we used to be friends / benjamin roberts. 2014

ordinary batman adventures / sarah johnson. 2014



Oggi un nuovo ebook su gammm.org: si tratta di L’architettura è piena di problemi ed è anche gratuita, di Silvia Tripodi. I file pdf [3,05 Mb low-res e 13,3 Mb high-res] sono scaricabili dalla pagina gammm/ebooks.

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From today, a new ebook at gammm.org: it’s L’architettura è piena di problemi ed è anche gratuita, by Silvia Tripodi. You can download the pdf files [3.05 Mb low-res and 13.3 Mb high-res] @ gammm/ebooks.

 







malfunction / cyriak. 2014






re-lay-shun-ship / leanne bridgewater. 2014


re-lay-shun-shipEcco un nuovo opeb di GAMMM.
Si tratta di re-lay-shun-ship, di Leanne Bridgewater.

Il testo è qui.

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Here’s a new GAMMM opeb.
It’s re-lay-shun-ship, by Leanne Bridgewater.

The text is here.

 

il dilemma / peter handke. 1966

Non gli succede niente di speciale; ciò che gli capita non è un avvenimento speciale, ma uno di cui ritiene che sia comune a tutti. Perciò parla di quello che gli avviene come di qualcosa che succede anche ad altri: anche in altri i pensieri potrebbero disputare sulla direzione da comandare ai piedi. Di speciale in lui c’è solo la sua cecità, e questa forse è solo simulata. “Si” viene usato in luogo di “io”, “io” viene usato in luogo di “si”, “lui” usa lui in luogo di “io”. Oppure è questo un inganno con cui invano tenta di proteggersi, rendendo generale una questione che riguarda soltanto lui? Se pone a tutti una sorta di problema, dicendo astutamente: Io (apparentemente intende “chicchessia”, “uno qualunque”) sono fermo per strada e non so decidere dove andare, diciamo (apparentemente intende un esempio) al cinema, dove presso la fermata è appoggiata una bicicletta che potrei spingere fino a casa, oppure (apparentemente intende di nuovo solo un esempio) nell’altra direzione sulla strada maestra, incontro all’autobus in un altro paese, e i miei pensieri sono in lite tra loro: come posso decidere questo dilemma?, può capitargli come già spesso gli è capitato, se fa finta che uno possa porre questa domanda per tutti, di cadere, dopo l’inizio apparentemente generale del problema, nella fossa della propria coscienza; infatti non è un esempio valido per tutti, quello che viene citato qui, ma qualcosa che soltanto per lui è reale ed efficace e che riguarda lui soltanto; e se nel “problema” dice “io” in modo tale che questo “io” venga inteso dagli altri, come in ogni problema, alla stregua di “uno qualunque”, tuttavia intende veramente se stesso. Crede di proteggersi dalla sua storia designando eventi attuali, come l’attualità richiede, con una generalizzazione. Ma ricadrà sempre su se stesso, e da ultimo non uscirà più da se stesso. Può dire e cominciare: Devo “io” andare in questa o quella direzione, se. Enumera anche i motivi favorevoli e contrari per ambedue le direzioni; ciò sarà ancora generale e poco sospetto. Tuttavia lasciategli enumerare i motivi contro una di esse. Fino al paese di Übersee ci sono tot chilometri, la strada fin là occupa tot tempo, “io” ho tot soldi per il tragitto di ritorno con la corriera. Fin qui le sue valutazioni verranno ancora accettate. Ora ci si attendono dati più precisi, per poter calcolare. Visibilmente lui vorrebbe ricavarne un problema economico universalmente valido. Come me la cavo meglio, se tengo conto di questo e di quello. Ma lasciate che calcoli ulteriormente: Ora mi viene in mente che per il viaggio di ritorno non ho mezzi; inoltre con la mia ubriachezza darei nell’occhio ai passeggeri, anzi, comportandomi male, punterò intenzionalmente a questo risultato, dimodoché l’autista si fermerà in aperta campagna per scacciare dal veicolo il passeggero cieco. Posso evitare quest’onta dicendo che volevo dar nell’occhio solo perché qualcuno, se per caso si trovava sul veicolo, potesse vedermi e riconoscermi? Devo davvero recarmi in quel paese? Quando dice questo, col suo problema sconnesso e insensato è già precipitato, attraverso le tavole marce, nella sua propria fossa; poiché i suoi dati non sono più generali, costituiscono un problema solo in apparenza, senza però che con essi sia possibile fare un calcolo, perché non possono essere riferiti l’un all’altro né rappresentati da simboli sicuri: quanto accadrà tra persone che, come suol dirsi, non basano le loro azioni sulle leggi di natura, è incalcolabile. Bisognerà dunque lasciare la risposta a lui stesso, che del resto non se l’aspettava né la sperava da nessun altro. Andrà al cinema e attraverserà il paese riportando a casa a mano la bicicletta del fratello; se questi smonta dalla corriera, i testimoni oculari glielo racconteranno. Non andrà: è già andato ed è là; le valutazioni l’hanno nel frattempo trascinato dal locale al cinema. Proseguirà. “Io” proseguo. Ma sono possibili anche altre soluzioni: per esempio avrei di nuovo potuto aspettare la corriera davanti al muro del cinema. Che cosa mi ha trattenuto dal farlo? Questa domanda non è più un problema, ma un enigma che non diverte nessuno. Come può un estraneo sapere che quella volta, quando i suoi fratelli scomparvero e prima di ciò che sarebbe avvenuto, si aiutò a dormire cacciandosi in gola del pane nella speranza di trovarli là al risveglio, così come adesso, andandosene, esclude dalla sua coscienza il luogo in cui suo fratello, che lui aspetta, potrebbe arrivare, come se il semplice fatto di aspettare davanti a quel muro significasse per lui una disgrazia e come se potesse cambiare questa cosa, allontanandosi di lì con la bicicletta?

