scrivere luoghi / carlo fossati. 2018

Nei miei piccoli pezzi spesso descrivo un luogo. Un luogo in un particolare momento, quando accade qualcosa in mia presenza. È quindi una descrizione sia del luogo sia dell’evento, che sono poi un tutt’uno. Ma ogni piccolo pezzo è a sua volta un luogo, la sede di un allestimento, creato per mezzo di parole. Questa è una modalità che potrebbe derivare direttamente dalla mia personale pratica di allestimento di mostre o installazioni di arte visiva. Ma potrebbe essere anche il contrario, perché scrivo da molto tempo prima che cominciassi ad allestire installazioni in spazi espositivi. Ma poi chissà, prima l’uovo o prima la gallina? Perché pratiche minime di allestimento, di collocazione di oggetti di varia natura in uno spazio, le attuo da lunga data, da prima ancora che imparassi a scrivere. Quindi, per mettere insieme piccoli pezzi come i miei credo sia necessario avere un senso dello spazio. Si aggiunge, si sposta o si toglie una parola, oppure una virgola, come si sposta, si aggiunge o si toglie un elemento di un’installazione. E questo non si fa tanto per ‘abbellire’ la forma, ma per creare una tensione, prima, e poi per mantenerla. Perché senza questa tensione il pezzo, così come l’installazione nello spazio, non reggerebbe, ed è anche un problema di lunghezza, perché un testo narrativo di lunga durata, che si estende lungo molte pagine (insomma, un romanzo) lavora piuttosto sul tempo, e può sopportare anche qualche imperfezione, qualche segno di debolezza della struttura. Il pezzo breve, siccome lavora sullo spazio, deve essere solido e teso, e proprio per la sua brevità, quando ogni parola viene letta attentamente, nulla sfugge, non sono ammesse debolezze, imprecisioni o mancanze. Il pezzo breve spesso descrive, o meglio ancora evoca, o rievoca, un evento a sua volta assai breve, talvolta attimi, oppure qualche minuto, raramente un’ora o due. E deve perciò essere a sua volta, per quanto possibile, breve, altrimenti esprimerebbe ridondanza, sarebbe inevitabilmente sovraccarico di ornamenti inutili, che allungherebbero soltanto il brodo, togliendogli ogni sapore.
Il pezzo breve ha qualcosa a che fare con l’immobilità, ovvero con un movimento talmente rapido da non poter essere colto, venendo quindi travisato come estrema lentezza o, appunto, immobilità. In questi termini si consuma l’evento, spesso fulmineo, mentre alla descrizione è consentita
una certa minima dilatazione. Come rivedere un’azione di gioco (del calcio ad esempio) al ralenti, fermando anche l’immagine per leggere meglio i movimenti dei protagonisti, le loro intenzioni.


Il testo è tratto da Carlo Fossati, Vita in città, leppi lampi labors, Torino, 2019.

nel senso della luce / corrado costa. 1983

Ci fanno poi vedere
continuamente film
con attori che corrono più veloci
del film.
La velocità del film è costante.
Delle volte continuiamo a vedere
continuamente
film a velocità costante
con attori che sono molto più lenti
del film.
Non si sa
se siamo entrati prima
o dopo.
_

da Vanno a vedere tre film,
in The Complete Films (1983)

una lettura possibile:
slowforward.net/2020/11/17/2letture-alfaville-associazionealfabeta-costa-e-rosselli/

_

l’altro teatro i – ii – iii / giuseppe bartolucci, maria bosio, nico garrone. 1980

 

 

Documentario televisivo ideato dai critici Giuseppe Bartolucci e Nico Garrone con la regia di Maria Bosio, prodotto da Angelo Guglielmi nel 1980. Il documentario è stato trasmesso sulle reti Rai nell’81, diviso in tre puntate: «I protagonisti delle Cantine», «I Comici ed Altri protagonisti» e «Teatro in Periferia e Festival dei Poeti».

la nuova edizione di “prosa in prosa”, 2020 (e le 19 possibili copertine della precedente, 2009-10)

https://ticedizioni.com/collections/vetrina/products/prosa-in-prosa

e, come bonus track (liberamente scaricabile & godibile), le 19 copertine possibili della precedente edizione:

gammm: scatola sonora del 5 settembre 2020 (in collaborazione con il teatroinscatola)

il file in programmazione oggi a piazza Sonnino, con audio in loop di (in ordine alfabetico):
Isacco Boldini, Gherardo Bortolotti, Alessandro Broggi e Gianluca Codeghini, Roberto Cavallera, Fiammetta Cirilli, Mario Corticelli, Elisa Davoglio, Niccolò Furri, Marco Giovenale, Mariangela Guatteri, Andrea Inglese, Giulio Marzaioli, Manuel Micaletto, Renata Morresi, Vincenzo Ostuni, Adriano Padua, Andrea Raos, Giorgia Romagnoli, Jennifer Scappettone, Christophe Tarkos (tradotto e) letto da M. Zaffarano, Silvia Tripodi, Michele Zaffarano, Luca Zanini.


 

gammm: scatola sonora del 29 agosto 2020 (in collaborazione con il teatroinscatola)

il file in programmazione oggi a piazza Sonnino, con audio in loop di
Mariangela Guatteri, Manuel Micaletto, Gherardo Bortolotti, Luca Zanini, Eva Macali e Aimèe Portioli, Vincenzo Ostuni, Renata Morresi, Mario Corticelli, Andrea Inglese, Alberto D’Amico, Alessandro Broggi e Gianluca Codeghini, Jennifer Scappettone, Claudio Salvi, Giulia Felderer, Fabio Lapiana, Silvia Tripodi, Isacco Boldini, Christophe Tarkos (letto da M.Zaffarano), Giorgia Romagnoli, Niccolò Furri, Michele Zaffarano