La OTgallery (visitabile presso www.otgallery.org), ideata e diretta da Giulio Marzaioli, inaugura il 30 settembre 2014 offrendo al pubblico le opere ed installazioni della propria collezione permanente ed ospitando nello spazio mostre temporanee un’installazione di Massimiliano Manganelli (le mostre temporanee dovrebbero succedersi ogni 15/30 gg. – ndr).

OTgallery

 

Giulio Marzaioli, ma questa collezione permanente non cambia proprio mai?

Allestire le 11 installazioni della collezione permanente OT è frutto di mesi di ricerca. Al momento, anche nel rispetto dello sforzo profuso, gli spazi dedicati alla collezione rimarranno inalterati, salvo che, ovviamente, non intervenga l’acquisto da parte di qualche collezionista o appassionato e si liberi quindi una delle sedi attualmente occupate.

Giulio Marzaioli è l’architetto e il curatore di OTgallery, Elisa Davoglio l’ha costruita scrivendo in codice, html e php. Cosa accade alla persona che s’investe di vari ruoli, li pratica e li sposta a seconda delle necessità? Oppure, cosa accade ai ruoli?

Dirigere una galleria comporta un impegno che, al pari di altri, richiede dedizione e sacrificio. Più che di ruoli parlerei quindi di attività, di fare anziché rappresentare. In questa prospettiva la persona scompare di fronte all’opera, qualunque essa sia, e soltanto l’opera, a prescindere dall’autore, vale o non vale l’attenzione del visitatore. Più che di ruoli parlerei quindi di imputazione in capo ad un individuo di intenzione, attività ed impegno finalizzati al raggiungimento di un risultato.

Continue reading ‘interfaccia come contesto. lo spazio installativo OTgallery’

da: olocausto / charles reznikoff. 1975

la parola “avvenire” / peter handke. 1966

Qualcosa avviene. Perché avvenga, bisogna che un altro avvenimento si modifichi; oppure qualcosa che finora era senza movimento dovrà muoversi. Se qualcosa resta sempre immobile, non gli avverrà niente; o si muoverà da solo, o qualcos’altro lo farà muovere dall’esterno: allora sarà avvenuto qualcosa. Non c’è bisogno che un altro veda il movimento; non c’è bisogno che esso venga udito; anche il pensiero è un movimento, per quanto sia invisibile: se il pensiero nasce, la cosa avviene. Anche il dolore che nasce è un movimento; nasce nel corpo che uno osserva, senza che colui che osserva il corpo lo senta; avviene perché si è mosso qualcosa che finora in quel corpo era senza movimento. Quando qualcosa comincia, avviene; quando qualcosa si modifica, avviene; ma se qualcosa rimane sempre uguale, immobile o in movimento che sia, se qualcosa né si modifica da solo né viene modificato dall’esterno, non gli avverrà niente; se qualcosa si svolge nell’ordine naturale che gli è dato senza mai modificarsi, allora, anche se si muove, non gli avverrà niente. Nello scarico, che puzza sempre di latte putrido e d’acqua marcia, niente avviene e niente è avvenuto, sì invece in colui che vi si china sopra e a un tratto ne ingoia nel corpo l’odore.

Ciò che avveniva nel frattempo:

[in Peter Handke, I calabroni (1966),
trad. it. di Bruna Bianchi, SE, Milano 2004]