[in Peter Handke, I calabroni (1966), 
trad. it. di Bruna Bianchi, SE, Milano 2004]

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the collected works / aram saroyan


saroyan_tcw

 

from
Complete Minimal Poems, Ugly Duckling Presse, 2007



it is / ron silliman. 1980

 

1. È una stella a cinque punte in uno spazio tridimensionale.

2. È parole.

3. È un gruppo, non una serie.

4. È la fine dell’atomizzazione.

5. È deliberato.

6. È il prodotto del lavoro.

7. È corrispondenza.

8. È New York, Toronto e San Francisco.

9. Cerca il post-referenziale.

10. Dissolve l’individuo.

11. È tribale.

12. È maschio.

13. È comportamento.

14. Non nasconde.

15. Condivide il lavoro ma non lo divide.

16. Può fare tutto.

17. È una poesia.

18. È una poesia molto semplice.

19. Ricorda l’invenzione della scrittura con tristezza ma senza rimpianto.

20. Non è un racconto.

21. È una coordinata definita sulla griglia del linguaggio e della storia.

22. È un’articolazione.

23. Ha parole che si dissolvono appena le leggi e si riformano appena le rileggi.

24. Non si può parafrasare.

25. Rifiuta la metafora.

26. Non è particolarmente divertente.

27. Non pensa che si debba trovarlo divertente.

28. Accentua il collettivo.

29. È più grande di chiunque di noi.

30. È la tua stessa perdita del sentimento che te lo fa sembrare freddo.

31. Propone la tua esistenza e si definisce secondo la tua possibilità.

32. Non è il Paradiso Perduto.

33. Non considera l’amore come il progetto ontologico del nostro tempo.

34. Riconosce la vita privata come un’evoluzione storica peculiare del nostro tempo e non approva.

35. È contrario al sobborgo.

36. Non vuole essere Presidente.

37. È un calcio nel culo della classe dirigente.

38. Può ricordare parole.

39. Non parla di nient’altro.

40. Non è discorso.

41. È sintassi.

42. Non è carino.

43. Non è storicamente necessario.

44. Accumula.

45. Raccoglie.

46. Riempie le parole vuote con te, caro lettore (Derrida).

47. Rivolta Hegel come un guanto, a testa in su.

48. Non è tenuto prigioniero da un’immagine perché l’immagine non poggia più sul linguaggio e non ci si ripete più inesorabilmente.

49. Sostituisce la monade.

50. Abolisce il positivismo.

Continue reading ‘it is / ron silliman. 1980′

La OTgallery (visitabile presso www.otgallery.org), ideata e diretta da Giulio Marzaioli, inaugura il 30 settembre 2014 offrendo al pubblico le opere ed installazioni della propria collezione permanente ed ospitando nello spazio mostre temporanee un’installazione di Massimiliano Manganelli (le mostre temporanee dovrebbero succedersi ogni 15/30 gg. – ndr).

OTgallery

 

Giulio Marzaioli, ma questa collezione permanente non cambia proprio mai?

Allestire le 11 installazioni della collezione permanente OT è frutto di mesi di ricerca. Al momento, anche nel rispetto dello sforzo profuso, gli spazi dedicati alla collezione rimarranno inalterati, salvo che, ovviamente, non intervenga l’acquisto da parte di qualche collezionista o appassionato e si liberi quindi una delle sedi attualmente occupate.

Giulio Marzaioli è l’architetto e il curatore di OTgallery, Elisa Davoglio l’ha costruita scrivendo in codice, html e php. Cosa accade alla persona che s’investe di vari ruoli, li pratica e li sposta a seconda delle necessità? Oppure, cosa accade ai ruoli?

Dirigere una galleria comporta un impegno che, al pari di altri, richiede dedizione e sacrificio. Più che di ruoli parlerei quindi di attività, di fare anziché rappresentare. In questa prospettiva la persona scompare di fronte all’opera, qualunque essa sia, e soltanto l’opera, a prescindere dall’autore, vale o non vale l’attenzione del visitatore. Più che di ruoli parlerei quindi di imputazione in capo ad un individuo di intenzione, attività ed impegno finalizzati al raggiungimento di un risultato.

