da LA STANZA CINESE / Massimo Orgiazzi. 2006

yinxiuzhenmo9.jpg

Il tempo sconfinato, linear.0

Una tale presa di distanza dalla sincerità costituisce, sembra, un augurio, che può non essere sincero, ma ciò è vero anche per chi ringrazia. L’intenzionalità è uno degli argomenti che resteranno cari per degli anni, se non cederà la rete, se non pioverà acqua nei temporali in grazia di quell’enorme blu senza segno (non è da dimenticare, non lo si dimentichi, quel cielo da Astounding civilmente liberato dalle sere bostoniane dall’incubo del maccartismo debole). Il carattere paradossale della società è che è fatta di individui: non desiste. Non esiste.

Il tempo sconfinato, linear.2.0

Un uomo può raccontare ciò che vuole. Può scriverlo, le zanne, l’equilibrio. Il pane. Le nuvole hanno preso nella foschia di latte del mattino estate a precipitare piano di sghimbescio per milioni di chilometri, digrignando l’azzurro a sangue come un muro, decostruito del fresco che rimane. Scambiato con il vento danneggiato e rotto al livello tre del suo funzionamento. E ne piove. Nel buio, in sala, un uomo parla sopra una proiezione.

Il tempo sconfinato, linear.1.9

Inversione di carattere. Tu ed io non contenti della piega che il rumore ha preso. Aero-mobile, consiste nello sbiadire il sole. E credere la brezza che soffia piano una ragnatela come una membrana a medusa d’aria, un’estensione del postulato dei settanta, dei garage di chiusa quadra, home computer come terrorismo dolce. Cuneo di america ficcato in tronco nella testa che ne fa continui, lucidi mattini, tempo sconfinato, paradigma d’urto. La luce grigio gialla del cielo sopra una pisciata ha centrato un tuono. E l’ha distrutto.

Continue reading “da LA STANZA CINESE / Massimo Orgiazzi. 2006”

da PROTOCOLLO DI HELSINKI / Giacomo Bottà. 2005

Jaakko aveva passato l’estate del 1973 a farsi crescere i capelli ed a lavorare come giardiniere presso la tenuta estiva di un ricco finno-svedese. Mi mostra una foto in bianco e nero. Sul retro della foto ci sta scritto novembre 1974. Jaakko aveva i capelli lunghissimi e si stringeva in una giacca minuscola, di quelle colorate che usano ancora oggi i muratori. Era sul bordo di una strada innevata, dietro di lui un blocco di appartamenti e qualche macchina parcheggiata. Mi dice: “Avevo i capelli lunghi cosí e non me ne fregava di niente.” “Come non te ne fregava di niente?” “Non me ne fregava di niente. Non lavoravo, passavo il tempo a casa di amici. Ascoltavamo Cohen e bevevamo kossu. Avevo diciassette anni.” Continue reading “da PROTOCOLLO DI HELSINKI / Giacomo Bottà. 2005”

CAMPO D'AZIONE/ Alessandro Broggi. 2007

a W. S.

