Teatroinscatola, 5 giugno 2015, Luigi Magno presenta Osservazioni, di Nathalie Quintane 

il dono delle lingue / pierre alferi. 2009

 

La Nostra Scienza ispirando Flore [1], le nostre essenze penetrando il suo animo, avvenne anche in lei una mutazione, l’ultima, che fu la sua gloria. Che fosse ormonale? Il nero si concentrò nei suoi capelli al posto del bianco previsto, e nei suoi occhi al posto del blu, un’ombra lanuginosa ornò il suo labbro, oscuramento che rendeva Flore più rassicurante, strega benamata. La sua cassa toracica, soprattutto, s’aprì come un fiore sotto la pressione di un’ispirazione, sì il suo busto era ora più ampio, presentava un petto asessuato, l’unica mammella dai contorni sfumati sotto pullover in cachemire. Tonda dolce [2] giovenca genitrice in mezzo-lutto al chiaro di luna, compagna di sonno nel fieno di un fienile, canticchiava: Rest
rest
rest on my breast. La sua voce – intaccata dal tabacco? – divenuta baritonale, il suo odore – alterato dal fumo? – s’era speziato di paprica a tal punto che ricordava un paese dell’est non lontano dalla Boemia di Rose.[3] Aroma terapeutico. In breve era un’altra, l’ombra del Suo Sapere. Questo esotismo ci sembrò una qualità più reale, accento che ci era dapprima sfuggito, e una volta riconosciuto ci rompeva i timpani.
Rose ci aveva giocato il tiro del ceco, nostra lingua madre non materna
poi con Jim il tiro della lingua privata – di cui vi si priva per messe basse
Tom, quello del pidgin,[4] falsa grammatica che quasi ingannava
e Théo quello della scrittura pianistica – volapük[5]:
adesso mi persuadevo senza sforzo che Flore aveva idem lingua segreta e origini, qualcosa di non cattolico e non indoeuropeo. Finnico? ungherese? basco? mongolo? In questo idioma, che era il suo thesaurus, si compendiava la sua smisurata cognizione. Vi si sarebbe depositata a un grado di densità crescente e a misura dell’opacità dell’idioma, corpo che ne fissa un altro, di un liquido fa un sale. Niente mi provava, certo, che c’era nella sua memoria, per quanto prodigiosa fosse, una tale lingua madre, niente indicava che vi sarebbe presente. Ma capitò che Flore a quell’epoca mise alla prova il suo dono delle lingue.
Un ascoltatore distratto avrebbe detto che i suoi erano calembour cosmopoliti. Cominciò timidamente con traduzioni dal francese al francese nel genere Almanacco Vermot[6] (Ah, la manna a vers-mots! ribatteva). Al pescivendolo, che gli insegnava a pescare le trote coltivate con la rete, ribatté: Volete dire che infilate sono détruites[7]? Talvolta, in effetti, un messaggio erotico affiorava, come nella contrepèterie[8], ma in modo sapiente non salace e clinico, non pagliaccesco. Presto prende coraggio e varca le frontiere. La mania diventò vizio ed ebbe il dono di scandalizzare Il Pastore partigiano di un’ermeneutica nei limiti della semplice ragione, Tom disse tornando da scuola: Siccome non c’erano più baguette, ho comprato del pan carré.[9] Flore tradusse: Come il navel plot beget gia echte impend me
(Come: Proviene
il navel: l’ombelico
plot: dal segreto
beget: della generazione
gia: già
echte: la verità
impend: è imminente
me: per me),
ovvero: Il mio ombelico è la traccia di un parto segreto; ma già la verità viene a galla in me. Alice dichiarò prima di Natale: Ho bisogno di un nuovo uccello per il cappello di Mademoiselle.[10] Flore tradusse: Je baise when dun nuvoloso pourlèche la peau de mad mazel
(Je baise: Scopo
when: quando
dun: grigio
nuvoloso: nuvoloso
pourlèche la peau de: lecca la pelle di
mad: folle
mazel: pianeta),
ovvero: Scopo quando le nuvole grigie del temporale leccano la pelle della terra impazzita. (O anche: Faccio l’amore nelle sere tempestose.)
Il doppio udito di Flore fu dapprima trans-europeo su onde corte, poi trans-atlantico su onde lunghe, infine trans-storico. Il Pastore che non poteva ignorare il latino di chiesa né l’ebraico biblico, disse un giorno: Quest’anatra all’arancia ha l’aroma delle paludi. L’hanno cotta abbastanza?[11] Flore tradusse: Seca nakhal or angelorum de maris lato assequi
(Seca nakhal: Il fiume a secco
or angelorum: la luce degli angeli
de maris lato: dalla parte del mare
assequi: raggiungere), ovvero: Quando il fiume è a secco, è la luce degli angeli che, dal mare, ci guida verso lei. Un’altra volta, mentre partiva in viaggio, mi promise: Ti manderò un regalo.[12] Flore tradusse: Sheva tov vaiah ou nekdou
(Sheva: Il nulla
tov: buono
vaiah: e Dio
ou: e
nekdou: la sua posterità),
ovvero: Viva il nulla! Viva Dio! Viva i suoi bambini! I due padiglioni auricolari di Flore a forma di parabola captavano così dei messaggi in lingue morte, segnali di galassie estinte, bottiglie nel mare d’onde arenate nel cavo del radiotelescopio.
Continue reading ‘il dono delle lingue / pierre alferi. 2009’

