due opere / roberto sanesi. 1973

 

Sanesi, Roberto_ Dichiarazione di poetica (1973)

Dichiarazione di poetica

*

Sanesi, Roberto_ Principio (1973)

Principio

 

due testi / eva macali. 2015


Battaglie
Yabba

Questa pastasciutta con burro di arachidi e hotdog è davvero fresca e gustosa
cazzo devo vederti dal vivo, mio dio amo questo sentiero
suona un po' come il miscuglio dello scemo del villaggio
Yaba vuol dire metallo in tailandese.

È una buona
per qualche motivo mi è venuta fame
semplicemente grazie. Ben arrangiato
prossimo passo.

Devastante per la mente
eccoci ancora e ancora
bentornata
mi fai venire voglia di un panino
come faccio a togliere questa cosa dalla ripetizione?
Quando penso a questo, penso a questo.

-una conversazione così fine-
fresca
queste sono le battaglie che amo
bel suono
c'è qualche influenza di Steve Reich qui.

Canzone straordinaria e grande lavoro
la migliore parte è ora
tutti amano Yabba.

Arriva la tempesta
amo le novità.

Malato
se non ti viene da sbattere la testa a questo punto
straordinario
quell'effetto

eccellente

per dio sì.

Stile 4:29 Nisennenmondai
❤

Musica di qualità
geniale
lascio un commento
asfaltato
amo il cibo e amo voi ragazzi così tanto
la amo
sì
cazzo questo è tutto per me
pazzesco
l'ho amata totalmente, un gran lavoro
amore senza indugio.

L'arte del cibo.

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Davide Inchinarello
Ragazzi che oscillano



⊂_ヽ   
   \\ _    
     \( •_•) F     
         < ⌒ヽ A    
        /   へ\ B    
       /  /  \\ U

sempre copiata, mai eguagliata
la bruna è così attraente
ma chi è la donna anziana?
Amo quest'uomo.
Donna.
Ehm, extraterrestre.
しかしデヴィッド・ボウイ氏の変幻自在ぶりには、他のロックスターには絶対に追いつけない凄まじさがある。
I fianchi migliori possono ballarti nel cervello e friggerlo
quando sei un ragazzo
i ragazzi ci fanno oscillare
anni prima che i ragazzi nell'atrio rendessero ancora più figo, se possibile, travestirsi
togliete la pubblicità
non riesco a smettere di muovermi, e tu? 
Sesso sulle gambe.


misteriosa 6 & 7 / éric suchère. 2012

Éric Suchère
MISTERIOSA 6 & 7

 

06.

Sala e sarcofagi allineati: le figure sulla linea osservano le mummie con le etichette dei nomi – si tratta di una sorpresa e di una scoperta macabra.

Sala e sarcofagi allineati: le figure sulla linea sobbalzano per la sorpresa, alla lettura dei nomi schizzano gocce di sudore – si tratta di uno choc improvviso.

Sala e sarcofagi allineati: le figure camminano, cercano un’uscita – si tratta di volontarismo.

Angolo di sala, statua e scala: le figure camminano e osservano un ombrello appeso al braccio della statua – si tratta di un’altra scoperta e di un vero e proprio interrogarsi.

Lungo il muro e statua: le figure camminano sulla linea e osservano un polsino e una giacca appesi alle braccia della statua – si tratta di un’altra scoperta e di volontarismo.

Sala ed entrata gigantesca con grandi doppie porte e affreschi: le figure camminano ancora – si tratta di un quadro imponente.

Sala ed entrata gigantesca con grandi doppie porte e affreschi: le porte si richiudono, piccole schegge, curve di spostamento, nuvolette soffiate via – si tratta di un’azione improvvisa.

Stanza con lungo muro dipinto: le figure sono in attesa – si tratta di una constatazione.

Stanza con lungo muro dipinto: le figure cercano un interstizio – si tratta di una constatazione.

Stanza con lungo muro dipinto: le figure scoprono qualcosa – si tratta di domande.

Angolo di stanza e casse ammucchiate: la figura apre una cassa, scopre cosa c’è – si tratta di vero stupore.

Angolo di stanza e casse ammucchiate: la figura apre una scatola, scopre cosa c’è – si tratta di altro stupore.

