rag in aye-eye I / volodymyr bilyk. 2016

RAG IN AYE-EYE-I
2016

0/

There was a text.
But no one
payed attention to it.
Nobody cared for just another text.
Why should they?
It will not change their lives or styles or opinions.
The only thing they’ll do with it — just fill the sloth of spare time.

The face of the type
turned heavier and heavier
time after time
and still
no one payed attention to it —

until the text
had made the
null and void.
“Now that’s what i call fucking!” says imaginary Warren Beatty here.
Bubbles fly from the Shampoo
Bugle spreads the angry rag

1.

Let’s put this thing straight
no one ever gets satisfied by the result
especially when you’re not the creator but the one who perceives.
That’s why there’s not much mr. Gaudi around
That’s why there’s nothing left of comrade El.
But here, in poetry — this very strange and somewhat obscure reaction is turned up to the eleven.
It’s almost inevitable.
And so it goes
in not very complex size.
’cause no one loves the waltz —
so every move is marching with the wittery and cough.

But for the moment — let’s imagine the world — where nothing’s made and there’s nothing to expect.
Pyles of constructing materials all around — do what you want — but do it so that nobody will ever be impressed by it — only notified of its existence.

Doesn’t it remind you something? Oh, that’s the world we live in. Here are the words. Combine them every way you want. Here are the arrows — they all will ease your quest for this so-to-say unforgive-gettable fire. And wait a minute — that table was the wheel — where does it go? Bring it back, if possible on the plate, bring back as you brought that Leroy Brown, bring it back…

You can almost hear
this poem says to you
“it’s your fault, motherfucker, it’s your fault —
you’re wrong, every time and you’re so free —
you’re vicious and you’re so wrong that
‘world expects a man to buckle down and to shovel shit’.
And this all happens because you wanted to ‘feel’ and ‘only wanted to be loved’.
’cause you’re bland, dull, boring nothing of the void. Zilch and Zero — Double Z.
Marvelous Ultimate Uncanny Astonishing Vacuum. Move over Beat Hove When World Weary is in the house.
No one understands, nobody cares.
But still everybody’s thinking that some ‘strange kind of love’ makes the world go ‘round and round.’ ‘World in motion’, voice of the being from the ‘Higher Ground’ says: ‘…keep on leanin’ …keep on warrin’ …keep on turnin’ …it won’t be too long’.
But the reaction is — ‘go take a shower, boy’.
And the answer is ‘pray to the Holy Ghost when you suck your host’.

You know what Lime have said to Martins before he said ‘So Long’.”

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TRACCIA PER UNA POESIA

 

 

Certo Allen Ginsberg

quando viaggiava

in India

in Messico in Giappone

fumando marijuana

ganja indiana

ayahuasca

prendendo etere

acido lisergico e

peyote e funghi messicani

pensando di accelerare

le mutazioni

faceva una vita

un pò

più interessante

della mia

 

per non parlare

poi

di quel Vassilj Ivan

che a caccia di

trotskisti e

sabotatori

viaggiava per la Russia

come nei romanzi

Editori Riuniti

ordine della Ghepeù

 

scherzi a parte

mi annoio

un pò

 

in bene o in

male

tutto sembra

già stato fatto

 

e forse l’unica cosa da fare è ricominciare da capo

e partendo da zero

non tener conto di tutte le speranze le

illusioni

di fino a poco fa

la solenne fanta-

stica ubriacatura

 

ubriacatura ideologica-sessual-esistenzial-vitale

 

mi chiedo come possono

esistere ancora dei fascisti

quando il 68 è stato così divertente

 

evidentemente siamo più malati

di quello che crediamo

se ci sono ancora imbecilli che non hanno partecipato

all’ubriacatura

e giocano con le bombe

 

mi sono simpatici

quelli che continuano a fare

quasi le stesse cose

di quando facevamo facevano la folle meravigliosa u-

briacatura

sapendo che non ci

credono

che non è più quella cosa

e coscienti di ciò

 

c’è un mio amico

che è passato attraverso tutte le esperienze

bolscevico esistenzial ubriacatura ideologica

senza neanche accorgersene

portando il suo armadio

come se nulla fosse

bello o tetragono senza nessuna frattura

apparente

è un reperto archeologico

dovrebbero metterlo al museo

insieme ai dinosauri

 

