per una poesia critica / jean-marie gleize. 2013


«Io sono un suscitatore»
Francis Ponge

Come intendere la “lezione” di Francis Ponge? In effetti, è evidente che la sua opera non rappresenta una semplice proposta poetica ma anche, simultaneamente, un intervento decisivo nel campo della scrittura, della teoria delle pratiche di scrittura, una presa di posizione strategica, in rapporto alla quale non è ormai più possibile evitare di indicare una propria collocazione. È in questo senso che si può parlare di “lezione”. Visto che di Partito preso delle cose si tratta (è questo il titolo dell’opera che lo farà conoscere nel 1942), questa “lezione” la si può, per esempio, intendere come una delle possibili risposte all’aspirazione di Rimbaud verso una «poesia oggettiva». E come uno dei possibili prolungamenti del gesto con cui quest’ultimo cerca nei fatti di sostituire una certa idea di prosa alle diverse modalità di sperimentazione metrica e prosodica. O anche come uno dei modi possibili per riformulare la critica che lo stesso Rimbaud aveva condotto non soltanto nei confronti delle modalità del linguaggio poetico, ma della “poesia” in quanto tale, della “poesia” nella sua specificità e autonomia di genere. Quella di Ponge sarebbe dunque, sotto parecchi punti di vista, un’operaesemplare, un’opera che si fa progressivamente sempre più radicale, un’opera che si colloca su una linea critica che dalla poesia prosastica in versi e in prosa arriva fino alla pratica di una scrittura oggettiva, addirittura oggettivista, al di là del principio che regola la distinzione formale tra verso e prosa; fino all’esercizio, dunque, di una scrittura non soltanto post-poetica ma post-generica. Continue reading ‘per una poesia critica / jean-marie gleize. 2013′

senza paragone, 26 / gherardo bortolotti. 2013


01. diverso dal rumore del tuo respiro, che spesso non riconosci e ti fa voltare, cercando con lo sguardo quella presenza che ti accorgi di aver dato per scontata, un corpo metafisico di pensieri distratti, intenzioni d’acquisto, ricordi subliminali, mezzi discorsi in cui torni a chiarirti equivoci di anni passati, che sta in piedi al tuo fianco e che guarda oltre, mentre guardi oltre

02. diverso dal poco che sai dire delle cose che ti capitano, delle vicende dei tuoi viaggi in autobus

03. diverso dai gesti con cui mostri sorpresa, attenzione, buon umore a chi è iscritto alla tua vita, a chi ne riceve gli aggiornamenti attraverso ciò che non è umano, gli spessori delle sue giornate, le caotiche, frattali vicende di materiali che si decompongono, di sistemi d’ordine di frazioni di secondo, isotopi in decadimento, correnti convettive e insetti microscopici che si estinguono tra immense particole di polvere, alle pendici di fili di tessuto giganteschi, caduti dai suoi pantaloni, le cui fibre ha consumato, le cui pieghe ha prodotto nei giorni, col tempo, insieme ai milioni di effetti secondari radicati nel mondo che ci dimentica come

04. diverso dal chiarore che, di notte, sovrasta la città

 

[da Gherardo Bortolotti, Senza paragone, Transeuropa, 2013 ]




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Video: Berlin City by Sebastian Beck (see http://vimeo.com/user2653917)

lettrist cat / reed altemus. 2003


lettrist_cat








[ Di Uliano Paolozzi Balestrini, montaggio Francesca Bracci, interpretato da Antonio Rezza,
musica di Gianluca Ruggieri, testo di Nanni Balestrini. url: http://youtu.be/Z4WjJZQxX4c ]



non è un testo elencativo. non è un testo.


da
http://nena-news.it/gaza-piange-le-sue-vittime-nomi/


I nomi delle vittime dell’operazione militare israeliana contro la Striscia di Gaza,
“Barriera protettiva”, cominciata martedì 8 luglio 2014 :

 

1. Rashad Yassin, 27 anni, campo profughi Nuseirat;

2. Abduallah Kaware, Khan Younis;

3. Mohammad Ashour, 13, Khan Younis;

4. Riyadh Kaware, 50, Khan Younis;

5. Rifaat Yusef Amer, 36, Gaza City;

6. Bakir Mahmoud Judeh, 22, Khan Younis;

7. Ammar Mohammad Judeh, 26, Khan Younis; Continue reading ‘non è un testo elencativo. non è un testo.’

citazioni / george oppen. 1962



1

Quando chiesi al vecchissimo
uomo alle Bahamas
quanto era vecchio il villaggio
lui disse:
‘L’ho trovato qui’.

 

2

Bambini e animali
e insetti
‘fissano lo sguardo verso l’aperto’

E lei disse
Dunque sono benvenuti.

 

3

‘…e i suoi armadi!
Non veri abiti – solo orecchini sorprendenti
e profumi e foulard vistosi e robe formali –
 
Lei disse di avere “timore”, disse che aveva
“sempre timore”’.
Continue reading ‘citazioni / george oppen. 1962′







 

1.

Sembra che non ci sia nessun’altra possibilità per parlare (in poesia), che parlare per mezzo di qualcosa che somiglia alle immagini. L’immagine degli imagisti (sensuale) l’immagine dei surrealisti (artificiale) la «deep image», ora, che si basa sulla percezione come strumento di visione. I poeti si costruiscono una coscienza basata sui cinque sensi, tesi fino ai limiti di rottura della percezione. Non ci sono indicazioni di oggetti, c’è solamente la costruzione dell’immagine e l’immagine non è mai sola. Essa è tutto ciò che c’è sopra sotto a destra a sinistra dell’immagine.

A chi mi chiedesse che dimensioni ci sono sopra sotto a destra a sinistra del territorio dell’immagine, risponderei una poesia-schermo, che mette in primo piano l’immagine, e più l’immagine viene avanti, più si spalanca territorio alle sue spalle (un fotogramma di Eisenstein o, ancora meno, di un film western). Si capisce così che il poeta ha più cose da dire di quante ne stia raccontando. Per raccontare servono termini di riferimento, i termini di riferimento sono le immagini, ma le immagini sono in contraddizione con il loro territorio che è un territorio troppo vasto da occupare (le teorie di Fludd). Dire tutto quello che è possibile attorno all’immagine e poi nasconderla, buttarla via. Tutto quello che rimane dopo averla buttata via, è la poesia.


2.

Alcuni esempi per Tam Tam: Giulia Niccolai e la situazione alessandrina dei suoi testi dai Nuovissimi. La poesia è tutto quello che rimane dal commento che sta attorno alle immagini degli altri, precedenti e assenti, immagini gettate via. Questo esempio potrebbe fare pensare a un processo di svalutazione dell’oggetto, e si può in effetti pensare a questa operazione come all’ultima cosa che possiamo fare con ciò che rimane tra le mani. È il caso della poesia di Adriano Spatola. L’iter attorno all’oggetto non ha praticamente un inizio e una fine ma tende a finire, a scomparire nell’apparizione di qualche cosa che non esiste.


3.

Siamo sicuri che il mondo c’è e le cose ci sono. Aristotelicamente hanno materia forma e non-essere. Dato che Continue reading ‘il territorio alle spalle / corrado costa. 1973′

troubled spirit / michele zaffarano. 2006


Troubled spirit




PedioOggi un nuovo ebook su gammm.org: si tratta di Bricolages, di Renato Pedio (1968). Il file pdf [395 Kb] è scaricabile dalla pagina gammm/ebooks.

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