siderofono / antonio de luca. 2011

 



From today, a new ebook at gammm.org: it’s Alcune stanze / Some rooms, English texts by Vanni Santoni. You can download the pdf file [92 Kb] @ gammm/ebooks.

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Oggi un nuovo ebook su gammm.org: si tratta di Alcune stanze / Some room, testi in inglese di Vanni Santoni. Il file pdf [92 Kb] è scaricabile dalla pagina gammm/ebooks.

 







hhadsAKK / fabio lapiana


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Oggi un nuovo ebook su gammm.org: si tratta di Lista d’attesa, di Isacco Boldini. Il file pdf [88 Kb] è scaricabile dalla pagina gammm/ebooks.

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From today, a new ebook at gammm.org: it’s Lista d’attesa, by Isacco Boldini. You can download the pdf file [88 Kb] @ gammm/ebooks.

 







three poems / volodymyr bilyk. 2016

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tape transfer / jim leftwich. 2006 [diyfferx, 2014]


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sequence 01 / antonio de luca. 2016







Oggi un nuovo ebook su gammm.org: si tratta di lost in digitization, di Roberto Cavallera. Il file pdf [1,03 Mb] è scaricabile dalla pagina gammm/ebooks.

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From today, a new ebook at gammm.org: it’s lost in digitization, by Roberto Cavallera. You can download the pdf file [1,03 Mb] @ gammm/ebooks.

 







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audiovisual installation (six displays and four speakers) by elio martusciello (Marseille 2016)
Production : MuCEM (Musée des civilisation de l’Europe et de la Méditerranée)
Coproduction : Grim (Scène Musicale de Montévidéo)

grandi notizie / michele marinelli. 2010


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da: Machine-Manifeste, Léo Scheer, 2003.

 

Non siamo in effetti, noi stessi così come ogni cosa, nella nostra percezione, materiali da disporre?
Charles Olson

 

 

Bernard Rival, l’editore e uno dei traduttori dei testi («versi e prose») di Charles Olson, mi diceva che quest’ultimo cominciava molti lavori, poi li abbandonava. È per questa ragione che aveva scelto di intitolare questo libro Commencements.[1] Cominciare sempre in modo diverso, essere sempre altrove, lasciare le cose in stato di apertura, era per Olson, più che un modo funzionale, un modo di essere al mondo.
Poiché Charles Olson ha provato a reintegrare l’uomo nella sua physiquéité per reinserirlo tra le cose, e non al di sopra o accanto ad esse, è necessario leggerlo. Ciò ci permetterà di comprendere meglio perché in Francia molti scrittori che si definivano d’avanguardia non erano in realtà che i continuatori della vecchia tradizione umanistica. Per comprendere al meglio la posta in gioco conviene, come dice Olson, fare un po’ di storia letteraria.
È segnatamente a partire da Melville che, secondo Olson: «Un’idea prese corpo, ed energia e movimento guadagnarono in importanza in quanto struttura delle cose così come il fatto che siano plurali e, attraverso la materia, massa. […] e l’uomo, nel bel mezzo, sapendo bene fino a che punto vi si trovava incorporato, così come a quale velocità e in quale stupefacente modo poteva estendersi, slanciarsi […] possedeva improvvisamente o riprendeva possesso di una disposizione dell’essere, cosa tra le cose, che chiamerò la sua physiquéité […]. La realtà era ininterrotta, e ciò che ci impegna ancora, è scoprire il modo in cui l’azione e il pensiero, nella loro integrità, devono essere rifondati».[2] Continue reading ‘“non abbandonare la condizione delle cose” / jacques sivan. 2003’

rash / luca zanini. 2010


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fonemi / arrigo lora totino. 1965

226 & 227 / éric suchère. 2016

 

N° 226, luglio 2016 (Catturare)

