE KITTENS / K. Silem Mohammad

Peace through Superior Firepower
… did not seem unusual given the context
… peace is good for business
… my cousin “practicing” on kittens at home
… is that what sex is like
… an ear, three boys, seven kittens, twelve roses
… -ance, -ence, -ity
… act as a noun or a verb
… starts piece h- prison based sooner crack driver
… refrigerator Taurus lemon categories
… doll caged relaxation Christians
… yep, I nearly had kittens

Accused of Beating Kittens
… no language on Earth has ever produced
… a joke which can’t be taken out of context
… I murder kittens and smear their blood over the walls
… snap their necks in one fluid movement
… greet the day with a mouthful of dead kittens
… eating kittens is just plain
… heartless, mean-spirited
… shame about the live kittens in microwave ovens
… how many kittens must die
… I said I was drowning kittens
… I was just messin’ with you snow kittens
… you’ve twisted the events all out of context
… my “eating kittens” quote
… persecution of Jews in any form
… they aren’t funny out of context
… here’s a random picture of the kittens
… the kittens that were protected in the blazing oven
… sleeping in heaven, surrounded by song

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kritik ebook: Sought Poems

 

ekritikGAMMM inizia, con l’ebook di oggi, una piccola collana di testi di teoria: kritik. La collana cerca di offrire alcuni strumenti per intendere i problemi della letteratura contemporanea. Il primo testo è un breve saggio di Kasey Silem Mohammad: Sought Poems, o Poesie cercate, che tratta delle tecniche del cosiddetto googlism. Potete scaricarlo qui o qui [pdf file 361 kb]. Buona lettura.

GAMMM starts, with the ebook it’s hosting today, a small series of theoretical texts: kritik. This series aims to offer some instruments to understand contemporary literature issues. The first text is a brief Kasey Silem Mohammad‘s essay: Sought Poems, or Poesie cercate, that addresses the so-called googlism techniques. You can download it here or here [pdf file 361 kb]. Enjoy it.

 

il margine dei fossili / cosimo ortesta. 2006

I

le acque provenienti dagli abissi si congiunsero a quelle,

dando luogo a crolli e al conseguente…

inondazioni derivarono e sedimenti

nel ripetersi della sovrapposizione. Non tutte le pietre

ma solo massi spezzati stettero alla base.

II

nell’ardesia si vedevano di frequente

forme di pesci esattamente come fra le mani

bocche si scolpiscono aperte nelle impronte schiacciate

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su jukka-pekka kervinen

1.

È significativo il nickname che Jukka-Pekka Kervinen usa nel blog http://selfsimilarwriting.blogspot.com/: asemic. Il sottotitolo del blog è “asemic texts in fractal dimensions”.

“Asemic” (in dimensioni di moltiplicazione indefinita: frattali) è un termine che positivamente sintetizza un buon numero delle strade stilistiche che l’artista ha intrapreso e organizza e costruisce/disfa: un percorso asemico, prima che asemantico. Attraverso accumuli orientati di ‘soluzioni’, demolisce e complica e dunque rimette in gioco la stessa più ampia categoria del ‘risolvere’.

(Non troppo diversa è la prassi di accostamento e accumulo di variabili seguita da Jim Leftwich, che non a caso ha fittamente collaborato con Kervinen: cfr. http://telephonepoles.blogspot.com/, http://jimleftwichtextimagepoem.blogspot.com/ e i vari link legati).

I testi ‘quasi’ intraducibili di Kervinen raccolti in ow oom [pdf 64 Kb] per gammm vanno in questa direzione. In ow oom le lacune suggeriscono e ritraggono senso. Spostano e deviano e dislocano e slogano segni alfabetici e nessi semantici sulla pagina ogni volta un istante prima del riconoscimento, generando in questo modo molte false/possibili tracce, in accumulo così fitto da portare a quel conclusivo effetto-eco da “nessuna traccia” (e “nessun segno”, asemìa) che persuade il lettore ad affinare la ricerca, a ricostruire/tentare e sciogliere daccapo i legami spezzati.

Molte frasi e segmenti di senso sono ricostruibili colmando (o sentendo di dover colmare) le lacune, i tratti bianchi, le ambiguità, le sospensioni e anfibologie. Inoltre – elemento non secondario – proprio quell’eco finale vuota sottintende la necessità di una indagine non superficiale sulle più ampie promesse e sugli irraggiamenti di significato che una prassi asemica paradossalmente innesca, può innescare.

2.

A chi visiti le numerosissime opere-blog di Kervinen (spesso e significativamente nate senza intenzione di trasformarsi in ‘libro’: veri oggetti elettronici dunque) appare chiaro come si generi una sorta di energia complessiva dalle sue strutture e sculture – risultante da un poliedro di linee e forze date da immagini videopoemi testi sovrapposizioni interazioni e collaborazioni con altri autori.

Questo, di fatto, non avviene in virtù della singola pagina o del singolo lavoro grafico, ma direi all’interno della prassi ampia, del ventaglio aperto di tutte le sue operazioni, nell’accumulo parossistico delle stesse, in innumerevoli post, anche solo grafici o con labili tracce alfabetiche (cfr. http://codes-writing.blogspot.com/).

E il carattere del lavoro complessivo si rintraccia a sua volta in singoli esperimenti.

Pensiamo ai monumentali blocchi di sequenze coese in http://tc44.livejournal.com/: ci si rende conto che nessuna competenza linguistica umana potrebbe tener dietro alla piramide di rapporti aggettivali e nominali che lì viene attivata. Dopo due-tre righe fitte di nomi che fungono da apposizioni di altri nomi in sequenza interminabile, il filo è perso. Il dato e dado “asemico” è lanciato: le sue facce si moltiplicano, il poliedro tende alla sfera.

Anche questo è un modo di fare scrittura – e più in generale arte – installativa. Il lavoro di Kervinen dimostra di poter essere – in definitiva ed essenzialmente – VISTO. Sondato, scorso, non ‘letto’, non linearmente scansionato. (Cfr: http://nonlinearpoetry.blogspot.com/: “bifurcations, state machines and nonlinear dynamics”).

Il discorso installativo (non sempre: ma in alcuni casi) letteralmente disintegra e disperde attese semplificate e sguardo, aggredisce le decodifiche facili man mano che queste si tendono sulla pagina, e così obbliga il lettore a riletture e diversioni, a una filologia accanita nell’invenzione/ritrovamento di nessi semantici. (Che non ‘mancano’: piuttosto, sono esplosi in latenze, moltiplicati in ‘segni meno’, negazioni).

Sfido chiunque a rimanere legato a un’idea di lettura lineare di questi blocchi, di queste vere e proprie sculture nominali.