angolo di imbardata iv / ben lerner. 2006

 

Ben Lerner
ANGOLO DI IMBARDATA (IV)
Da: Angolo di imbardata IV, Arcipelago, coll. «ChapBook», 2015.
Traduzione di Damiano Abeni.

 

 

Un’immagine della definitività in un’era di luce polarizzata. Vuoi sposarmi, scrive lo zio con la scia di un aereo. Una pillola per incutere soggezione che ha come effetto collaterale il travaglio del parto. Un inclinarsi di lato verso l’interno e l’aeroplano si spinge oltre i propri limiti. Un’innovazione modesta nei meccanismi di virata rende obsoleto un ramo della letteratura. I limiti restituiscono la spinta. Il modo in cui la scia si trasforma in ghiaccio, poi vapore, poi carta, unendo i nostri analoghi per errore, la più elevata forma d’intimità. I reattori vengono progettati per sublimare uccelli fuori rotta. Il no appare nel granturco.

 

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Il terzo comparto dello stomaco di un ruminante viene denominato anche libro perché quando lo si apre con una lama le sue pliche si schiudono come i fogli di un libro. Quando viene sezionato trasversalmente, il frutto ha forma stellata ed è perciò denominato frutto a stella. Spesso i nostri simili derivano il nome di un oggetto dal modo in cui lo distruggono.

 

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ritagli / bob perelman. 1988

 

Bob Perelman
RITAGLI
Da: Ritagli, Arcipelago, coll. «ChapBook», 2015
Traduzione di Massimiliano Manganelli
Il 5 luglio 1987 ho scritto:
«Il fondamento della mente moderna
è la macchina», sapendo
che la parola “moderna” si riferiva
al più tardi agli anni Cinquanta e che
allora non c’erano macchine
nel senso contemporaneo.
Ciò rende questa cosa
“psicologia”, tranne che la parola
ricorre naturalmente soltanto
in ampi corsi introduttivi
dove il docente fluttua
sotto il vocabolario
in quel modo senza peso
in cui io qui genero le parole
solo per trovarle un po’ recalcitranti,
non all’altezza della dinamica fluida
del capitale, e fatalmente contaminate
dalla politica, ora che
il presente si è finalmente
districato
dal passato.
“Politica” è un’altra parola
il cui uso pone problemi
al lettore nato,
perché per essere posta in circolazione
comporta la sinossi
dell’ultimo film che ho visto
alla TV, quale che sia, in questo caso Hot Rods from Hell.
Questo è l’atto poetico,
la poesia che viene formata dalla scissione
dell’io dove la sua totalità immaginaria
si frantuma in tempo reale quando affronta
il proprio materiale sociale alienato
e se ne sta espulso dall’eternità a guardare
la narrazione della sua salvezza
raccontata a un paese per il quale
la vita quotidiana esige un
mondo immobile come un fondale
e una descrizione interminabile
pronunciata da attori le cui scale retributive
sono tutto quel che resta della storia. Continue reading “ritagli / bob perelman. 1988”