il libro di “festapoesia – concreta” (2018) _ free pdf

http://diacritica.it/diacritica-edizioni

Concreta 1 (PDF)

Tutti i materiali di CONCRETA 1 – Festapoesia (Roma, Accademia d’Ungheria-Palazzo Falconieri, 21 aprile-5 maggio 2018), da un’idea di Giuseppe Garrera, István Puskás, Sebastiano Triulzi.

Volume a cura di Sebastiano Triulzi, 2 gennaio 2019, pp. 368, formato PDF, open access, ISBN 978-88-31913-072

http://diacritica.it/wp-content/uploads/1.-CONCRETA-1-a-cura-di-S.-Triulzi.pdf

*

Oppure accesso da:

TINA sarà distrutto / amandine andré. 2014

 

Amandine André
TINA SARÀ DISTRUTTO
2014
Traduzione di Michele Zaffarano

 

Il 12 luglio 2013 un treno deraglia a Brétigny-sur-Orge. Circola la notizia che i cadaveri delle vittime siano stati derubati e che anche i pompieri siano stati presi a sassate. La notizia viene ripresa dai media e smentita solo qualche giorno più tardi. Brétigny è una cittadina caratterizzata da grossi complessi abitativi, il che significa popolazione povera.
A.A.

 

Lui o lei sa come compiere il male e la discordia tra popoli e persone. Lui o lei sa come distruggere e rendere muti. Lui o lei lo fa dappertutto lo si può anche chiamare gli incidenti dopo l’incidente ferroviario di Brétigny. Lui o lei è fatto per questo è senza vergogna. Lui o lei è fatto per negare e diffondere l’odio. Lui o lei diffonde menzogne e calunnie. È il fare di lui o lei per mezzo della scatola parlante flash. Lui o lei sventola il “si dice” per lui o lei non c’è bisogno di nessuna prova. Dire è sufficiente per diffondere l’odio e dividere popoli e persone. Lui o lei domina ogni paura e s’inventa lupi. Lui o lei nasconde i propri crimini e accusa e insulta e controlla. Lui o lei ha il potere non ha la sua garanzia. Lui o lei si assicura di rimanere garantito. Lui o lei s’inventa storie per seminare discordia tra popoli e persone. Gli incidenti dopo l’incidente ferroviario di Brétigny è il nome di una calunnia costruita sul cadavere dei popoli e delle persone. Continue reading “TINA sarà distrutto / amandine andré. 2014”

it is / ron silliman. 1980

 

1. È una stella a cinque punte in uno spazio tridimensionale.

2. È parole.

3. È un gruppo, non una serie.

4. È la fine dell’atomizzazione.

5. È deliberato.

6. È il prodotto del lavoro.

7. È corrispondenza.

8. È New York, Toronto e San Francisco.

9. Cerca il post-referenziale.

10. Dissolve l’individuo.

11. È tribale.

12. È maschio.

13. È comportamento.

14. Non nasconde.

15. Condivide il lavoro ma non lo divide.

16. Può fare tutto.

17. È una poesia.

18. È una poesia molto semplice.

19. Ricorda l’invenzione della scrittura con tristezza ma senza rimpianto.

20. Non è un racconto.

21. È una coordinata definita sulla griglia del linguaggio e della storia.

22. È un’articolazione.

23. Ha parole che si dissolvono appena le leggi e si riformano appena le rileggi.

24. Non si può parafrasare.

25. Rifiuta la metafora.

26. Non è particolarmente divertente.

27. Non pensa che si debba trovarlo divertente.

28. Accentua il collettivo.

29. È più grande di chiunque di noi.

30. È la tua stessa perdita del sentimento che te lo fa sembrare freddo.

31. Propone la tua esistenza e si definisce secondo la tua possibilità.

32. Non è il Paradiso Perduto.

33. Non considera l’amore come il progetto ontologico del nostro tempo.

34. Riconosce la vita privata come un’evoluzione storica peculiare del nostro tempo e non approva.

35. È contrario al sobborgo.

36. Non vuole essere Presidente.

37. È un calcio nel culo della classe dirigente.

38. Può ricordare parole.

39. Non parla di nient’altro.

40. Non è discorso.

41. È sintassi.

42. Non è carino.

43. Non è storicamente necessario.

44. Accumula.

45. Raccoglie.

46. Riempie le parole vuote con te, caro lettore (Derrida).

47. Rivolta Hegel come un guanto, a testa in su.

48. Non è tenuto prigioniero da un’immagine perché l’immagine non poggia più sul linguaggio e non ci si ripete più inesorabilmente.

49. Sostituisce la monade.

50. Abolisce il positivismo.

Continue reading “it is / ron silliman. 1980”

phobos 2' 34'' / marco giovenale. 2013


fammi vedere, giocando sulle rotaie, lo so che hai paura dei giornalisti, degli ospiti, delle ospiti, dei gatti sulla tovaglia (se a quadri), paura dei cappelli, della verginità, della russia, di lasciarti andare, dell’eco, degli ex voto, delle marionette di porcellana, se hanno gli occhi stravolti, verso l’alto, ma è leggera, ma hai paura del cibo, comunque dell’arte astratta, delle infezioni, delle intossicazioni, da cibo, paura delle crêpes, delle creme, delle panne, delle curve delle tende, dei sipari, meglio, delle fotografie di frattaglie, delle lumache, dei cani, dei luoghi chiusi con dentro i cani, dei cani in libertà, nel parchetto, nell’erba alta, terrore dell’erba alta, degli spazi aperti, dei cani negli spazi aperti, se gli stessi spazi contengono anche luoghi chiusi con dentro altri cani, quelli degli spazi chiusi, alla catena, ma anche senza catena, con catene fatte a loro volta di piccoli cani legati uno all’altro, che potrebbero sciogliersi, paura di questo, e di conseguenza paura dei bambini che piangono perché a loro volta spaventati, imparando a farsi forza, non riuscendoci, con la paura di imparare, di seguire a ritroso il percorso, smarrire il sentiero, rientrare e trovare solo delle facili allegorie, che fanno paura, molta paura degli Continue reading “phobos 2' 34'' / marco giovenale. 2013”