Continue reading ‘interfaccia come contesto. lo spazio installativo OTgallery’

da: olocausto / charles reznikoff. 1975

la parola “avvenire” / peter handke. 1966

Qualcosa avviene. Perché avvenga, bisogna che un altro avvenimento si modifichi; oppure qualcosa che finora era senza movimento dovrà muoversi. Se qualcosa resta sempre immobile, non gli avverrà niente; o si muoverà da solo, o qualcos’altro lo farà muovere dall’esterno: allora sarà avvenuto qualcosa. Non c’è bisogno che un altro veda il movimento; non c’è bisogno che esso venga udito; anche il pensiero è un movimento, per quanto sia invisibile: se il pensiero nasce, la cosa avviene. Anche il dolore che nasce è un movimento; nasce nel corpo che uno osserva, senza che colui che osserva il corpo lo senta; avviene perché si è mosso qualcosa che finora in quel corpo era senza movimento. Quando qualcosa comincia, avviene; quando qualcosa si modifica, avviene; ma se qualcosa rimane sempre uguale, immobile o in movimento che sia, se qualcosa né si modifica da solo né viene modificato dall’esterno, non gli avverrà niente; se qualcosa si svolge nell’ordine naturale che gli è dato senza mai modificarsi, allora, anche se si muove, non gli avverrà niente. Nello scarico, che puzza sempre di latte putrido e d’acqua marcia, niente avviene e niente è avvenuto, sì invece in colui che vi si china sopra e a un tratto ne ingoia nel corpo l’odore.

Ciò che avveniva nel frattempo:

[in Peter Handke, I calabroni (1966),
trad. it. di Bruna Bianchi, SE, Milano 2004]

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And Alfred Eisenstaedt shot John F. Kennedy
and Neil Armstrong shot Buzz Aldrin
and Edwin E. Aldrin Jr shot Neil Armstrong
and Ira Rosenberg shot Muhammad Ali
and Annie Leibovitz shot Lance Armstrong
and George Hurrell shot Humphrey Bogart
and Ricardo Stuckert shot Bono
and Yousuf Karsh shot Winston Churchill
and Mark Seliger shot Kurt Cobain
and Luca Galuzzi shot the 14th Dalai Lama
and Philippe Halsman shot Salvador Dali
and Anton Corbijn shot Miles Davis
and Patrick Dermarchelier shot Princess Diana
and Levin C. Handy shot Thomas Edison
and Arthur Sasse shot Albert Einstein
and Yousuf Karsh shot Dwight D. Eisenhower
and Annie Leibovitz shot Queen Elizabeth II
and Richard Young shot Pope John Paul II
and Bruce McBroom shot Farrah Fawcett
and Walter Albertin shot Federico Fellini
and Alberto Korda shot Che Guevara
and Yousuf Karsh shot Ernest Hemingway
and John Kobal shot Audrey Hepburn
and George Holliday shot Rodney King
and Joshua Massel shot Michael Jordan
and David McGough shot Andy Kaufman
and Loomis Dean shot Grace Kelly
and Howard Sochure shot Martin Luther King
and Stanley Kubrick shot Stanley Kubrick
and Vincent Fantauzzo shot Heath Ledger
and L. Léonido shot Vladimir Lenin
and Andy Warhol shot John Lennon
and Annie Leibovitz shot Yoko Ono and John Lennon
and Alexander Gardner shot Abraham Lincoln
and Anne Clifford shot Sophia Loren
and Matty Zimmerman shot Marilyn Monroe
and Milton H. Greene shot Marilyn Monroe
and Robert H. Jackson shot Lee Harvey Oswald
and Robert H. Jackson shot Jack Ruby
and Annie Leibovitz shot Demi Moore
and Joel Brodsky shot Jim Morrison
and Arthur Schatz shot Jack Nicholson
and Petr Novák shot Robert De Niro
and Mark Shaw shot Jacqueline Kennedy Onassis
and Henri Cartier Bresson shot Mahatma Gandhi
and Felix Nadar shot Louis Pasteur
and Bill Eppridge shot Robert Kennedy
and Yousuf Karsh shot Pablo Picasso
and W.S. Hartshorn shot Edgar Allan Poe
and John Domini Frank Sinatra
and Túrelio shot Mother Teresa
and Mark Seliger shot Christopher Walken
and Loomis Dean shot John Wayne
and Jim Hendin shot Marvin Gaye
and Ron Edmonds shot Ronald Reagan
and Carl Van Vechten shot Orson Welles
and Marion S. Trikosko shot Malcolm X
and Andy Warhol shot Andy Warhol




da “le galline pensierose” / luigi malerba. 1980


# 42

Una gallina decadente una sera tardò a rientrare nel pollaio per assistere al tramonto, poi lo raccontò alle sue compagne. Fu in quella occasione che la gallina decadente pronunciò una frase che divenne celebre: «Bello il tramonto!»




ultimatum à la corrrrée / emilio villa. 1953


Villa, Emilio_ Ultimatum à la corrrrée (1953)_










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