de: “je me souviens” / georges perec. 1978

2

Je me souviens que mon oncle avait une 11CV immatriculée 7070 RL2.

4

Je me souviens de Lester Young au Club Saint-Germain; il portait un complet de soie bleu avec une doublure de soie rouge.

42

Je me souviens que je me demandais si l’acteur américain William Bendix était le fils des machines à laver.

54

Je me souviens que Voltaire est l’anagramme de Arouet L(e) J(eune) en écrivant V au lieu de U et I au lieu de J.

87

Je me souviens que Caravan, de Duke Ellington, était une rareté discographique et que, pendant des années, j’en connus l’existence sans l’avoir jamais entendu.

95

Je me souviens que dans le film Knock on wood, Danny Kaye est pris pour un espion du nom de Gromeck.

101

Je me souviens des mousquetaires du tennis.

105

Je me souviens de “Bébé Cadum”.

110

Je me souviens de Paul Ramadier et de sa barbiche.

112

Je me souviens que Colette était membre de l’Académie royale de Belgique. Continue reading ‘de: “je me souviens” / georges perec. 1978’

franz kline. 1950

Franz Kline. 1950

[in «Domus» n. 528, novembre 1973]

mottetto. senza strumenti / luca zanini. 2015


Luca Zanini_ Mottetto. senza strumenti by gammm




testo letto in occasione di RicercaBo,
Bologna, ottobre 2015





Oggi un nuovo ebook su gammm.org: si tratta di interferenze. simulazioni. assedi, di Fabio Lapiana. Il file pdf [80 Kb] è scaricabile dalla pagina gammm/ebooks.

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From today, a new ebook at gammm.org: it’s interferenze. simulazioni. assedi, by Fabio Lapiana. You can download the pdf file [80 Kb] @ gammm/ebooks.

 







candid camera / carlo bordini. 1999

 

L’abitudine alla meditazione
genera uno spirito tranquillo,
ma talvolta si è condotti allo
sconforto
dall’inanità della vita umana.
Solo osservando le vie
che ai nostri destini conducono
e le miti vite dei cani e degli
asini
nel sole di mezzogiorno
si comprende la nostra castità.
Si può avere l’esatta nozione
della bicicletta che cammina,
l’ombra dei raggi sulle strade
fanno pensare a lontane estati,
quando con la vestina trasparente
eravamo trasparenti sul fondo
del mare.
Ho passato una pessima estate –
illuso dall’estate –
in un bungalow troppo caro.