Giulio propone un brindisi. Tutti bevono. Berta ride e riceve uno schiaffo da Carlo, cui reagisce appena. La padrona del locale non reagisce, Berta ride e Carlo le dà un bacio. Bernarda si piazza davanti a Carlo, si alza la sottana con una mano e gli tende l’altra mano aperta. Si siede. La padrona le porta un würstel freddo e lo sbatte sul tavolo. Samantha ballonzola verso Carlo. Carlo le allunga brutalmente una mano tra le cosce e le sputa nella mano tesa. Gustavo osserva annoiato il basso ventre di Samantha, poi le dà una moneta. Carlo si alza in piedi e ghigna perfidamente. La padrona va verso Carlo e senza dire una parola gli dà uno schiaffo. Berta ride e si prende uno schiaffo anche lei. Carlo prende Berta per i capelli e la trascina da Gustavo, tenendo la faccia di Berta davanti alla patta di Gustavo. Berta fa cenni di assenso e Carlo lascia la presa. Gustavo si alza, non dice una parola e addenta con violenza un pezzo di pane. La padrona si dirige verso Carlo. Il bell’uomo, intanto, non stacca lo sguardo dalla bella donna, senza guardare si infila la mano nella tasca dei pantaloni e sempre senza guardare allunga a Samantha una banconota di grosso taglio. Carlo vuole acchiappare i soldi ma la padrona è più veloce. Carlo si siede respirando affannosamente. Berta vuole consolarlo, ma lui si allontana. La padrona si dirige verso il tavolo della bella coppia con le mani ai fianchi. Gustavo mangia sempre più voracemente. Il bell’uomo fa un cenno di rifiuto con la mano, senza distogliere lo sguardo da quello della bella donna. La padrona si siede al tavolo di Giulio e Bernarda. Gustavo comincia a muoversi, bacia Giulio sulla bocca, la padrona sulla fronte e Carlo sulla bocca e sulla fronte. Carlo schifato si strofina le labbra per pulirle. Gustavo va verso il tavolo della bella coppia e prende maldestramente a pugni il bell’uomo, colpendolo alle spalle. Il bell’uomo fa un cenno di rifiuto con la mano, senza distogliere lo sguardo da quello della bella donna. Mentre quello gli sta facendo cenno, Gustavo gli acchiappa la mano e se la mette tra le gambe. Il bell’uomo osserva con freddezza e senza particolare interesse come Gustavo si eccita con la sua mano. Samantha si chiude la bocca con le mani e sussulta isterica. Carlo si avvicina e assesta un ceffone alla bella donna. La padrona strappa la mano del bell’uomo a Gustavo e se la mette tra le gambe. Bernarda avanza di soppiatto, passando dà uno schiaffo al bell’uomo e si mette la mano di Carlo tra le gambe. Giulio li raggiunge e inginocchiatosi davanti al gruppo in azione li implora di smettere. Berta in piedi guarda la scena con freddezza, facendo un’enorme bolla con una gomma da masticare, che infine le scoppia sul viso. La bella coppia viene trascinata a terra e spogliata brutalmente. Carlo mostra di voler violentare la bella. Gustavo cava i pantaloni al bello ridendo a singhiozzi. La padrona si solleva il grembiule e si siede sulla faccia del bello. Bernarda è appostata dietro a Giulio e aspetta la sua erezione per poterla sfruttare per sé. Ora la bella coppia è sepolta completamente sotto i corpi degli altri. Infine il sangue comincia a schizzare. Berta è in piedi nello stesso posto e continua a fare sempre nuove bolle con la gomma da masticare. La bella coppia viene mangiata. Gustavo dà una botta in testa a Carlo con un pezzo di carne. A sua volta la padrona lo picchia con un femore. Giulio rimane seduto, assente, giocando con i resti dei cadaveri. La padrona colpisce Carlo con un osso costale. Carlo reagisce appena. Berta si toglie le scarpe e le calze e infila le dita di un piede nella bocca di Carlo. Carlo ciuccia e piange. Uno dopo l’altro tutti seguono il suo esempio, tranne Gustavo che osserva la scena con irritazione. Bernarda dà uno schiaffo a Gustavo, che prende a leccare il piede di Berta piagnucolando. Samantha bacia il sedere di Berta. Berta dà un calcio a uno dei due scheletri, si siede al tavolo dove era seduta la bella coppia e beve il loro spumante. Giulio va da Berta e nasconde il viso nel suo grembo. Lei gli versa in testa un bicchiere di spumante. Lui scivola stancamente a terra e resta steso per un po’. Samantha lo raggiunge e gli bacia la mano, facendo la riverenza. Bernarda si sfila una scarpa e una calza, va verso Giulio e gli dà un calcio nel sedere. Appena questi si volta offeso, gli infila il piede in bocca. Berta solleva un osso per picchiare Gustavo, poi improvvisamente si ferma e abbassa lentamente il braccio. Si precipita su Bernarda e le affonda la testa in uno dei cadaveri. Berta lascia Bernarda e prende a sistemarsi i capelli. Bernarda si nasconde sotto il tavolo e si accoccola addosso a Samantha. Berta e Gustavo assentiscono mormorando.

(Da Quaderni aperti, in Nono Quaderno Italiano di Poesia Contemporanea, a cura di F. Buffoni, Marcos y Marcos, 2007. Image: Hee Jung Kim, Pink, 1999, C-print, 11 x 14 inches, Clampart, New York.)

da MY LIFE / Lyn Hejinian. 1987

A pause, a rose, something on paper

 

