I litofoni di Luciano Bosi e le sculture di Pinuccio Sciola

Il 13 agosto 2019 pubblico su GAMMM un video in cui Luciano Bosi suona alcune “sculture” di pietra da lui realizzate. Il post viene commentato sui social e risulta subito evidente che è necessario un chiarimento.
Luciano Bosi propone allora un sintetico excursus sulla storia più recente della “pietra che suona” e delle sostanziali differenze tra la sua ricerca e quella di Sciola [ad esempio, qui su GAMMM: Singing Stones / Pinuccio Sciola].

Vorrei spiegare la direzione ed il senso della mia ricerca sonora perché ultimamente, quando utilizzo i miei litofoni, c’è sempre qualcuno che maliziosamente richiama il lavoro del grande scultore Pinuccio Sciola, volendo sottolineare un “plagio” da me perpetrato ai danni dell’artista sardo.

Questo approccio superficiale all’arte e alla ricerca da parte del pubblico, a volte ahimè pure qualificato, è quello che a mio parere va contrastato, anche se purtroppo in quelle specifiche occasioni spesso manca il tempo per approfondire l’argomento. 

Approfitto allora volentieri di questa occasione per proporre un sintetico excursus sulla storia più recente della “pietra che suona” (escludendo volutamente, per esigenze di sintesi, tutti i riferimenti etnomusicologici ben più antichi).

Un nome per tutti: Elmar Daucher, scultore tedesco, vero pioniere nel campo, che licenzia per la prima volta nel 1974 una serie di opere sotto il titolo “Klangsteine”, pietre sonore, appunto.


Elmar Daucher, Klangsteine.

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