UNE AVENTURE DE BATMAN À GOTHAM CITY (Terza Puntata) / Christophe Fiat. 1999-2004

Christophe Fiat
UNE AVENTURE DE BATMAN À GOTHAM CITY (Terza Puntata). 1999-2004

LE CYCLE DE LA BATCAVE

la batcave de batman est en-dessous du manoir de bruce wayne qui est un manoir qui ressemble à une citadelle médiévale qui est une citadelle sinistre avec de hautes tours sombres qui sont des tours qui poignardent le ciel de gotham city qui a la couleur d’un écran de télévision surplombant des murs de pierre grise avec des gargouilles qui se vautrent dans des poses bestiales et qui hantent les abords des gouttières sèches et des balcons déserts sur un toit d’ardoise grise parsemé de zones d’ombres sinistres que dévore la faible lueur des étoiles de gotham city

batman court dans le tunnel de la batcave

batman court dans le tunnel

batman court

batman court

cours cours batman !

batman est dans le batcave !

une fois que batman est entrée dans le batcave il descend dans le souterrain de la batcave qui est un souterrain balisé de lumières vertes et de lumières fluorescentes

quand batman descend dans le souterrain de la batcave qui est balisé de lumières vertes et fluorescentes ses bottes noires de batman claquent sur le sol de la batcave

quand ses bottes noires de batman claquent batman sent battre son cœur de batman sous son costume gris sombre de batman et sous son blason noir de batman

dans le batcave la respiration de batman s’élève en petits panaches de vapeur alors batman court dans la batcave

dans la batcave la respiration de batman s’élève en petits panaches de vapeur alors que batman court et que batman ignore la fatigue quand batman court dans la batcave

batman court dans les lumières vertes et dans les lumières fluorescentes de la batcave

batman dit qu’il s’est passé quelque chose dans la nuit de gotham city

batman court

batman dit qu’il s’est passé quelque chose

batman dit que quelque chose est arrivé

GOTHAM CITY EST UNE JUNGLE D’ARBRES ET D’ACIER

dans sa batcave batman dit que gotham city est une jungle d’arbres et d’aciers et que c’est pour ça que le ciel de gotham city a la couleur d’un écran de télévision

dans sa batcave batman dit que gotham city est une jungle d’arbres et d’acier

batman dit que gotham city est une jungle

batman dit que gotham city est une jungle qui est un environnement technologique dans le quel batman vit depuis que bruce wayne est le milliardaire du manoir qui est à l’ouest de gotham city

batman dit que gotham city est une jungle d’arbre et d’acier

alors batman dit
qu’il rêve
d’une machine
à remonter le temps
qui serait plus rapide
que sa batmobile
mais qui ne serait pas
l’inconscient
batman dit qu’il rêve
batman dit
batman
batman parle de batman
en rêve

Continue reading “UNE AVENTURE DE BATMAN À GOTHAM CITY (Terza Puntata) / Christophe Fiat. 1999-2004”

dal Papiro Jumilhac. I sec. a.C.

 

I tabù della provincia di Cinopoli: XII, 16-21

 

Conoscere le interdizioni, (ciò che è l’abominio) di questa provincia:

 

(maltrattare) la bestia-Kheseded (sacra al) suo dio, cioè il lupo e il cane-cesem;

l’ululato del cane-iuiu;

interdizione per la mestruazione delle donne;

il mentire;

il grufolare del porco;

l’alzar la voce al cospetto (di dio) e camminare a gran passi nel suo tempio;

Continue reading “dal Papiro Jumilhac. I sec. a.C.”

viale harald szeemann di gianni motti / maurizio bortolotti

La produzione di un’opera d’arte è in molti casi la creazione di uno spazio nel quale le regole sociali che ci governano vengono cambiate, stravolte, adattate a quelle che determinano la produzione dell’opera stessa. Anche quando siamo in presenza di un’opera che sembra semplicemente riprodurre la realtà, quello che ci colpisce è la sua capacità di modificare le regole a cui tutti siamo assoggettati. Adattarsi a queste nuove regole, provare a seguirle, significa entrare in una logica e in uno spazio che sono quelli dell’artista.
Anche l’opera di Gianni Motti “Viale Harald Szeemann” segue questo assunto di fondo. La volontà dell’artista di collocare una targa nei Giardini della Biennale c’impone di seguire regole diverse da quelle che assecondiamo con la normale toponomastica per orientarci nello spazio.
Questa è anzitutto l’opera creata da un artista che ha voluto trasformare lo spazio fisico della biennale in uno spazio diverso, quello cui Szeemann aveva lavorato con le sue mostre, la costruzione di un spazio utopico. Lo spazio che l’artista ha definito in senso topografico con la sua targa è dunque l’immagine di un altro percorso rispetto allo spazio reale della Biennale.
Szeemann lavorava alla creazione di uno spazio dell’opera. “Viale Harald Szeemann” è lo spazio di un’opera che dobbiamo ancora vedere, è la dichiarazione dello spazio utopico che egli ha cercato per tutta la vita, che lui sapeva creare per gli artisti con le sue mostre.
E forse non è un caso che sia toccato proprio a un artista rendergli omaggio nel modo più efficace.
Il nome di Szeemann serve qui a riportare al centro dell’attenzione un modo di concepire l’opera, di vederla come un campo di energia in grado di richiamare le idee degli artisti, a fronte di questa Biennale così carente di nuove idee. Ed è un modo per contrastare l’assenza di memoria che spesso caratterizza le grandi rassegne.
Resta ancora da vedere se qualcuno avrà ora il coraggio di togliere la targa cementata da Gianni Motti sul muro del padiglione svizzero quando la mostra sarà terminata, privandoci così di uno dei motori del dibattito artistico degli ultimi decenni.

Maurizio Bortolotti

 

[pubblicato in Domus, luglio-agosto 2005 – n° 883]

Nuovo ebook: Georges Perec

 

cover fiatOggi un nuovo ebook su gammm.org: Tentativo di esaurimento di un luogo parigino, famosissimo testo di Georges Perec, pubblicato una prima volta nel 1975, poi riedito nel 1995 ed ora presentato qui nella traduzione di Michele Zaffarano. Il file pdf [118 Kb] è scaricabile dalla pagina gammm/ebooks.