A moment yellow, just as four years later, when my father returned home from the war, the moment of greeting him, as he stood at the bottom of the stairs, younger, thinner than when he had left, was purple – though moments are no longer so colored. Somewhere, in the background, rooms share a pattern of small roses. Pretty is as pretty does. In certain families, the meaning of necessity is at one with the sentiment of pre-necessity. The better things were gathered in a pen. The windows were narrowed by white gauze curtains which were never loosened. Here I refer to irrelevance, that rigidity which never intrudes. Hence, repetitions, free from all ambition. The shadow of the redwood trees, she said, was oppressive. The plush must be worn away. On her walks she stepped into people’s gardens to pinch off cuttings from their geraniums and succulents. An occasional sunset is reflected on the windows. A little puddle is overcast. If only you could touch, or, even, catch those gray great creatures. I was afraid of my uncle with the wart on his nose, or of his jokes at our expense which were beyond me, and I was shy of my aunt’s deafness who was his sister-in-law and who had years earlier fallen into the habit of nodding, agreeably. Wool station. See lightning, wait for thunder. Quite mistakenly, as it happened. Long time lines trail behind every idea, object, person, pet, vehicle, and event. The afternoon happens, crowded and therefore endless. Thicker, she agreed. It was a tic, she had the habit, and now she bobbed like my toy plastic bird on the edge of its glass, dipping into and recoiling from the water. But a word is a bottomless pit. It became magically pregnant and one day split open, giving birth to a stone egg, about as big as a football. In May when the lizards emerge from the stones, the stones turn gray, from green. When daylight moves, we delight in distance. The waves rolled over our stomachs, like spring rain over an orchard slope. Rubber bumpers on rubber cars. The resistance on sleeping to being asleep. In every country is a word which attempts the sound of cats, to match an inisolable portrait in the clouds to a din in the air. But the constant noise is not an omen of music to come. “Everything is a question of sleep,” says Cocteau, but he forgets the shark, which does not. Anxiety is vigilant. Perhaps initially, even before one can talk, restlessness is already conventional, establishing the incoherent border which will later separate events from experience. Find a drawer that’s not filled up. That we sleep plunges our work into the dark. The ball was lost in a bank of myrtle. I was in a room with the particulars of which a later nostalgia might be formed, an indulged childhood. They are sitting in wicker chairs, the legs of which have sunk unevenly into the ground, so that each is sitting slightly tilted and their postures make adjustment for that. The cows warm their own barn. I look at them fast and it gives the illusion that they’re moving. An “oral history” on paper. That morning this morning. I say it about psyche because it is not optional. The overtones are a denser shadow in the room characterized by its habitual readiness, a form of charged waiting, a perpetual attendance, of which I was thinking when I began the paragraph, “So much of childhood is spent in manner of waiting.”

Continue reading “da MY LIFE / Lyn Hejinian. 1987”

free love pics / Linh Dinh

 

love pics free love pics fencing love pics hairless love pics round table love pics fantasy love pics as if seen by accident love pics conjunction fantasy love pics love and tough questioning absolutely free pics and vids hot empathy love pics fencing love pics anime love pics free conjunction love pics asian schoolgirl love pics young girl simulated love pics straight and fencing annual love pics japanese extreme love fantasy free gallery girl on girl with to make do, simply love pics outdoor conjunction love pics famous and obscure love scenes family love pics love in forest fantasy forum free tenchi love pics college dorm love pics sodomy fantasy free love pics monster love pics brutal love pics free round table yyy love pics fake love pics free anime love pics sample gang love pics empathy love pics nubile and innocent virgin love pics free cartoon love pics hentai tentacle erotic love pics ff7 yyy love pics free hardcore love pics free polish hairless love pics prison love pics sailor love pics nazi love pics free hairless indian love pics fencing male love pics groping mature mother love pics hillary duff love pics caught asleep love pics war love pics gothic love pics tgp pre-hairless love pics free gallery wild conjunction love pics college yyy love pics extreme clockwork orange love pics police love pics oriental love pics interracial love pics tentacle love pics hairless annual love pics hairless tgp love pics thong groping love pics hentai love pics babysitters love pics artless love pics schoolgirl love pics earthy scenario play love pics mum loves girl free pics love stories & pics puffie love pics pokemon love pics love at a piano gallery hairless love pics unconscious love pics underground japanese love pics violent love pics yyy love pics woodstock 99 love pics tough questioning and love war pics deliverance love pics schoolgirl love pics satanic love pics russian hairless hemmed in love stories and pics simpson love pics family round table love pics demon love pics free dog love pics free defloration pics cartoon love pics mother and daughter love pics hemmed in love pics delicious empathy love pics empathy group love pics manga erotik free hentai love gallery jungle girl love pics male fencing love pics free love stories from iraq fencing annual love pics round table and forced love pics mature woman love pics gangbangs love pics free nun love pics free live love videos free love thumbnail pics free yyy pics free celebrity love pics free santa love pics free love tough questioning round table free latina love pics w stories glasses and nerdy free love pics brother loves sister love gallery forced conjunction free black girl love pics ebony love pics free abducted and hemmed in love pics celebrity love pics cheerleader love pics gang love fantasy love pics to make do, simply

love is rape
fencing is gay
conjunction is fuck
hairless is teen
round table is incest
tough questioning is torture
empathy is lesbian
yyy is xxx
to make do, simply is dildo
earthy scenario is humiliation
as if seen by accident is real
annual is anal
hemmed in is bondage
artless is nude