Ora,
vorrei veramente andarmene
verso Ferrara
ho passato una splendida notte
con la donna che non è più mia.
Ho passato la giornata nel parco.
(Oggi è domenica). Preferisci
la Suzuki la Honda
o la Kawasaki? (Le
ho chiesto stanotte, per
scherzo). Il sabato sera.
Non c’erano notti né luci,
era solo un lungo
pomeriggio. Continue reading ‘candid camera / carlo bordini. 1999’

da “quaderni” / michele zaffarano. 2015

 

FINTE

Riguardo il rapporto tra autore e lettore
non è tanto il rapporto con il lettore
nel suo ruolo di
portatore di senso e di significato, non è
tanto la convocazione del lettore a essere
necessaria, a rivelarsi necessaria.
In realtà è come una finta
è come una finta per esempio nella boxe
la finta è una fin-
zione, come quando si simula
una azione per ingannare l’avversario,
per distogliere l’
avversario dal punto in cui lo si vuole effettiva-
mente attaccare.
Cioè
invito il lettore a partecipare e
poi sparisco svanisco mi sposto
il lettore perde l’equilibrio
l’equilibrio viene perso
è la perdita dell’equilibrio che
rappresenta la dinamica della
comunicazione, la scrittura è un invito a
perdere l’equilibrio e una testimonianza
dell’assenza dovuta allo spostamento.

 

INTIMITÀ

Quello che viene indicato con il termine di nuovo paradigma
in realtà va visto come intensificazione e non
smarcamento (assoluto)
Può essere utile riformulare il tipo di contratto
comunicativo della poesia (contemporanea)
(come è / come dovrebbe essere)
partendo dal concetto di intimo
formulato da François Jullien in De l’intime, 2013.
Non è più un rapporto d’amore (di sopraffazione ecc.)
ma di condivisione.
Quindi non è il lettore che si fa interprete
al posto dell’autore, ma sono entrambi che
partecipano, e lo spazio è tanto più proficuo
e produttivo quanto più la loro collaborazione
si fa stretta e intima
Lo spazio è spazio condiviso, terreno comune, aperto in
entrambe le direzioni, mercato comune.
È diverso dall’amore.

Continue reading ‘da “quaderni” / michele zaffarano. 2015’

da “biancaneve” / donald barthelme. 1965

[Titolo originale Snow White © 1965, 1967, Donald Barthelme.]

ESSA è un’alta e tenebrosa beltà contraddistinta da numerosissimi grains de beauté: uno sopra il seno, uno sopra il ventre, uno sopra il ginocchio, uno sopra la caviglia, uno sopra la natica, uno sulla parte posteriore del collo. Sono tutti sul lato sinistro, più o meno in fila, dall’alto in basso o dal basso in alto:

o
o
o
o
o
o

Capelli neri come ebano, pelle bianca come neve.

§

Bill ha in uggia Biancaneve adesso. Ma non può dirglielo. Occorre trovare un modo più acconcio. Bill non sopporta di essere toccato. Anche questa è nuova. Il fatto che qualcuno lo tocchi gli è intollerabile. E non soltanto Biancaneve ma anche Kevin, Edward, Hubert, Henry, Clem e Dan. Si tratta di un particolarissimo aspetto di Bill, il leader. La nostra supposizione è che egli non desideri più essere coinvolto in situazioni umane. Una chiusura in se stesso. Chiudersi in se stessi è uno dei quattro modi di competere con l’ansia. La nostra supposizione è che la sua riluttanza a essere toccato abbia origine da ciò. La teoria dell’ansia non è condivisa da Dan. Dan non crede nell’ansia. La supposizione di Dan è che la riluttanza di Bill a essere toccato sia una manifestazione fisica di una condizione metafisica diversa dall’ansietà. Ma è l’unico a fare tale supposizione. Noialtri appoggiamo l’ansietà. Bill ci ha fatto capire per vie sottili che non desidera essere toccato. Se cade per terra, non bisogna aiutarlo a rialzarsi. Se uno tende la mano per salutarlo, Bill sorride. Quando è l’ora di lavare gli edifici, Bill prende da solo il suo secchio. Attenzione a non porgergli il secchio, in tale circostanza potrebbe accadere che le vostre mani si tocchino. Bill ha in uggia Biancaneve. Essa deve aver notato che egli non si reca più nella doccia. Siamo sicuri che l’ha notato. Ma Bill non le ha detto chiaro e tondo che l’ha in uggia. La nostra supposizione è che egli non abbia avuto il cuore di profferire parole così crudeli. Parole così crudeli rimangono chiuse nella sua carenza di cuore. Biancaneve deve interpretare la sua assenza dalla doccia in questi giorni come un aspetto del fatto che egli non gradisce essere toccato. Siamo sicuri che non dà altre interpretazioni. Ma a che cosa attribuisce il “non gradire” in sé? Non lo sappiamo.

