da “violazioni dell’acqua” / federico placidi, aliberto sagretti. 2019 (videoelaborazione di un momento dell’installazione: differx)

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Frammento da Violazioni dell’acqua,
di Federico Placidi, installazione per dispositivi elettroacustici in tempo reale.

Light designer: Aliberto Sagretti
Impianto sportivo capitolino Roma Uno (piscina), Largo Ascianghi.
29 agosto 2019.

Nel contesto del festival “Di là dal fiume”, a cura di Testroinscatola.

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Microvideo+elaborazione: (CC) 2019 differx

tristano / nanni balestrini. 1966-2007

Tristano. [Versione unica]. 1966
Capitolo I [Paragrafo 2]

Cominciò a muoversi più veloce. Fino ad averne abbastanza. Be’ ti muovi. Riempii prima i bicchieri quindi attraversai lentamente il prato fino agli oleandri rosa che crescevano sulla riva. Questa veduta mostra un barlume di luce piuttosto debole verso l’altro con una striscia di zona oscura nel centro e una luce ancora più debole e diffusa verso il lato inferiore. Vuota il bicchiere e lo mette sul comodino. Dalla finestra. Uscì dal bagno le mani di lei si contrassero ed entrò sotto la doccia. C allontanandosi a nuoto descrisse un arco poi si voltò ritornò in linea retta verso di me e uscì dall’acqua. Non pioveva. In conseguenza dell’abbondante ricchezza di fito e zooplancton favorita anche dal fondo melmoso delle acque vivono numerose specie di pesci alcune originarie altre immesse tra cui i coregoni i salmerini i lucci gli agoni le carpe le tinche le alborelle i cavedani le anguille e le trote che sono assai ricercate per la bontà delle carni e possono raggiungere dimensioni notevoli. Camminò sul prato tra gli alberi. Tronchi e ceppi di pino di larice di betulla vengono spesso alla luce nelle torbiere 200 km più a nord dell’attuale taiga. Il suo colorito è molto pallido sembra nutrito in modo inadeguato per un simile terribile dispendio di energia. La guardò in viso. Non fa niente. Che m’importa di odiare. Tutto si svolge nello spazio delle lenzuola. Di lì si vedeva il lago e la strada. Allora che importa. Scostò le lenzuola. Adesso così va bene. Teneva le mani strette contro il petto incurante delle sue unghie appena laccate. A un certo punto. Che m’importa. Non c’è nessuna ironia. Verso la fine di ottobre ritrovò pian piano il sonno seppure a prezzo di sogni terrificanti.

Tristano. Copia PS4596. 2007
Capitolo II [Paragrafi 1-2]

Cominciò a muoversi più veloce. Fino ad averne abbastanza. Be’ ti muovi. Riempii prima i bicchieri quindi attraversai lentamente il prato fino agli oleandri rosa che crescevano sulla riva. Una traiettoria nella quale lo sguardo si perde trasportato dall’accelerazione e lo sfilare continuo le sovrapposizioni e gli intrecci delle immagini. Vuota il bicchiere e lo mette sul comodino. Dalla finestra. Uscì dal bagno le mani di lei si contrassero ed entrò sotto la doccia. C allontanandosi a nuoto descrisse un arco poi si voltò ritornò in linea retta verso di me e uscì dall’acqua. Non pioveva. In conseguenza dell’abbondante ricchezza di fito e zooplancton favorita anche dal fondo melmoso delle acque vivono numerose specie di pesci alcune originarie altre immesse tra cui i coregoni i salmerini i lucci gli agoni le carpe le tinche le alborelle i cavedani le anguille.

Circa sei mesi prima del colloquio il marito aveva avuto un diverbio col portinaio e era stato aggredito da questo alla presenza di C. C ricordava di avere sempre avuto crisi periodiche di nervosismo ma riconosceva tuttavia che il tipo di nervosismo che era seguito all’aggresione subita dal marito era diverso anche soggettivamente e associato al tremore alle mani. Poi sollevò il microfono. Il telefono squillò. Tornò nella stanza. Tornò al telefono. Tornò a sedersi sul letto. Guardò la sua faccia addormentata. Appoggiò il libro il comodino accanto al bicchiere. È sempre più difficile trovare dietro la pagina un cuore che batte. Io penso che quello che caratterizza la nostra generazione è una spiccata nostalgia per la giovinezza o per meglio dire una superstite disposizione ad essere giovani.

da “ipocalisse” / nanni balestrini. 1980-83


GESTI

1.

uscendomi fuori
da una parte
mentre passavo al contrario
posato appena
piano azzurro
tenuto insieme
come poteva
intanto ritornavamo
e l’avevamo
non l’avevamo visto
nessuno si era ricordato
di chiudere appena
più forte azzurro
non smette di

2.

senza immagini
separati
continuando a
il giardino dipinto
la superficie
mostrando un gesto
strappati e
muovendoci sopra
non è finito
che appare e scompare
liberazione
tutti i tuoi
gesti sul
gettandoli foglio

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