citazioni / george oppen. 1962



1

Quando chiesi al vecchissimo
uomo alle Bahamas
quanto era vecchio il villaggio
lui disse:
‘L’ho trovato qui’.

 

2

Bambini e animali
e insetti
‘fissano lo sguardo verso l’aperto’

E lei disse
Dunque sono benvenuti.

 

3

‘…e i suoi armadi!
Non veri abiti – solo orecchini sorprendenti
e profumi e foulard vistosi e robe formali –
 
Lei disse di avere “timore”, disse che aveva
“sempre timore”’.
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il territorio alle spalle / corrado costa. 1973

 

1.

Sembra che non ci sia nessun’altra possibilità per parlare (in poesia), che parlare per mezzo di qualcosa che somiglia alle immagini. L’immagine degli imagisti (sensuale) l’immagine dei surrealisti (artificiale) la «deep image», ora, che si basa sulla percezione come strumento di visione. I poeti si costruiscono una coscienza basata sui cinque sensi, tesi fino ai limiti di rottura della percezione. Non ci sono indicazioni di oggetti, c’è solamente la costruzione dell’immagine e l’immagine non è mai sola. Essa è tutto ciò che c’è sopra sotto a destra a sinistra dell’immagine.

A chi mi chiedesse che dimensioni ci sono sopra sotto a destra a sinistra del territorio dell’immagine, risponderei una poesia-schermo, che mette in primo piano l’immagine, e più l’immagine viene avanti, più si spalanca territorio alle sue spalle (un fotogramma di Eisenstein o, ancora meno, di un film western). Si capisce così che il poeta ha più cose da dire di quante ne stia raccontando. Per raccontare servono termini di riferimento, i termini di riferimento sono le immagini, ma le immagini sono in contraddizione con il loro territorio che è un territorio troppo vasto da occupare (le teorie di Fludd). Dire tutto quello che è possibile attorno all’immagine e poi nasconderla, buttarla via. Tutto quello che rimane dopo averla buttata via, è la poesia.


2.

Alcuni esempi per Tam Tam: Giulia Niccolai e la situazione alessandrina dei suoi testi dai Nuovissimi. La poesia è tutto quello che rimane dal commento che sta attorno alle immagini degli altri, precedenti e assenti, immagini gettate via. Questo esempio potrebbe fare pensare a un processo di svalutazione dell’oggetto, e si può in effetti pensare a questa operazione come all’ultima cosa che possiamo fare con ciò che rimane tra le mani. È il caso della poesia di Adriano Spatola. L’iter attorno all’oggetto non ha praticamente un inizio e una fine ma tende a finire, a scomparire nell’apparizione di qualche cosa che non esiste.


3.

Siamo sicuri che il mondo c’è e le cose ci sono. Aristotelicamente hanno materia forma e non-essere. Dato che Continue reading “il territorio alle spalle / corrado costa. 1973”