ma è un falso dinosauro

anche se ha un bel cartellino

so due o tre cose di lui

così tremendamente precise

e per pietà non gliele dico

 

le ragazze

deambulare promenarsi per Roma vedendo le ragazze

le ragazze

sono l’unica cosa nuova che è rimasta

le donne non toccate dalle delusioni e dall’età

nuove come il primo vulcano

il miracolo si è ripetuto in

loro incominciano da capo ogni volta

 

andare all’università

dove infiamma la discussione tra astensionisti

e boicottatori

e accorgersi che non me ne fregava

niente

assolutamente niente

 

ricominciare da capo

una lunga lunga ricognizione

come i tre moschettieri ricominciavano

vent’anni dopo

 

 

 

 

APPUNTI SULLA GUERRA

 

 

Il General Regnier, giunto a Gaeta, mandò

al Principe d’Assia (che comandava

la piazza) la

seguente intimazione:

Sig. Generale; prima di dare

inizio alle operazioni

che devon rendermi padrone della piazza

che comandate,

v’invito a riflettere

Avete poca

guarnigione, pochi mezzi di

difesa, e nessuna speranza di soccorso.

Ora, Signor Generale, vi accorderò capitolazione con tutti

gli onori della guerra firmato

Rispose il Principe:

Sig. Generale,

avendo ricevuto dal Re

ordini

Vi prevengo perciò –

Ciò nulla ostante,

ho l’onor d’essere

con tutta la possibile considerazione,

vostro umilis., obbed. servitore

 

 

*

 

 

il Principe Giuseppe è entrato in Napoli

li 15 febbrajo alle due pomeridiane.

E’ disceso al palazzo reale.

Ha ricevuto le visite delle autorità.

E’ rimasto soddisfatto della accoglienza e de’ sentimenti

che il pubblico gli ha manifestati.

Il giorno seguente il Principe ha fatto pubblicare

il proclama dell’IMPERATORE.

Questa garanzia è stata molto gradita.

La mattina de’ 16 (giorno di

Domenica)

il Principe Giuseppe ha offerto in dono a S.Gennaro

una bella collana di

diamanti.

tal cerimonia a destato la più viva

in quel Popolo che ha per S.

Gennaro la

“l’armata francese è in gran marcia verso

le Calabrie”

 

 

*

 

 

che tutti li Parrochi,

e Cappellani insinuar

debbano ai Popoli, tanto

nelle Prediche,

e nei Catechismi,

quanto nelle Sacramentali

Confessioni, la fedeltà

l’obbedienza, e la soggezione

verso

la MAESTA’ DEL NOSTRO SOVRANO, come pure

verso sua Altezza Imperiale

il Principe,

suoi Generali

Commissarj

Comandanti

Ufficiali Ministri

 

… IDDIO

 

 

*

 

 

I briganti

infestano le strade

dalla parte di Terracina

da Gaeta

è stato spedito

un battaglione per dissiparli

…………….

 

 

*

 

 

Le LL. AA. Imp. il Vice-re e

la sua Augusta Sposa sono

arrivate in questa nostra città,

jeri 26 alle ore 5 della sera.

All’ingresso

le prefate AA. LL. sono

state complimentate

da una deputazione del Governo provvisorio

 

Arrivate alla loro palazzo le AA. LL.

sono state ricevute alla

portiera della loro carrozza

dai Grandi Ufficiali del regno,

dalle Dame d’onore

accompagnate da diverse Dame del

palazzo

e da tutti gli Ufficiali

 

le AA. LL. hanno desinato testa a testa

 

 

 

 

Ho portato il viaggio di molta stanchezza

nella ingiungente macchina

al di qua della macchina

verso il cortile

viaggio che porta giunge

quasi al silenzio dello spettare

dalle parti dei minuscoli oggetti

delle cose chiamate cose.

 

 

 

Viaggio porta alle cose

pezzi molto piccoli

pezzi molto più piccoli

fino alle cose chiamate

della famiglia degli oggetti.