§ Continue reading ‘da “biancaneve” / donald barthelme. 1965’



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Benway Series, 2016


a che cosa serve la lince? / denis roche. 1980

mio padre leggeva nembo kid / alberto d’amico. 2015


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Mio padre leggeva Nembo Kid/ e anch’io lo leggeva/ ma solo perché lo leggeva lui/ nel 1966 mio padre ha 40 anni/ nel 1966 Nembo Kid cambia il suo nome/ nel 1966 nasce mio fratello/ Mio padre odia Superman/ ha ucciso Nembo Kid secondo lui/ e la S sul petto è illeggibile, m’intorbida la mente/ Nembo Kid diventa Superman/ salto ontologico,/ Mio padre si assoggetta ai diktat di mia madre/ Niente più fumetti/ Roba da ragazzini/ Ma neanch’io che sono un ragazzino posso leggerli/ Comportamento illogico/ Un supereroe in bianco e nero/ su carta con meno cotone/ sostituisce Nembo Kid, che ripuliva la città/ Saranno ancora valide le garanzie morali?

*

 

Il tessuto è realizzato da Massimo Poli per Sartoria Teatrale Fiorentina
– foto Sara De Nardis.
Testo e tessuto sono stati esposti @
UnaVetrina, 14-21 lug 2015
(http://www.unavetrina.it/calendario-2015/)

 

da “saturazioni” / simona menicocci. 2012

 


vide / o: solo fitte come 
                           copri / vano
vivi / di / spersi / scarti
un seme                    stira l’altro 
non de / in:cide / cifra / corpo / tonda 
lo stare pari 
              / piedi
a:corpi vani


*



i no / di / chi / c / osa al plurale 
                                    (s-rum-bus)
sostitutivo o: fermata sotto 
la mano / n / doppia     il
bene:a / o:meno / mato
                         chi=qui lo cosa=là
stare sopra o in calo
tasso
che non dorme 
                / s:in:cartona


* Continue reading 'da “saturazioni” / simona menicocci. 2012'

da “elsamatta” / alessandra carnaroli. 2015



quarant’anni fa a mia zia rosella
gli ha tirato un sasso o una pietra non ricordo
gli ha rotto il labbro la guancia il vestito bello
lei ancora c’ha il segno
l’elsa matta a lei non gli è rimasto niente
c’ha la memoria corta la gonna
che è corta strana nocome una che lo fa per
bellezza ma proprio
cosí
è un dettaglio dei matti
se ti squadra
se gli viene il nervoso hai fatto
meglio che fuggi

*


povera elsa l’hanno portata in una casa
per curarla
aveva superato il limite
ma però se ci parlavi era buona era dolce
che fine ha fatto
gli volevamo tutti bene
a due persone piace
questo elemento

*


da giovane
anche io in moto con mio moroso
mio attuale marito
qualche agguato gliel’ho fatto cose di ragazzi
ma ora è da un po’ rinchiusa a bologna
e sinceramente mi dispiace mi fa tristezza
pensare che uno finisce nell’indifferenza
magari il comune può farci qualcosa
gli assistenti sociali
la tira fuori gli mette una badante
con la madre almeno sta in famiglia
qualche volta esce si distrae tra la gente i negozi

*


vi consiglio di conoscere rita la matta di san lazzaro.
una signora concorrente dell’elsa.
simpatica, canta sempre, urla,
ti dice quale giorno è il tuo onomastico.
sa tutti i santi a memoria
i matti qualche volta c’hanno delle capacità
superiori alla media
della popolazione che rimane

*


la settimana scorsa era sotto casa sua tirava i sassi
ai bambini che gli suonavano il campanello
è tutto tranne che libera
pensa se gli prendeva in un occhio
lo accecava lo mandava al pronto soccorso
anche i genitori però devono vigilare
devono guardare cosa fanno i figli
uno mica può andare a dare fastidio alla gente
anche se è matta e ti fa ridere
per come reagisce
sono comunque esseri umani
con gli stessi nostri diritti di stare in pace
no di combattere coi figli degli altri



(IkonaLíber, collana Syn, 2015:
http://www.ikona.net/alessandra-carnaroli-elsamatta/)







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