to go mad / greg evason. 2013


if you
have never
gone mad
you have not
fully lived
i.e. if you
have not
once bent over
to tie a lace
and upon returning
to an upright position
found yourself
in a wholly different world
than the one you were
just in
then you
are missing out on
one of the more interesting things
that can happen to a human being
se tu
non sei mai
uscito matto
tu non hai
vissuto in pieno
p.es. se tu
nemmeno una volta
ti sei piegato
ad allacciarti una scarpa
e tornando
in posizione eretta
non ti sei trovato
in un mondo completamente differente
da quello in cui eri
di fatto immerso
allora tu
ti stai perdendo
una delle cose più interessanti
che possano succedere a un essere umano




[ tr. it. : m.giovenale ]




da: quattro conferenze / stephen rodefer. 1982

Ciò che udiamo dalle labbra delle persone con cui parliamo nel corso dei nostri affari quotidiani si fonde con ciò che vediamo per strada e dovunque altrove, e si fonde poi con la nostra immaginazione. Da questa chimica viene prodotta una lingua… che slitta e svela il proprio senso come le nuvole che si spostano nel cielo e cambiano forma, e mandano a volte pioggia o neve o grandine… Questo per dire che un uomo senza immaginazione è come se fosse cieco o sordo. Ma i poeti del passato avrebbero tradotto questo linguaggio nascosto in una specie di COPIA del discorso del mondo, con qualche distinzione di rima e metro per mostrare che non era davvero quel DISCORSO. Oggi invece gli elementi di quel linguaggio sono messi su carta così come vengono ascoltati, e l’immaginazione dell’ascoltatore è lasciata libera di fondersi con quella del poeta…

 

Dormendo con la luce accesa

Non è per attaccare accampando scuse ma nella capitale non pioveva.
Chi è la donna insieme a Attila? Non cominciate tutti assieme, ma cominciamo però.
Più è ciò che ne segue quando non è più lo stesso. A metà strada tra
qui e Dio cambia posto come in un racconto, continuando a cantare come se
fosse in versi. L’orgoglio non parla. Spinge il piede fuori dalla culla
per disturbare la giostrina che doveva vegliare sulle sue cacche notturne come un uccello acquatico
dritto su una zampa. Dalla pittura crea luce, come un pittore. Va’ lontano a sufficienza
perché questa frase diventi sé stessa. Una voce non può più data indirizzo.
Il MODO LIDIO. La certosa nella distanza della corsa alla casa base.
Una donna frequenta un impresario di pompe funebri. Ha un diritto. Lui vuole che lei si stenda
di fianco al morto. Gli uccelli sono sugli alberi e lo sanno. Non
bevono. Hanno presente la bellezza delle colline quando ci sono sopra e quando
non ci sono. Qualcosa in natura che non è per niente caffè.
Giunge una marea per far aprire le valve, nella finzione chiamata crepuscolo.
Maestri gelosi avvelenano i propri allievi; fegato d’oca, il cibo preferito di Mozart.

Un vecchio e bizzoso maestro di scuola ordinò al ragazzo di scrivere qualcosa
sul suo amore per le pietre. Comprò le rocce e le rocce vinsero.
I trilobiti si accumulavano nelle loro macchine. Altri correvano finché le dita non si staccavano
dai corpi. Lasciato libri sotto cespuglio in lotto di fronte a scuola,
ti dispiacerebbe andarmeli a prendere prima che piova? firmato Eremita Primo.
Tutto è permanente e passante, sopra e oltre il sottobosco.
Chi sia il prossimo a farsi staccare la testa non può decapitare qualcun altro.
La vita senza Yum Yum è insopportabile. Quando un uomo sposato perde la testa,
la sua compagna è sepolta viva. In questo vermuth ci vuole più radice di angelica.
L’automobile è diventata il predatore naturale degli animali notturni.
Il frigorifero comincia a ronzare, cazzo. La East Bay cantante e oltre.
Io ti ho salvato dall’illuminazione e tu mi hai salvata dal lesbismo.
Quando dico io è una figura del discorso. Ancora un poeta ECCITATO per della schiuma.
Guarda tutte quelle messe a fuoco lassù. Alla fine tutto diventa stelle dappertutto.
Sei quello che chiamano Poochie? Chihuahua! Noi…..siamo…..uomini…..morti. Continue reading “da: quattro conferenze / stephen rodefer. 1982”

how to write a poem / greg evason. 2011



  1. think about your last 24 hours
  2. pile them on top of each other
  3. pick an image
  4. pick an event
  5. point at both with your left foot
  6. cause chrome to drip from your elbows
  7. eat a pastrami sandwich with a single large dill
  8. take out your paints
  9. wait

