schema / adriano padua. 2009

SCHEMA

(Parti del poema)

PARTI 1-4 (DEL VUOTO)

1. La verità, certamente concreta, non è ancora probabile. Ogni notte potremmo morire, scaturire da noi qualche cosa. L’economia è presenza, sembra un qualunque dio, non ha forme né schemi, sono cose irreali, è violenta. Non è vero che è tutto così fuori posto. Ora è come se il senso, nell’immobilità, sottraesse sé stesso alle immagini date, e  in queste vene gonfie, contaminate e piene, si complicasse il corpo. Ecco la parte zero del poema, ecco le  reazioni inesistenti. La gioia non può essere di piombo, il contesto attuale è il contrario del cielo svelato, e ci stringono intorno le insonnie.

2. Ignoti, sia noi che le fiamme, sia detto per stare anche fuori dal campo poesia. Nella parte iniziale del caso. Creatura insondabile taci lucente e terrena, sono consecutive le cose, quasi sempre, non solo. Il muro si schiera da primo confine. I nostri due futuri sono luoghi avvelenati. La senti la musica dei tasti, la magìa, gli obiettivi imprecisi ma posti ugualmente, la rabbia decorativa che intossica, i pensieri nuovamente come indosso, le mosse senza enfasi perfette delle ore, i gesti operati a comporre le notti sbranate dai gesti contrari, l’agire di linguaggi e piani, la pioggia interminabile. Forse quello che vedo, forse, non è vero. Continue reading “schema / adriano padua. 2009”

da "inespressionismo" / germano celant. 1988

Se prima le avanguardie storiche privilegiavano il reale, quale entità extraterritoriale all’arte, proponendone un assemblage atto a creare ex nihilo nuove immagini, oggi la produzione artistica opera sul decoupage e sull’interpretazione di immagini “già fatte”. Si studiano le loro combinazioni e i loro intrecci, il loro ruolo sullo “schermo” e la dualità tra display scenografico degli oggetti e loro ripresa.

Il vero problema non è il ritorno all’io romantico, al gesto del buon selvaggio, al narcisismo del soggetto e alla buona coscienza dell’arte. Tutto ciò comporta lo status quo. Bisogna accettare di essere strumenti e aggeggi di un sistema globale per rivelarne il ruolo: lavorare sull’illusione per non illudersi.

Attenzione all’inganno dei linguaggi della produzione e della comunicazione […] esigenza di un soggetto d’arte che interroga ed analizza, indaga e critica le forme di argomentazione e di persuasione del presente.

[Con il termine inespressionismo si vuole definire l’ipotesi di] un’uscita dagli estetismi e dai personalismi […] a favore di una ricerca analitica e critica del banale e delle sue mancanze […], profano e scettico tanto da incamminarsi nella via del non-essere. […] L’inepressionismo porta attenzione sugli inganni dei linguaggi, compreso quello dell’arte. Non recita, ma si mette a nudo.

Rispetto alla pittura neomanieristica e citazionista Continue reading “da "inespressionismo" / germano celant. 1988”

cambio di paradigma / marco giovenale. 2010


Micropremessa

Quanto di séguito si schematizza e si afferma vale come primo resoconto e presa d’atto – report osservativo – di una determinata area di scrittura contemporanea. In più, il perimetro così delineato non è privo di interruzioni, falle, faglie, porosità, cedimenti. Come ogni neoformazione, tutto sommato. In aggiunta, chi qui scrive non inscrive l’intera sua identità di autore nella detta area. Alcuni suoi testi le appartengono in pieno, altri in parte, altri per niente.

Quando si parla di cambio di paradigma, in riferimento alla scrittura o ad alcune scritture di ricerca degli ultimi decenni e segnatamente a quelle degli ultimi quindici-venti anni, specie in Francia e Stati Uniti e perfino in Italia, può essere sensato annotare e rammentare che :

  1. marcano spesso una linea di differenza dalle avanguardie storiche e da un numero consistente di esperimenti di fine Novecento a quelle legate;
  2. segnano un tendenziale anzi radicale distacco da derive metatestuali, veteromallarmeane, da ‘culto del Libro’ (e del libro), o ragionative-rilkiane, alato-heideggeriane – in voga specie tra anni Ottanta e Novanta;
  3. si connettono semmai strettamente a una serie di meccanismi o avvenimenti, occorrenze, e caratteristiche o proprio fatti, che possono essere non inutilmente elencati :

Perdita o attenuazione di assertività del testo. (Perdita del momento/postura “io autore [ti] sto dicendo che”).

L’autore non afferma (da posizione elevata o meno), non stabilisce i parametri assertivi del materiale che pure produce; non fabbrica quel modello eroicamente ultrasemantico che spetterebbe al critico deuteragonista notomizzare. Continue reading “cambio di paradigma / marco giovenale. 2010”