moris dante / roberto cavallera. 2012



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segna, là (da parte) sul filo, s’inchina, là, che no non un andare un volo magari a far passare l’ago nato a unire. un moris Dante che appare, riappare già pesto. al buio, sul corrimano. poi, pentito, procede. 61. amando un po’ tutto, compreso il poster dell’Adami. ringrazia per l’ospitalità. (magia magia). messa su per l’occasione musica insopportabile. rimesta nervoso un po’ di ghiaietta in tasca. annaspa, mano a cucchiaio constata l’aglietto. venuto per l’apostolato, accenna, la sala l’aspetto, per quando? un non so che, giusto un po’ da parte. preso così all’improvviso notando dell’astuzia nella disposizione dei posti un po’ più avanti il formaggio, nel frantoio il prezzemolo (evvai evvai). il bagnét dell’esteta. attardandosi in cucina aspirando forte (si mangia si mangia). tema, si fa un salto a Manta, ricordi il giardinetto del castello? vedette sparse ti facevano segretamente i complimenti. questi nostri posti tramano poi su varie altezze da raggiungere. all’unisono si svicola su castiglie, i diavoletti mascherati nei vicoli. (cupidi cupidi). 5. Artigli, contentini come si deve. i debiti pagati al passaggio degli scuri. Eccome se era degna. fa vedere una borsa con della frutta spingendo sul prezzo. l’azzardo il freddo il latte che si integra col caffé. raccoglie firmamenti. e tutte e uno. si teme per il meglio. se le tira su, tutte e une. utriusque. un’unghia quindi armeggia cerca vittime ti vedremo e ti daremo un compenso. ah, quell’esame, quinto piano, si ritira per cambiarsi si colora e disanella. amanti, capito? amanti delle lettere laggiù rivisitano cieli e lampi e fortune (ti prego, non c’è nessuno). stordendo le dita per il nervoso dovresti […] indicandole proprio lì, di più sì, di più. 24. sicuro (ci mangiano in molti). Ah! sta mini svelta io e quell’altro, gira pagina


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appunti per il «vespro» e la «notte» / giuseppe parini

 

1. Cavagnola, fichetti, cartelle, tuttissimo.
Matrone, Sibille, polla caduta, scompiglio, ordini per terra, mormorazione, amori.
2. Il marito una volta assisteva la moglie.
Dipoi il servente la dama, ora non più.
3. Forastieri. Le milanesi gli rispondono con lingua e pronuncia milanese. Le dotte in francese facendo pompa ecc.
4. Al teatro gli altri vanno per sollevarsi delle fatiche.
Tu solo vi vai per coronar coll’estrema le fatiche del giorno.
5. Agli attori plaudi non quando il meritano, ma quando te ne vien capriccio. Il vulgo adoperi la ragione e quel senso che perciò è detto comune; ma le voglie repentine sieno sole la tua norma.
6. Celibi.
7. Marito colla sua bella.
8. Bandò o nastro da notte ricamato a caratteri amorosi dalla bella.
9. Collare o anello tessuto de’ capelli della bella.
10. Nella platea discendi talora, accomunati co’ musici buffoni mutoli ecc.
11. Degna talora gli uomini di talento; ma come lione ecc.
12. Carte rapidamente mescolate. Così lesta scorrea Penelope colla spola ecc.
13. Picciole dame usano etichetta fra loro, ma son dimenticate dalle grandi.
14. Tabacchiera con figure oscene. Le dame o ne ridono o non arrossiscono.
15. Seder pesante. Così piuma leggera che accrebbe leggerezza e mobilità ai capi delle dame, piomba come sasso nel vuoto.
16. Araldici nuovi.
17. Maraviglia de’ posteri pensando che tu abbi fatto ogni giorno tante cose per tanti anni. Continue reading “appunti per il «vespro» e la «notte» / giuseppe parini”

da: "la sintassi e i generi" / elio pagliarani. 1959


Non ha senso negare l’identificazione lirica = poesia senza una reinvenzione dei generi letterari. E ciò è già stato storicamente dimostrato: il tempo e la realtà incaricatisi di rompere un diaframma, la poesia allarga i suoi contenuti, ma non può farlo se non dilatando in corrispondenza il vocabolario poetico. Ma arricchire il vocabolario non significa necessariamente arricchire il discorso, può anche voler dire che si arreca turbamento e confusione. Nessun vocabolo ha illimitate capacità di adattamento (e quante più ne ha tanto più è semanticamente avvilito); ogni vocabolo ha i suoi precisi problemi sintattici, si muove in un’area sintattica. E la dilatazione lessicale postulerà una sintassi del periodo, non soltanto della mera proposizione. Le diverse soluzioni sintattiche imprimono al discorso tensione durata ritmo diversi: questa designazione di tonalità, questa specificazione di struttura appartengono per definizione ai generi letterari. La reinvenzione dei generi è quindi la necessaria conseguenza della più ampia e variata modulazione sintattica del discorso poetico conseguente all’arricchimento del lessico.

[…]

 

[ in Elio Pagliarani, Tutte le poesie (1946-2005), Garzanti, Milano 2006, pp. 459-460 : 459]

venison / patrick playter hartigan. 2011

venison


Ecco un nuovo opeb di GAMMM.
Si tratta di Venison, di Patrick Playter Hartigan.
(Prima pubblicazione: in “SERIES”, 18, 31 ott. 2011,  a cura di Drew Kunz)
Il testo può essere letto qui.

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Here’s a new GAMMM opeb.
It’s Venison, by Patrick Playter Hartigan.
(First published in SERIES, 18, Oct. 31st, 2011, ed. by Drew Kunz)
Here you can download the text.