 

suchere_226

Un oggetto si sposta senza produrre strascichi, si ferma a bordo immagine e poi riparte senza quasi farsi notare sulla distesa di erba – un fenomeno di cattura rapida. Una forma rossa mima una forma marrone oppure una forma rossa fa eco a un’altra forma rossa – lo sguardo scala. N° 308-310: Linee a zigzag, fratture permanenti su sfondo pulito, iterazione di, ripetizione del pressoché identico, giusto qualche variazione di luce sul bordo delle cose – si tratta di vedere. Una forma grigia se ne sta su una verticale grigia – si stabilisce un contrappunto. N° 311: I rami degli alberi si fanno sfocati, si tratta di elementi cupi con un alone che contamina il resto del paesaggio, di superfici bagnate che impregnano il blu del cielo e la massa della scorza si fa materia più che forma, crosta, purulenza, suggestione altra. Una forma è percepibile solo a frammenti – è un decentramento. N° 348: Una scheggia rossa deve lottare contro la rigida alternanza di azzurro, marrone, azzurro, marrone – eppure questo è un fatto di discrezione. Una forma rossa viene a sistemarsi in cima a una verticale – tutt’attorno circolano linee oblique. N° 422: Una spirale cui si aggrappa-dondola una forma tutta schiacciata sull’orizzonte curvo – la precisione sta nel dettaglio. Un tronco verticale, uno strumento sulla diagonale, un tronco sulla diagonale, uno strumento sulla diagonale. N° 433: Posso osservare il percorso per tappe, semplice slittamento progressivo, immagine per immagine, di una circolarità, ovale o a mandorla colorata leggermente e ingrossamento delle striature ingrandite. Una serie ritmica contro il disordine del mondo – e una tonalità leggera tra. N° 435-436: Dipende tutto dal punto in cui la focalizzazione si realizza, in mezzo al viavai tra il primo e l’ultimo piano, si mette in atto brutale, indica quello che c’è da vedere nelle due operazioni, puntando oppure guardando con vaghezza. Si tratta dei colori delle cose.

 

(Traduzione di Michele Zaffarano)

 

 

N° 226, juillet 2016 (Saisir)

 

N° 296 : Un objet se déplace sans produire de traînée, s’arrête sur le bord de l’image puis repart presque indistinct sur l’étendue herbeuse – un phénomène de saisie rapide. Une forme rouge mime une forme brune ou une forme rouge fait écho à une autre forme rouge – le regard se décale. N° 308-310 : Lignes en zigzag, cassures permanentes sur fond pur, itération de, répétition du presque identique avec juste variation de la lumière sur le bord des choses – il s’agit de voir. Une forme grise se tient sur une verticale grise – un contrepoint s’établit. N° 311 : Les branches d’arbres deviennent floues, sont éléments sombres avec halo contaminant le reste du paysage, surfaces mouillées imbibant le bleu du ciel et la masse de l’écorce devient matière plus que forme, croûte, purulence, suggestion autre. Une forme n’est perceptible que par fragments – est un décentrement. N° 348 : Un éclat rouge doit lutter contre l’alternance stricte azur, brun, azur, brun – pourtant là est une affaire de discrétion. Une forme rouge s’établit en haut d’une verticale – obliques circulent tout autour. N° 422 : Une spirale à laquelle une forme s’accroche-bascule tout contre l’horizon incurvé – la précision est dans le détail. Un tronc vertical, un outil dans la diagonale, un tronc dans la diagonale, un outil dans la diagonale – bascule successivement. N° 433 : Je peux observer le parcours par étapes, glissement progressif, image par image, juste d’une circularité, ovale ou mandorle légèrement teintée et grossissement des stries magnifiées. Une série rythmique contre le désordre du monde – et légère tonalité entre. N° 435-436 : Tout dépend de l’endroit où se fait la focalisation, dans le va-et-vient du premier au dernier plan, s’opère brutale, désigne ce qui est à voir dans les deux opérations, soit en visant, soit en regardant vague. Il est question de la couleur des choses.

 

* * * Continue reading ‘226 & 227 / éric suchère. 2016’






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