una citazione dal (non così) lontano 1992 / nicholas zurbrugg

Nicholas Zurbrugg, Ripensare l’avanguardia, in “Baldus”, a. III, n. 2, agosto 1992, p. 41

e inoltre: https://gammm.org/2012/12/20/vuol-dire-quello-che-vedete-effettivamente-william-burroughs/

e https://gammm.org/2011/04/21/da-una-lettera-a-allen-ginsberg-w-s-burroughs-1960/

e https://gammm.org/2011/06/04/towers-open-fire-william-burroughs-1963/

e https://gammm.org/2006/11/02/burroughs-talking/

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some pages from “sentences” (forlaget gestus, copenhagen) / cia rinne. 2019

 

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sentences
published by Forlaget Gestus, Copenhagen 2019
20,9×12,7, 50 pages, edition of 100
Available from forlagetgestus@gmail.com or:
Bladr, Copenhagen
https://www.bladrbladr.net/publications/sentences-by-cia-rinne

&

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enciclopedia gammmatica del mondo. 1: le galline / anon. 2019

Purtroppo, nel corso della storia, le galline sono state piuttosto sottovalutate; questo ha portato al trascurare molti dettagli che le rendono animali molto interessanti, al di là del loro “coccodè” e del loro deporre uova. Le galline hanno la capacità di ricordare chiaramente e nel dettaglio circa un centinaio di volti, non solo tra i loro simili, ma anche tra gli esseri umani. Inoltre, questi bellissimi animali hanno la capacità di saper usare più di 200 suoni per comunicare: si tratta di suoni molto utili per comunicare con i loro pulcini, poiché le galline iniziano a comunicare con i loro piccoli prima ancora che questi escano dal guscio. Le galline sono anche estremamente empatiche con i propri simili, cosa che manifestano per lo più in situazioni di alto pericolo, ricorrendo alle proprie esperienze personali per aiutarsi tra di loro.

anonimo, 2019
in «Scambia & Gioca Girls», n. 75,
feb./mar. 2019, p. 11

la passeggiata / aldo palazzeschi. 1910

– Andiamo?
– Andiamo pure.

All’arte del ricamo,
fabbrica passamanerie,
ordinazioni, forniture.
Sorelle Purtarè.
Alla città di Parigi.
Modes, nouveauté.
Benedetto Paradiso
successore di Michele Salvato,
gabinetto fondato nell’anno 1843.
avviso importante alle signore !
La beltà del viso,
seno d’avorio,
pelle di velluto.
Grandi tumulti a Montecitorio.
Il presidente pronunciò fiere parole.
tumulto a sinistra, tumulto a destra.
Il gran Sultano di Turchia ti aspetta.
La pasticca di Re Sole.
Si getta dalla finestra per amore.
Insuperabile sapone alla violetta.
Orologeria di precisione.
93
Lotteria del milione. Continue reading “la passeggiata / aldo palazzeschi. 1910”

auto-destructive art [link to yt & more links] / gustav metzger. 1965

 

https://youtu.be/9nzzLdiI9eg

Documentary portrait of Gustav Metzger made at Regent Street Polytechnic 1965. Directed by H. Liversidge.

thx to Luca Zanini

 +

Tate Shots on “Auto-destructive art” by G.Metzger:

Gustav Metzger, born in 1926, developed the concept of Auto-Destructive Art where destruction was part of the process of creating the work. In this TateShots the artist reflects on his long and influential career.

Themes of political activism and engagement are heavily rooted in his work. He arrived in Britain as a refugee after losing several members of his family in the Holocaust and was associated with protests against American rocket bases in the UK as well as campaigns for nuclear disarmament. He also went to prison for encouraging mass non-violent civil disobedience.

This new arrangement of his work currently on display at Tate Britain reveals how auto-destructive art emerged out of painting and sculpture as much as it communicated Metzger’s activism.

Find out more about Gustav Metzger: https://goo.gl/tK2sjG

and https://theartstack.com/artist/gustav-metzger/auto-destructive-art-1965-dir-h-liversidge

and http://openfileblog.blogspot.com/2012/10/gustav-metzger-auto-destructive-art.html

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quattro categorie più una: "loose writing" / marco giovenale. 2011

 

Come esistono spostamenti del continente “testo narrativo”, quando accade che blocchi interi di romanzi, o famiglie di autori, che nel tempo e con lo smarginarsi o vicendevole divorarsi delle teorie fanno massa coesa o si disintegrano e – in una ideale deriva dei continenti alfabetici – assumono una diversa configurazione in quello che pensiamo essere un buon rilievo cartografico delle scritture, così si può dire che le teorie stesse, scogliere intere di definizioni, rupi di criticism, possono compattarsi, franare, emergere, collidere (non nella realtà-realtà, fortuna vuole; sì nella più concreta realtà dei segni che ci costruiamo, a proposito della realtà-realtà).

A questo proposito – con io meno critico che autoriale – vorrei suggerire (o dire che vedo, vedrei, penso di vedere) proprio un conflittuale compattamento.

In questi tempi vedo, osservo – e suggerisco – il darsi di una imperfetta ma forse non infelice unione tra categorie o schegge di generi che, considerate poi singolarmente, possono anche non aver ricevuto di fatto una organizzazione e definizione condivisa, ed essere al limite in movimento, addirittura “all’avanguardia”, o perfino di là da venire, in sostanza inespresse. E tuttavia, ancora non espresse e allineate dai critici in elenco, unirsi. Si uniscono. O possono esser passibili di presentazione di gruppo.

Allora ne assommo / accorpo / unisco – o vedo unite – cinque, ora:

 

new sentence (Silliman)

prosa in prosa (Gleize)

googlism, flarf (Mohammad)

scrittura concettuale (Goldsmith)

loose writing

 

Non metto parentesi dopo la quinta “categoria”; è ancora in larga parte sfocata e ne sono non autore ma  segnalatore. Non vorrei debordare in imprecisione.

Ron Silliman parla di new sentence a proposito (sintetizzo) di una frase che si innesta volentieri in una sintassi e macroarticolazione o sequenza di frasi che in qualche modo rimandano a concatenazioni tipiche del sillogismo, a segmenti relati, legati (o che esibiscono legami, o che implicitamente chiedono al lettore di vederli, di sentirli stabiliti), proprio nel momento in cui la normale, razionale, dimostrata-dimostrabile descrittibilità e consequenzialità è (giusto grazie a quelle stesse frasi) fatta saltare, gettata in crisi. Continue reading “quattro categorie più una: "loose writing" / marco giovenale. 2011”