_


And Alfred Eisenstaedt shot John F. Kennedy
and Neil Armstrong shot Buzz Aldrin
and Edwin E. Aldrin Jr shot Neil Armstrong
and Ira Rosenberg shot Muhammad Ali
and Annie Leibovitz shot Lance Armstrong
and George Hurrell shot Humphrey Bogart
and Ricardo Stuckert shot Bono
and Yousuf Karsh shot Winston Churchill
and Mark Seliger shot Kurt Cobain
and Luca Galuzzi shot the 14th Dalai Lama
and Philippe Halsman shot Salvador Dali
and Anton Corbijn shot Miles Davis
and Patrick Dermarchelier shot Princess Diana
and Levin C. Handy shot Thomas Edison
and Arthur Sasse shot Albert Einstein
and Yousuf Karsh shot Dwight D. Eisenhower
and Annie Leibovitz shot Queen Elizabeth II
and Richard Young shot Pope John Paul II
and Bruce McBroom shot Farrah Fawcett
and Walter Albertin shot Federico Fellini
and Alberto Korda shot Che Guevara
and Yousuf Karsh shot Ernest Hemingway
and John Kobal shot Audrey Hepburn
and George Holliday shot Rodney King
and Joshua Massel shot Michael Jordan
and David McGough shot Andy Kaufman
and Loomis Dean shot Grace Kelly
and Howard Sochure shot Martin Luther King
and Stanley Kubrick shot Stanley Kubrick
and Vincent Fantauzzo shot Heath Ledger
and L. Léonido shot Vladimir Lenin
and Andy Warhol shot John Lennon
and Annie Leibovitz shot Yoko Ono and John Lennon
and Alexander Gardner shot Abraham Lincoln
and Anne Clifford shot Sophia Loren
and Matty Zimmerman shot Marilyn Monroe
and Milton H. Greene shot Marilyn Monroe
and Robert H. Jackson shot Lee Harvey Oswald
and Robert H. Jackson shot Jack Ruby
and Annie Leibovitz shot Demi Moore
and Joel Brodsky shot Jim Morrison
and Arthur Schatz shot Jack Nicholson
and Petr Novák shot Robert De Niro
and Mark Shaw shot Jacqueline Kennedy Onassis
and Henri Cartier Bresson shot Mahatma Gandhi
and Felix Nadar shot Louis Pasteur
and Bill Eppridge shot Robert Kennedy
and Yousuf Karsh shot Pablo Picasso
and W.S. Hartshorn shot Edgar Allan Poe
and John Domini Frank Sinatra
and Túrelio shot Mother Teresa
and Mark Seliger shot Christopher Walken
and Loomis Dean shot John Wayne
and Jim Hendin shot Marvin Gaye
and Ron Edmonds shot Ronald Reagan
and Carl Van Vechten shot Orson Welles
and Marion S. Trikosko shot Malcolm X
and Andy Warhol shot Andy Warhol




da “le galline pensierose” / luigi malerba. 1980


# 42

Una gallina decadente una sera tardò a rientrare nel pollaio per assistere al tramonto, poi lo raccontò alle sue compagne. Fu in quella occasione che la gallina decadente pronunciò una frase che divenne celebre: «Bello il tramonto!»




ultimatum à la corrrrée / emilio villa. 1953


Villa, Emilio_ Ultimatum à la corrrrée (1953)_





lettre k / bernard heidsieck. 1978





AT Gallery, exhibition “Book and what next 5″. Poznan, October 2004
Bernard Heidsieck, Derviche / Le Robert – Lettre K

cfr. http://youtu.be/xVmfRgL9HS4






Oggi un nuovo ebook su gammm.org: si tratta di Numeri morali, di Marco Giovenale. Il file pdf [104 Kb] è scaricabile dalla pagina gammm/ebooks.

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From today, a new ebook at gammm.org: it’s Numeri morali, by Marco Giovenale. You can download the pdf file [104 Kb] @ gammm/ebooks.

 







il bambino torturato / gian maria annovi. 2014


Annovi, Gian Maria_ Il bambino torturato










 Vernon Fisher Man Cutting Globe 1995
[…]

cera persa, casomai, cesame, tin pan alley, hic et nunc, pianto greco

dalecarlia, sperlinga, riso crudo, iaio, d’altronde, carrier, rifritti

apoftegma, roussel, va stringendo, senza scampo, contraintes, nel rapido autunno, spagliata, a lunga distanza

stilometria, fototipo, figurinista, tempo verde, iperonimo, marezzato, montascala, malaparte

coi fegatelli, fino a leyton, tutta curve, falloppone, fu manchu, cacarella, buoni pasto, sputo a grumi

keiretsu, mindanao, entriste, saudite, acta diurna, etopeici, pigati, bottom up

wattaggio, uva, la stessa cosa, condita via, a zeppe, unilever, ciclamino, compra bene

henry beguelin, steep gradient, ori e cauzioni, residuali, daily house, medersa, parola, gancia, trimalchione, american standard

comodato, strenuamente, dì sì, four roses, nefroni, cantabria, infinita, rambutan, premaman, escapismo

