bad romance / allison grimaldi donahue. 2018

from:
Allison Grimaldi Donahue, Julia Hölzl, Jennifer Hope Davy,
On Endings (Delere Press, 2019)

 

bad romance:

una poesia ha bisogno di un piedistallo

quante ripetizioni sono necessarie per formare un segno

arriva un succubo e di nuovo sbircia nel tuo appartamento al piano terra e non sarò lì per la chiamata

sogno di portarti a incontrare bifo e ci sediamo a bere acqua sulfurea e sudare per via del nostro costoso correttore make-up

il linguaggio, per essere utile, o redime o è logoro

mi hai sbattuto la testa al muro. hai detto: il limite è lì per essere superato

a brooklyn un adulto mi ha chiesto se, da quando vivo a roma, parlo rumeno

re luigi xxiv esce dall’accademia di belle arti di lione con una congrega di lesbiche

il formaggio svizzero è delizioso, ne gratterò i buchi sugli spaghetti

ogni volta che tradisco mi viene una spellatura

il braccio di legno è come un artiglio

le amo le lacune nella comunicazione

ho pubblicato un annuncio cercasi sesso violento, citando saffo

una donna da sogno immobile ingessata, che ancora riesce a fumare una sigaretta

ordina al mcdonald’s col touch screen ma non mangia mentre aspetta il treno (il rituale)

un discorso sull’erotismo anale femminile ancora manca

sotto la pioggia corri giù dalla basilica e le tue prada si rompono, come ci fosse da soprendersi

l’infanzia perpetua è un piacere a falcate

una vera donna ha una cicatrice da morso di serpente

un’allusione all’illusione attraversa la stanza

la spiegazione esagerata di come mia madre morta assomigli a rita moreno

dalle tue parti sono sempre pac-man affamato di qualcosa su cui non riesco a mettere un ticker

lo stop alle realtà disponibili a ognuno di noi, un’auto in mezzo alle strisce pedonali

a trieste c’erano un tramonto e una barca

quando smettevi di fumare ricominciavo a mantenere la simbiosi

le lenzuola erano sempre umide e profumate

una volta abbiamo costruito una fontana che guardava su san pietro

ti chiamo e ti dico che adesso new york è domata e sto svapando

avena perlata per un amore latente

i tuoi pollici sono come martelli piegati nelle tasche

aiutami a sentirmi viziata non marcia

con una lingua grossa come un fico

dita premute su una coscia grassa

non ti capisco, e tuttavia le tue parole mi toccano

 

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bad romance:

a poem needs a pedestal

how many repetitions are required for a sign to be constituted

a succubus comes and leers into your ground floor apartment again and i won’t be there for the call

i dream i bring you to meet bifo and we sit drinking sulfuric water and sweating off our expensive concealer

language, to be useful, is either redemptive or worn-out

you knocked my head against the wall. you said: the limit is there to be overreached

a grown man in brooklyn asked me if, since i live in rome, i speak romanian

king louis the 14th comes out of the beaux-arts academy in lyon with a coven of lesbians

swiss cheese is delicious, i will grate its holes atop my spaghetti

every time i cheat i get a rugburn

the claw-like wooden arm

i love a lack in communication

i put out a personal ad seeking rough sex, quoting sappho

a dream woman motionless in plaster, still managing to smoke a cigarette

she orders mcdonald’s on a touch screen but won’t eat it waiting for the train (the ritual)

there is still an absence of a discourse around female anal eroticism

in the rain you run down from the basilica and your pradas break, as if to be surprised

there is a strode pleasure in perpetual childhood

a real woman has a snakebite scar

an allusion to delusion walks across the room

the over-explanation of how my dead mother looks like rita moreno

around you i am always pac-man hungry for something i can’t put a ticker on

the halt of realities available to each of us, a car in the middle of the cross-walk

in trieste there was a sunset and a boat

when you stopped smoking i would begin again to maintain symbiosis

the sheets were always damp and perfumed

once we built a fountain over looking st. peter’s

i call you and tell you new york is tame now and i’m smoking a juul

pearly oats for a latent love

your thumbs are like hammers folded into pockets

help me to feel coddled not rotten

with a tongue as thick as a fig

fingers pressed into a fat thigh

i don’t understand you, but your words are touching me, nonetheless

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from:
Allison Grimaldi Donahue, Julia Hölzl, Jennifer Hope Davy,
On Endings (Delere Press, 2019)

Italian translation by Marco Giovenale & the author

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