Continue reading ‘da “ho portato il viaggio di molta stanchezza” / silvia tripodi. 2016’

sviluppi / jérôme game. 2015

 

Fotografie digitali realizzate con il Blackberry Bold 9900.
Tiratura su carta fotografica speciale ai sali d’argento.
Misura: da 1136×810 a 4213×2811 pixel.
Dimensioni: da 13×18 a 140×210 cm.

 

 

Si vede la facciata del grande
insieme riempie l’immagine è
beige, crivellata di finestre su
una trentina di piani, l’entrata
del centro commerciale in basso
con chiome verdi in primo piano.

P1040148
2010

 

 

Zoomata. Si vedono più chiara
mente la punta delle chiome
e il bucato alle finestre, le pia
strelle sono coperte. Si vede
il grigio scuro dei rinforzi e
le scatole dell’aria condiziona
ta sono fissate saldamente.

P1040147
2010

Continue reading ‘sviluppi / jérôme game. 2015’

a journey to avebury / derek jarman. 1971





nuovo soggettario / mariangela guatteri. 2011


double-click to enlarge:

 


biopoetry / eduardo kac. 2001


Teatroinscatola, 5 giugno 2015, Luigi Magno presenta Osservazioni, di Nathalie Quintane 

il dono delle lingue / pierre alferi. 2009

 

La Nostra Scienza ispirando Flore [1], le nostre essenze penetrando il suo animo, avvenne anche in lei una mutazione, l’ultima, che fu la sua gloria. Che fosse ormonale? Il nero si concentrò nei suoi capelli al posto del bianco previsto, e nei suoi occhi al posto del blu, un’ombra lanuginosa ornò il suo labbro, oscuramento che rendeva Flore più rassicurante, strega benamata. La sua cassa toracica, soprattutto, s’aprì come un fiore sotto la pressione di un’ispirazione, sì il suo busto era ora più ampio, presentava un petto asessuato, l’unica mammella dai contorni sfumati sotto pullover in cachemire. Tonda dolce [2] giovenca genitrice in mezzo-lutto al chiaro di luna, compagna di sonno nel fieno di un fienile, canticchiava: Rest
rest
rest on my breast. La sua voce – intaccata dal tabacco? – divenuta baritonale, il suo odore – alterato dal fumo? – s’era speziato di paprica a tal punto che ricordava un paese dell’est non lontano dalla Boemia di Rose.[3] Aroma terapeutico. In breve era un’altra, l’ombra del Suo Sapere. Questo esotismo ci sembrò una qualità più reale, accento che ci era dapprima sfuggito, e una volta riconosciuto ci rompeva i timpani.
Rose ci aveva giocato il tiro del ceco, nostra lingua madre non materna
poi con Jim il tiro della lingua privata – di cui vi si priva per messe basse
Tom, quello del pidgin,[4] falsa grammatica che quasi ingannava
e Théo quello della scrittura pianistica – volapük[5]:
adesso mi persuadevo senza sforzo che Flore aveva idem lingua segreta e origini, qualcosa di non cattolico e non indoeuropeo. Finnico? ungherese? basco? mongolo? In questo idioma, che era il suo thesaurus, si compendiava la sua smisurata cognizione. Vi si sarebbe depositata a un grado di densità crescente e a misura dell’opacità dell’idioma, corpo che ne fissa un altro, di un liquido fa un sale. Niente mi provava, certo, che c’era nella sua memoria, per quanto prodigiosa fosse, una tale lingua madre, niente indicava che vi sarebbe presente. Ma capitò che Flore a quell’epoca mise alla prova il suo dono delle lingue.
Un ascoltatore distratto avrebbe detto che i suoi erano calembour cosmopoliti. Cominciò timidamente con traduzioni dal francese al francese nel genere Almanacco Vermot[6] (Ah, la manna a vers-mots! ribatteva). Al pescivendolo, che gli insegnava a pescare le trote coltivate con la rete, ribatté: Volete dire che infilate sono détruites[7]? Talvolta, in effetti, un messaggio erotico affiorava, come nella contrepèterie[8], ma in modo sapiente non salace e clinico, non pagliaccesco. Presto prende coraggio e varca le frontiere. La mania diventò vizio ed ebbe il dono di scandalizzare Il Pastore partigiano di un’ermeneutica nei limiti della semplice ragione, Tom disse tornando da scuola: Siccome non c’erano più baguette, ho comprato del pan carré.[9] Flore tradusse: Come il navel plot beget gia echte impend me
(Come: Proviene
il navel: l’ombelico
plot: dal segreto
beget: della generazione
gia: già
echte: la verità
impend: è imminente
me: per me),
ovvero: Il mio ombelico è la traccia di un parto segreto; ma già la verità viene a galla in me. Alice dichiarò prima di Natale: Ho bisogno di un nuovo uccello per il cappello di Mademoiselle.[10] Flore tradusse: Je baise when dun nuvoloso pourlèche la peau de mad mazel
(Je baise: Scopo
when: quando
dun: grigio
nuvoloso: nuvoloso
pourlèche la peau de: lecca la pelle di
mad: folle
mazel: pianeta),
ovvero: Scopo quando le nuvole grigie del temporale leccano la pelle della terra impazzita. (O anche: Faccio l’amore nelle sere tempestose.)
Il doppio udito di Flore fu dapprima trans-europeo su onde corte, poi trans-atlantico su onde lunghe, infine trans-storico. Il Pastore che non poteva ignorare il latino di chiesa né l’ebraico biblico, disse un giorno: Quest’anatra all’arancia ha l’aroma delle paludi. L’hanno cotta abbastanza?[11] Flore tradusse: Seca nakhal or angelorum de maris lato assequi
(Seca nakhal: Il fiume a secco
or angelorum: la luce degli angeli
de maris lato: dalla parte del mare
assequi: raggiungere), ovvero: Quando il fiume è a secco, è la luce degli angeli che, dal mare, ci guida verso lei. Un’altra volta, mentre partiva in viaggio, mi promise: Ti manderò un regalo.[12] Flore tradusse: Sheva tov vaiah ou nekdou
(Sheva: Il nulla
tov: buono
vaiah: e Dio
ou: e
nekdou: la sua posterità),
ovvero: Viva il nulla! Viva Dio! Viva i suoi bambini! I due padiglioni auricolari di Flore a forma di parabola captavano così dei messaggi in lingue morte, segnali di galassie estinte, bottiglie nel mare d’onde arenate nel cavo del radiotelescopio.
Continue reading ‘il dono delle lingue / pierre alferi. 2009’