woodblocks, accoltellatoi, rampogne, siderno, brabant, modali, fin-de-siècle, export lager, media inglese

transare, piviali, flobert, garni, arpioni, sión, sorrisole

agnazione, asset, per ordine di urgenza, premoriente, di presunzione, compiacente, formidabile, vitara

superfici di riparazione, di turno, falestro, nikkei, ribes, teramani, l’apposito, telesto, écru, nerazzurro

i like ike, hai rimpiattato, rodarte, alti e bassi, sparagnino, yodel, perdio, mostra la corda, devo andare

daiquiri, guazze, cenotafi, prome, se è femmina, gemica, malbec, gormiti, trickster, macaluso

issa, papello, polvere aspersoria, vittel, sincronette, cluedo, vosgi, pop-porn, kenza, pier riccardo, bolls, portento, pochade, di cantalupo Continue reading ‘teoria dei gruppi (fiction) / alessandro broggi. 2014′

vaduz / bernard heidsieck. 1974

testi / giuseppe caracausi. 2014

 

Devote violenze si chiudono in cerchio
Per partito preso
Non tutte le violenze si chiudono in cerchio
Per partito preso
La maggior parte delle violenze si chiudono in cerchio
Alcune delle quali formano cerchi concentrici
Alcune delle quali la ragazza magra con il cane
Che porta a passeggio il cane
Per strada
Nella strada adiacente una via
Lunga e stretta
Pensa che le violenze si chiudano in cerchio
Non pensa minimamente che le violenze si chiudano in cerchio
Quando non porta a passeggio il cane
Pensa che le violenze si chiudano in cerchio
Fissandosi sul cerchio
Sull’immagine del cerchio
Percorre lo stesso percorso
La ragazza e il cane
Percorrono ogni giorno la stessa strada
La ragazza e io non pensiamo minimamente le stesse cose
Probabilmente

 

La ragazza ama molto il suo cane
Fa di tutto affinché il suo cane stia bene
Si accerta che il cane sia in forma

 

Guarda il muso del cane
Elargisce carezze al cane
È un buon cane
Pensa la ragazza
È fiera del suo cane
È soddisfatta del suo cane

 

Ogni volta che porta fuori il cane per la passeggiata
Prova un senso di soddisfazione
Perché il cane è ben addestrato
Cammina di fianco a lei
Non abbaia
È un cane silenzioso
La ragazza e il cane si guardano
Di tanto in tanto

Continue reading ‘la politica è piena di problemi ed è anche gratuita / silvia tripodi. 2014′

per una poesia critica / jean-marie gleize. 2013


«Io sono un suscitatore»
Francis Ponge

Come intendere la “lezione” di Francis Ponge? In effetti, è evidente che la sua opera non rappresenta una semplice proposta poetica ma anche, simultaneamente, un intervento decisivo nel campo della scrittura, della teoria delle pratiche di scrittura, una presa di posizione strategica, in rapporto alla quale non è ormai più possibile evitare di indicare una propria collocazione. È in questo senso che si può parlare di “lezione”. Visto che di Partito preso delle cose si tratta (è questo il titolo dell’opera che lo farà conoscere nel 1942), questa “lezione” la si può, per esempio, intendere come una delle possibili risposte all’aspirazione di Rimbaud verso una «poesia oggettiva». E come uno dei possibili prolungamenti del gesto con cui quest’ultimo cerca nei fatti di sostituire una certa idea di prosa alle diverse modalità di sperimentazione metrica e prosodica. O anche come uno dei modi possibili per riformulare la critica che lo stesso Rimbaud aveva condotto non soltanto nei confronti delle modalità del linguaggio poetico, ma della “poesia” in quanto tale, della “poesia” nella sua specificità e autonomia di genere. Quella di Ponge sarebbe dunque, sotto parecchi punti di vista, un’operaesemplare, un’opera che si fa progressivamente sempre più radicale, un’opera che si colloca su una linea critica che dalla poesia prosastica in versi e in prosa arriva fino alla pratica di una scrittura oggettiva, addirittura oggettivista, al di là del principio che regola la distinzione formale tra verso e prosa; fino all’esercizio, dunque, di una scrittura non soltanto post-poetica ma post-generica. Continue reading ‘per una poesia critica / jean-marie gleize. 2013′






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