 

Continue reading ‘misteriosa 6 & 7 / éric suchère. 2012’



A

com’è noto

l’A di acqua è

incolore, insapore, inodore

l’A di labbra

è rossetto

rosa

&

verde

l’A di acqua

cammina sulle acque

lascia una invisibile traccia

l’A di labbra non lascia

una visibile traccia

quando si mordono le labbra

U

sta sull’A di acqua

U cammina sull’A che cammina sulle acque

l’U di acqua è invisibile

anche A di invisibile è

invisibile

l’U di illeggibile è Continue reading ‘baruchello! facciamo, una buona volta, il catalogo delle vocali / corrado costa. 1978’

six works / a. nigh herndon. 2015

 


partly fantasized, partly opaque

§

untitled

§

untitled

§

untitled

§

untitled

§

6th

untitled

*

 

http://www.anherndon.com/

 

1.10

Nelle pitture antiche ci sono, generalmente, rappresentazioni con figure di personaggi.
Siccome la rappresentazione avviene in un luogo effettivo ed effettivamente rappresentato, si apre l‘opportunità, per il pittore, di inserire, su ordine di qualche sfida oscura o per un sentimento di riparazione, cose che non c’entrano.
È coche si scoprono uccellini nel corso di una battaglia, una lucertola dietro un sasso, una lepre che scappa.
In un affresco di Guido da Ranzo, pittore ligure di storie sacre, il piccolo Gesù tiene in mano un cardellino legato con uno spago, perché non voli via.
Nel grande quadro di Altdorfer dove il cielo travolge ogni cosa c’è un piccolo soldato con l’elmo che caga dietro un cespuglio.
Se uno cominciasse a togliere queste figure all’apparenza secondarie, andrebbe incontro a gravi problemi.
Fin dove si può togliere senza intaccare l’esistenza stessa delle figure principali?
Finita l’operazione sui dintorni, l’inquisizione, mai contenta, interrogherà ciò che sembra ancora sottoposto al caso e a indebite preferenze, come le pieghe dei mantelli, i risvolti delle camicie, i bottoni, i fermagli.
Arretrando di questo passo si arriva a un gesto già accaduto, di cui non rimane traccia, se non nell’ accumulo tremendo delle cancellazioni.
Per queste ragioni una figura è sempre encomiabile, nella sua sfida.
In ogni caso le figure secondarie aprono la finestra su un mondo disimpegnato, che entra nel quadro in virtù del suo semplice esserci e che, approfittando dell’ occasione, si presenta davanti al senso.
In realtà questo felice apparire è frutto di una malizia bell’ e buona, come quella del gattino che ti passa tra le gambe ed entra in casa con te.
Ho avuto una vecchia gatta di nome Carmelina che aspettava ore per celebrare la sua entrata in casa, facendo finta di entrare di nascosto. Quando si ammalò gravemente si coricò sul tappetino di fibre di cocco davanti all’uscio. Volle stare lì anche lungo la notte e, portata pietosamente in casa, si trascinò fuori a fatica. Al mattino era scomparsa.
Questa storia commovente non esime l’inquisitore burlone dal protrarre i suoi giochi probatori: ecco che sgombera il quadro dalle figure principali, i grandi cavalli si voltano e se ne vanno, i carnefici dei santi smettono per la pausa di mezzogiorno, le madonne in posa scendono dal trono e vanno a cambiarsi il costume.
Le piccole cose che godevano il loro senso attraverso una emarginazione astutissima, adesso, in primo piano, si devono dare un senso da sole e si accorgono che è una vera impresa, come essere daccapo.

4.2

L’osservatore di segni deve essere veloce.
Un buon allenamento è giocare a flipper; fin che la pallina gira è un buon segno, accompagnato da suoni e lucine.
Molti santi filosofi l’hanno capita per tempo, allungando il gioco oltre ogni termine.
Ogni tanto qualcuno, sventurato, prende di mira un segno, per venirne a capo.
In quell’istante il gioco si ferma.
Il segno che è stato preso di mira si volta con aria calma e interrogativa, al punto che l’osservatore comincia a guardare se stesso, a cominciare dalla punta delle scarpe.
Un segno fermo è una sentenza.
Esempio clamoroso e puro è l’attesa, per la prima volta, di un segno d’amore.
Talvolta vengono escogitate trappole per scoprire dove il segno passerà. Per conservare un alto desiderio senza indigenza si può arrivare un po’ prima alla fermata del tram e vedere se lei arriverà con lo stesso anticipo.
Sono minuti di grande attesa, un esempio di ciò che costa la vera interpretazione.
Tali segni appartengono all’arte degli aruspici, alla lettura degli intestini, qualcosa di magnifico e lugubre, dove
niente di meno che la morte può essere il corrispettivo per la magnificenza dell’amore.
Inutile discutere se tutto è deciso o se tutto è trattabile, se il desiderio può essere guidato a distanza da oscuri magneti o se il caso ha già lanciato i suoi dadi.
Si può soltanto stare con il cuore in gola.
Appena il destino è aggiudicato, i segni sbiadiscono e, addirittura, si aprono le orecchie ai suoni della via, si sente il tram che passa, il botto sullo scambio, altri rumori uno per uno.
Detta così, lei non è arrivata.