* * *

come scrivere una poesia / greg evason. 2011

  1. pensate alle ultime 24 ore
  2. impilatele una sull’altra
  3. prendete un’immagine
  4. prendete un evento
  5. puntate entrambi usando il piede sinistro
  6. fatevi gocciolare del cromo dai gomiti
  7. mangiate un panino di manzo affumicato con dentro una singola grossa foglia di aneto
  8. tirate fuori le vostre vernici
  9. aspettate

[trad. it. M. Giovenale]

* * *

comment écrire un poème / greg evason. 2011

  1. pensez à vos dernières 24 heures
  2. empilez-les les unes sur les autres
  3. choisissez une image
  4. choisissez un événement
  5. visez aux deux avec votre pied gauche
  6. faites couler les gouttes du chrome de vos coudes
  7. mangez un sandwich de pastrami avec une seule grande feuille d’aneth
  8. sortez vos peintures
  9. attendez

[trad. fr. M. Zaffarano]



eleven conversations / richard prince. 1976

Like most everybody else don’t like to be broke, that means I like money. Reaching in my pocket and feeling paper gives me meaning. But if I was to gamble in London with two best friends, I’d bring along credit cards. I’d feel uncomfortable if I was to bank out of neighbourhood and was told then insisted that my personal cheque was of no value, but on the same hand, I’d feel short if I was to treat aesthetic realism friends to dinner only to find I had small change.

Like most everybody else I like to be entertained, that means I usually watch television. Prime time variety shuts me down. But when I festival with ‘new school’ friends, I get in deep with Bergman’s black and white. I’d feel funny backgrounding Friday nite poker with message and medium, but on the other hand, I’d feel silly if I visited minimal friends and brought along my baseball cards for trade. Continue reading “eleven conversations / richard prince. 1976”

subtotals / gregory burnham. 1989

Number of refrigerators I’ve lived with: 18. Number of rotten eggs I’ve thrown: 1. Number of finger rings I’ve owned: 3. Number of broken bones: 0. Number of Purple Hearts: 0. Number of times unfaithful to wife: 2. Number of holes in one, big golf: 0; miniature golf:3. Number of consecutive push-ups, maximum: 25. Number of waist size: 32. Number of gray hairs: 4. Number of children: 4. Number of suits, business: 2; swimming: 22. Number of cigarettes smoked: 83. Number of times I’ve kicked the dog: 6. Number of times caught in the act, any act: 64. Number of postcards sent: 831; received: 416. Number of spider plants that died while under my care: 34. Number of blind dates: 2. Number of jumping jacks: 982,316. Number of headaches: 184. Number of kisses, given: 21,602, received: 20,041. Number of belts: 21. Number of f***kups, bad: 6; not so bad: 1,500. Number of times swore under breath at parents: 838. Number of weeks at church camp: 1. Number of houses owned: 0. Number of houses rented: 12. Number of hunches played: 1,091. Number of compliments, given: 4,051; accepted: 2,249. Number of embarrassing moments: 2,258. Number of states visited: 38. Number of traffic tickets: 3. Number of girlfriends: 4. Number of times fallen off playground equipment, swings: 3; monkey bars: 2; teeter-totter: 1. Number of times flown in dreams: 28. Number of times fallen down stairs: 9. Number of dogs: 1. Number of cats: 7. Number of miracles witnessed: 0. Number of insults, given: 10,038; received: 8,963. Number of wrong telephone numbers dialed: 73. Number of times speechless: 33. Number of times stuck key into electrical socket: 1. Number of birds killed with rocks: 1. Number of times had the wind knocked out of me: 12. Number of times patted on the back: 181. Number of times wished I was dead: 2. Number of times unsure of footing: 458. Number of times fallen asleep reading a book: 513. Number of times born again: 0. Number of times seen double: 28. Number of deja vu experiences: 43. Number of emotional breakdowns: 1; Number of times choked on ones, chicken: 4; fish: 6; other: 3. Number f times didn’t believe parents: 23,978. Number of lawn-mowing miles: 3,575. Number of light bulbs changed: 273. Number of childhood home telephone: 384-621-5844. Number of brothers: 3 2. Number of passes at women: 5. Number of stairs walked, up: 745-821; down: 743,609. Number of hats lost: 9. Number of magazine subscriptions: 41. Number of times seasick: 1. Number of bloody noses: 16. Number of times had sexual intercourse: 4,013. Number of fish caught: 1. Number of time heard “The Star Spangled Banner”: 2,410. Number of babies held in arms: 9. Number of times I forgot what I was going say: 631.
[Harper’s Magazine, July 1989.]