de: “je me souviens” / georges perec. 1978

2

Je me souviens que mon oncle avait une 11CV immatriculée 7070 RL2.

4

Je me souviens de Lester Young au Club Saint-Germain; il portait un complet de soie bleu avec une doublure de soie rouge.

42

Je me souviens que je me demandais si l’acteur américain William Bendix était le fils des machines à laver.

54

Je me souviens que Voltaire est l’anagramme de Arouet L(e) J(eune) en écrivant V au lieu de U et I au lieu de J.

87

Je me souviens que Caravan, de Duke Ellington, était une rareté discographique et que, pendant des années, j’en connus l’existence sans l’avoir jamais entendu.

95

Je me souviens que dans le film Knock on wood, Danny Kaye est pris pour un espion du nom de Gromeck.

101

Je me souviens des mousquetaires du tennis.

105

Je me souviens de “Bébé Cadum”.

110

Je me souviens de Paul Ramadier et de sa barbiche.

112

Je me souviens que Colette était membre de l’Académie royale de Belgique. Continue reading ‘de: “je me souviens” / georges perec. 1978’

franz kline. 1950

Franz Kline. 1950

[in «Domus» n. 528, novembre 1973]

mottetto. senza strumenti / luca zanini. 2015


Luca Zanini_ Mottetto. senza strumenti by gammm




testo letto in occasione di RicercaBo,
Bologna, ottobre 2015





Oggi un nuovo ebook su gammm.org: si tratta di interferenze. simulazioni. assedi, di Fabio Lapiana. Il file pdf [80 Kb] è scaricabile dalla pagina gammm/ebooks.

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From today, a new ebook at gammm.org: it’s interferenze. simulazioni. assedi, by Fabio Lapiana. You can download the pdf file [80 Kb] @ gammm/ebooks.

 












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