[in Angelo Lumelli, bianco è l’istante, edizioni del verri, Milano 2015]

2 0 1 2 / mariangela guatteri. 2012

éphéméride / éric suchère. 2014

éphéméride

1. La main droite tente de mimer la ligne produite par l’échancrure entre le bord du rideau et la fenêtre, son ondulation, sa découpe en abstraction provisoire. 2. J’ai beau chercher la phrase, elle ne vient pas comme une phrase à propos de rien ne se trouve. 3. Ce sont juste des bruits lointains, voix indistinctes, cris d’enfants, cliquetis de vaisselle, avertisseurs et toujours ce léger bourdonnement. 4. Le reflet dans la table basse des images mouvantes les rend encore plus immatérielles. 5. Nous pensons élaborer des dispositifs là où ce ne sont que des constructions aléatoires. 6. Réussir à intégrer une rythmique jusqu’à ce qu’elle devienne naturelle. 7. Les lettres suspendues dans l’espace se détachent du fond auquel elles sont liées. 8. Le temps passé à chercher les phrases est un temps totalement vidé. 9. Je ne sais plus à quoi je pense. 10. L’air vibre.

_

effemeride

1. La mano destra cerca di mimare la linea prodotta dalla rientranza tra il bordo della tenda e la finestra, il suo movimento a onda, il suo taglio a mo’ di astrazione provvisoria. 2. La frase, l’ho cercata davvero, però non viene come una frase a proposito di non si trova niente. 3. Sono soltanto rumori in lontananza, voci indistinte, strilla di bambini, stoviglie che tintinnano, segnalatori e sempre questo ronzio leggero. 4. Il riflesso delle immagini in movimento sul tavolino basso le rende ancora più immateriali. 5. Noi pensiamo di elaborare dei dispositivi e invece si tratta soltanto di costruzioni aleatorie. 6. Riuscire a integrare una ritmica finché non diventa naturale. 7. Le lettere sospese nello spazio si staccano dallo sfondo cui sono legate. 8. Il tempo passato a cercare le frasi è tempo totalmente svuotato. 9. Non so più a che cosa sto pensando. 10. L’aria vibra.

 

traduzione di M. Zaffarano

gravicells / seiko mikami, sota ichikawa. 2004


gravicells from YCAM on Vimeo.

Seiko Mikami + Sota Ichikawa “gravicells” (2004/Commissioned by YCAM)
re-marks.ycam.jp/en/2004/gravicells/

Per cominciare, c’è la slam poetry. La slam poetry consiste nel dire le cose andando a tempo o in maniera un po’ jazzata e parlando in genere dei propri sentimenti, della propria credibilità di strada o di quanto il sistema stia cercando di tenervi sotto controllo. Può essere accompagnata da gesti drammatici. La slam poetry è l’unico tipo di poesia contemporanea che usa la rima. Per far capire all’ascoltatore che il poeta è contemporaneo, si distribuiscono qua e là delle volgarità. La slam poetry esiste solo agli open mic e suMTV, mai sui libri. I poeti slam non hanno paura di criticare il lavoro degli altri. Il punto sta tutto nell’essere “veri”. Per fare le classifiche, usano un complicato sistema basato spesso su una scala da uno a dieci o sul volume degli applausi.

Poi c’è la poesia confessionale. La poesia confessionale ha qualcosa in comune con la slam, soprattutto per l’enfasi sulla prospettiva personale del poeta. Però mentre quest’ultima tende a concentrarsi di più su come il poeta riuscirà a superare i vari ostacoli attraverso l’energia trasformativa connaturata con lo splendore della propria persona, la poesia confessionale punta maggiormente a condividere con il lettore gli affari più intimi, dolorosi e privati del poeta. Essendo più “seria”, di norma la poesia confessionale non usa rime (se non quelle à la Plath, che fanno ormai sempre più “vecchio stile”). Sempre ammesso che lo si riesca a spezzare in versi secondo una casualità sufficientemente convincente, il punto di partenza fondamentale del “confessionalismo” sta nel principio che qualsiasi cosa sia successa al poeta deve per forza essere interessante. Per esempio, se semplicemente dite:

Mi ricordo i pomeriggi passati lo scorso luglio sul lago Badger con il mio patrigno che, con la faccia paonazza per la troppa birra scura che si era bevuto durante la giornata, un po’ alla volta spostava dal fiocco del nostro vecchio gommone le sue dita tozze per metterle sulla cintura dei miei pantaloni Dittos,

è sicuramente un gran bel pezzo, scritto in maniera efficace. Però se lo formattate in quest’altro modo: Continue reading ‘servizio pubblico di ricognizione mensile della poesia nazionale / k. silem mohammad. 2013’

note sul concetto di distanza / giorgia romagnoli. 2015

ht / marco giovenale. 2013

Ha trascinato una scatola.

La trascina. Trascina una scatola con dentro un’altra scatola con dentro un cane (forse ha mangiato un cristiano, è grasso, è incapace).

Fa molto baccano nel vicolo, si sente fino al quarto piano dell’albergo sul cinema, nonostante il chiasso del film sia già alto.

Vuole entrare nel cinema a spettacolo iniziato ma glielo impediscono.

 

[da Oggettistica]

press to(o) close / renata morresi. 2015






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